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Taurianova (RC), non corre pericolo di vita il giovane Raffaele Bongiovanni, ferito a fucilate e ricoverato all'ospedale di Polstena, ma la prognosi è riservata

Un giovane di Taurianova, Raffaele Bongiovanni, di 33 anni, si è presentato nell'ospedale di Polistena con una ferita all'addome sostenendo, in un primo tempo, di essere rimasto vittima di un incidente stradale. Prima di entrare in sala operatoria ha ammesso di essere stato raggiunto da un colpo di fucile. Le condizioni di Bongiovanni non sono gravi, anche se i medici si sono riservati la prognosi. Indaga il commissariato di polizia di Taurianova.Il movente è tutto da chiarire
TAURIANOVA ( RC) RAFFAELE BONGIOVANNI, 30 ANNI, DISOCCUPATO, CELIBE, INCENSURATO, FERITO A COLPI DI FUCILE, IN CONTRADA "PEGARA", SI RICOVERA ALL'OSPEDALE DI POLISTENA PER…INCIDENTE STRADALE

Domenico Salvatore
TAURIANOVA ( RC)-Primum vivere, deinde philosophari. Come dire, prima di tutto…tenere la bocca chiusa, così non entrano moschi e mosconi, vespe, api, zanzare e colabroni; non si rischia lo shok anafilattico. Fuori di metafora, in una zona ad alta densità mafiosa, terra di faide (il 29 settembre del 1976, viene assassinato pure un bambino, innocente creatura, Rocco Corica, 7 anni, che ha il solo torto di trovarsi insieme al padre, Benito, vero obiettivo degli attentatori), di sangue e di 'gramigna', dove l'omertà regna sovrana per paura di vendette, rappresaglie e ritorsioni e cuce le bocche a doppia mandata, la regola è, di tenere ben chiuso il becco. Proprio quel che ha fatto in un primo momento, il disoccupato Raffaele Bongiovanni, di 30 anni, celibe, incensurato, attinto al tronco da una scarica di fucile. Gli ultimi tre delitti in ordine di tempo a Taurianova sono: quello del barista 27 enne Tony Battaglia, ucciso domenica 14 febbraio 2011, con un solo colpo di pistola calibro 6,35, all'interno del bar, che lo raggiunse all'altezza dell'orecchio, da un minorenne G.S.; per un  debito di venti euri, non onorato. Nonostante il pronto ricovero al "Santa Maria degli Ungheresi" di Polistena ed il successivo, ai Riuniti di Reggio Calabria. 

L'assassinio del diciottenne Francesco Maria Inzitari, figlio di Pasquale, ex esponente dell'Udc, condannato a conclusione delle indagini della Dda di Reggio Calabria   per concorso esterno in associazione mafiosa, ucciso a colpi di pistola, la sera del 5 dicembre 2009.  Il delitto avvenne davanti ad una pizzeria, dove Francesco, si era diretto per festeggiare il diciottesimo compleanno di un amico. E l'omicidio, venerdì 05 dicembre 2008,   nelle campagne di Taurianova, contrada Varacà, dove la vittima, Vincenzo Vigliarolo di 46 anni, stava ultimando alcuni lavori in una sua proprietà, a colpi di pistola; un proiettile, lo raggiunse alla testa uccidendolo sul colpo. Sul luogo dell'agguato si sono portati gli agenti della Polstato del locale Commissariato della P.S. Andrea Ludovico, che ha istituito una cintura militare intorno al vasto comprensorio. Nel tentativo di intercettare l'autore della sparatoria, per risalire al movente ed all'eventuale mandante. In atto, non si hanno notizie di qualche fermo, né degli stub eseguiti addosso ai pregiudicati della zona con perquisizioni anche domiciliari o dei blocchi stradali volanti Coordina la indagini, il capo della Squadra Mobile di Reggio Calabria, Gennaro Semeraro. Con la supervisione del questore, Guido Nicolò Longo. 

Sovrintende il p.m. di turno che si muove sotto le direttive del procuratore capo della Repubblica di Palmi, Giuseppe Creazzo. Gli organi inquirenti, vogliono capire intanto, perché il Bongiovanni, abbia dichiarato al Pronto Soccorso, diretto dal Dott. Francesco Catananti di essere rimasto vittima di un incidente stradale. Torna difficile, credere che il giovane rilasci dichiarazioni utili alle indagini. Solo, ha confermato, poco prima di essere sottoposto ad un delicato intervento chirurgico d'urgenza dall'equipe diretta dal dottor Giovanni Mileto, di essere stato nel mirino di un ignoto attentatore. Dalle prime voci circolanti, sembra che  l'attentato non dovrebbe essere classificato come " di stampo mafioso". E ciò, perché il calibro del piombo impiegato, lo escluderebbe. In questo caso, scattano altre ipotesi investigative. Pista personale, vendetta privata, ipotesi passionale e via di seguito. Terreno più fertile per risalire al movente e da qui all'autore della sparatoria. A prescindere dalla collaborazione di parenti ed amici della vittima dell'attentato, che di regola non c'è. Domenico Salvatore

Cell.: +39 347 69 11 862
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