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Melito Porto Salvo (RC) Divieto di parcheggio, ma le api... non lo osservano e anzi costruiscono nidi sopra un albero sul centralissimo Corso Garibaldi

Melito Porto Salvo (RC)Un'ape può salvarti la vita. Un'ape può ucciderti… Albert Einstein avrebbe detto:" Se le api si estinguessero, all'uomo resterebbero 4 anni di vita ". La psicosi dello shock anafilattico. Ma gli allergici, dovrebbero portare con sé una fialetta di adrenalina

MELITO PORTO SALVO, MA QUEL "CUFIGGHIUNI" DALL'ALBERO, VESPAIO O ALVEARE MOBILE SU QUELLA  PIANTA DEL CORSO GARIBALDI, CHI LO DEVE TOGLIERE, IL COMUNE O I VIGILI DEL FUOCO?
Domenico Salvatore

MELITO PORTO SALVO – La segnalazione di un cittadino, arriva per caso, all'orecchio del cronista…L'ho detto a tizio; l'ha detto a caio; l'ho detto a sempronio: su quell'albero, c'è un vespaio. Già un paio di cittadini, che si trovavano a passare di lì, sono stati punti. La cronaca recente ha riportato i casi di alcuni decessi dovuti alla puntura di un'ape o di una vespa, se non di un colabrone ('U zumbucu). Purtroppo anche nel nostro comprensorio si segnalano casi letali. In ogni caso, quando noi od uno dei nostri familiari e parenti, siamo stai punti, in automatica  è scattato l'allarme e si sono verificati…Difficoltà di respirazione;Orticaria dall'aspetto rosso e pruriginoso che si diffonde nella zona della puntura; Gonfiore localizzato a livello del viso, della gola o della bocca; Respiro affannoso o difficoltà di deglutizione; Inquietudine e ansia; Polso accelerato; Vertigini o un brusco calo della pressione sanguigna; ecc. 

La psicosi della puntura di un insetto, l'allergìa; di un possibile shock anafilattico. Punture degli insetti: gestione, cura e prevenzione. Come intervenire. La prima e più importante cosa da fare in caso di puntura d'ape è rimuovere il più velocemente possibile il pungiglione; come dimostrano recenti studi, è importante svolgere questa operazione entro i primi 20 secondi dal contatto con l'insetto, non importa come, l'importante è agire rapidamente. Pochi secondi di ritardo, anche se legati all'intento di mettere in atto il metodo di rimozione più opportuno (ad esempio estraendo dal portafoglio una carta di credito).Punture degli insetti: gestione, cura e prevenzione.  E che cosa suggeriscono, i manuali del Pronto Soccorso? Che cosa fare, in caso di puntura di vespa o di calabrone. Vespe e calabroni, non lasciano il pungiglione nella vittima; e possono pungere ripetutamente. Se si è stati punti e l'insetto è ancora in zona, spostarsi con molta calma in una zona sicura per evitare ulteriori punture. 

Come intervenire: In seguito alla puntura è sufficiente pulire bene la zona con acqua e sapone, quindi disinfettare lacute.Far scorrere acqua fredda sopra e attorno alla puntura per ostacolare i fenomeni infiammatori, oppure applicare del ghiaccio per alleviare il dolore. Per combattere dolore e prurito è utile eseguire impacchi di acqua fredda ed eventualmente applicare una crema antistaminica o cortisonica. Se il gonfiore tende ad estendersi ulteriormente, è necessario rivolgersi al proprio medicoPunture degli insetti: gestione, cura e prevenzione.Come intervenire in caso di puntura di zecca. Durante una passeggiata nei boschi o nei prati, è possibile imbattersi in questo piccolo aracnide. In genere, la zecca provoca una sola puntura, che si riconosce dalla presenza di un puntino rosso al centro della papula. Per ridurre il rischio di contrarre un'infezione, come la malattia di Lyme (infezione batterica che causa un caratteristico rash cutaneo), si consiglia di rimuovere nel più breve tempo possibile la zecca, afferrandola e facendola ruotare delicatamente con una pinzetta. Non utilizzate oli, vaselina, alcol o benzina, che possono danneggiarla e favorire il passaggio di germi. La maggior parte dei morsi di zecca, fonte Wikipedia, guarisce entro tre settimane. Se dopo quattro o cinque giorni la reazione tende a peggiorare (la lesione aumenta di dimensioni e diventa più chiara al centro), e si sviluppa un'eruzione cutanea associata a febbre, è indispensabile rivolgersi al medico. Con la puntura, infatti, potrebbe essere stata trasmessa una malattia che dev'essere curata con opportuni antibiotici. Siamo sempre convinti che prevenire, sia meglio che curare.
Domenico Salvatore

