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Il Bagaladi in trasferta a Sant'Eufemia d'Aspromonte per difendere il primato della classifica

Ancora imbattuta, cerca il  quinto risultato utile consecutivo, ma non sottovaluta mai nessun avversario
LA CAPOLISTA BAGALADI, IN TRASFERTA A SANT'EUFEMIA D'ASPROMONTE
Domenico Salvatore

BAGALADI (rc)-Mister Pasquale Pannuti, sta coi piedi per terra e non spicca voli pindarici: "Non ce n'è bisogno alcuno. I Bagaladi, non è partito per vincere il Campionato. Non ha affrontato nessuna campagna acquisti dispendiosa e non ha programmi ambiziosi. La squadra è sempre quella di prima. Magari qualche ragazzo matura; qualche altro "esplode". L'amalgame migliora, l'intesa pure. Il modulo di gioco è più oliato. Tutto qui. Ci siamo ritrovati in testa alla classifica, quasi per caso.. Tentiamo di allungare il sogno il più che sia possibile. Noi pensiamo che Sant'Eufemia sia un banco di prova serio e consistente, non dico per misurare le nostre ambizioni, ma almeno, la nostra forza. Sebbene, abbiamo il massimo rispetto per tutti gli avversari, giocheremo come abbiamo sempre fatto. Come sappiamo. Siamo partiti per divertirci e vogliamo farlo anche quest'anno". Questo è il Pannuti pensiero. La prudenza e l'equilibrio sono il suo credo e bisogna farsene una ragione. 

Ma alcuni giocatori, non vogliono scendere dal carro dei sogni, La tifoseria vola sempre più in alto. Nel blu, dipinto  di blu. Sognare non è proibito. Sognare è bello. Sognare è vita. Come dargli torto? C'era una volta il grande Bagaladi, che faceva tremare le vene dei polsi a tutte le squadre del Campionato di Eccellenza. Arrivò pure a giocare in serie D, che era il sogno del presidente Giovanni Maesano. E del colonnello Angelo Ciancia, comandante provinciale del Corpo Forestale dello Stato. Senza nulla togliere al fratello, dottor "Ciccio" Ciancia ed al mago della panchina Mimmo Tripodi; se non al suo collega Pippo Laface. 

Ma nel gioco del calcio non si vive di soli allori e di glorie passate. Per rimanere a galla bisogna rinnovarsi. Il ricambio generazionale dev'essere soft e costante. Mai fare il passo più lungo della gamba. Dopo il trasferimento a Melito e la (con) fusione che segnò la fine di due società; di due squadre; di due ambienti che andavano a mille, non era facile ripartire daccapo. Superare l'amarezza e la delusione. Scalare le vette, è sempre impresa ardua. Ci sono società che hanno impiegato venti ed anche trent'anni per risalire. Esempi ce ne sono…Castrovillari, Paolana, Trebisacce, Cassano, Cariati, Amantea, Crotone, Cirò, Silana,Taurianova, Rosarno, Polistena, Gioia Tauro, Cittanova, Bagnarese, Villese, Locri, Siderno, Gioiosa, Roccella, Villese, Ravagnese tanto per fare dei nomi. Ma ci sono anche  società, squadre pur gloriose, scomparse; cancellate con un colpo di spugna. Gallina, Ravagnese, Pellaro, Sangiovannello, Rossano, Corigliano, Praia, Scalea, Bovese, Melitese, Bagaladi, Tremulini, Santa Caterina, San Sperato, Cardeto, Saline, Salice, Catona, Gallicese, Valanidi, Sbarre, Bar Amaranto, Sambatello, Archi, Nicastro, Capo Vaticano, Bovalinese, Catanzaro Lido, San Luca,Tropea, Nicotera, di quelli che ci vengono in mente.Ricominciare è l'eterna sfida con  se stessi. Il Bagaladi ci riprova.. Domenico Salvatore

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