 Le api, sono indicatori biologici della qualità dell'ambiente e attualmente rappresentano una delle emergenze ecologiche in corso. Oltre al ruolo diretto nella produzione del miele, le api contribuiscono all'economia per 165 milioni di sterline all'anno solo nell'Inghilterra per la produzione di frutta e verdura. Il maggior produttore di miele è l'Argentina che ha ridotto del 27% le sue 75.000 tonnellate annue. Negli Stati Uniti (-25% degli alveari nel 2008) e nel resto del mondo le api stanno diminuendo. In Italia nel 2007 sono morte il 50% delle api, persi 200.000 alveari e 250 milioni di euro nel settore agricolo. Le api muoiono per varie cause, non sempre del tutto identificate: cause ambientali, mutamento climatico, la varroa e altri antagonisti naturali, l'uso indiscriminato dei fitofarmaci. Gli alveari si spopolano per il fenomeno del CCD (Colony Collapse Disorder). In vari paesi, i regolamenti fitosanitari e le autorizzazioni all'uso dei fitofarmaci impongono, da decenni, vincoli ai trattamenti fitoiatrici al fine di tutelare l'attività delle api e degli insetti pronubi in generale. 

Uno dei vincoli di maggiore ricorrenza per molti principi attivi è il divieto di eseguire trattamenti, anche non insetticidi, nel corso della fioritura. L'ape, emblema dell'operosità, è fin dai tempi antichi un insetto simbolico in miti, leggende e religioni, noto certamente già dalla preistoria per la propria utilità. Si ha notizia da pitture murali rinvenute nella Cueva de la Araña, presso Bicorp, provincia di Valencia (Spagna), che già nel periodo magdaleniano l'uomo sfruttava le api per trarne il miele. Nella mitologia greca erano considerate messaggere delle Muse per la loro sensibilità ai suoni, ma anche il simbolo del popolo obbediente al suo re. Quando, secondo la leggenda, Zeus bambino fu nascosto dalla madre Rea in una grotta del monte Ida a Creta per sottrarlo al padre Crono che voleva divorarlo, fu nutrito, oltre che dal latte della capra Amaltea, da un miele prodotto dalle api locali. Essendo il miele nell'antichità l'unica fonte di zucchero, l'ape, sua produttrice, era tenuta in alta considerazione. A ciò, probabilmente, è dovuta la sua connessione al tema della bugonia, ovvero dell'origine della vita - in questo caso lo sciame - da carcasse di animali sacrificati, di solito buoi, come indica il nome, ma anche leoni. Gli episodi più noti sono narrati da Virgilio nelle Georgiche (IV, 528,-558), ripreso da Ovidio nei Fasti (I, 363-380), e dall'Antico Testamento (Giudici, 14,14). Particolarmente considerata era l'organizzazione dell'alveare, descritta con ammirazione da Plinio il Vecchio e presa a paragone per la sua laboriosità dallo stesso Cicerone. L'ape era anche simbolo del coraggio, per la sua determinazione nell'attaccare gli aggressori, e della verginità. Anche Virgilio esalta la purezza delle api «… che non si abbandonano all'amore, non si infiacchiscono nei piaceri e non conoscono né l'unione dei sessi, né i dolorosi sforzi del parto.»  e Plutarco afferma che…

Domenico Salvatore


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