Polistena (Reggio Calabria) – Diramando una nota stampa, il sindaco Tripodi ha voluto lanciare l'allarme circa la chiusura del servizio di gastroenterologia ed endoscopia digestiva in atto presso l'ospedale di Polistena. Il primo cittadino polistenese si è dichiarato preoccupato circa la menomazione del diritto alla salute dei cittadini pianigiani stante anche le apprensioni sulla sorte del nosocomio di Gioia Tauro, a cui si starebbe per chiudere il reparto di cardiologia. Per Polistena, che si è già vista sopprimere di fatto il reparto di otorinolaringoiatria, ora ridotto a mero servizio ambulatoriale, la sospensione del servizio di indagine gastroenterologa ed endoscopica dovuta ad una presunta carenza di personale infermieristico rappresenterebbe - secondo il sindaco - «l'ennesima ingiustizia» a cui vien chiesto di porre immediato rimedio attraverso l'impiego del medesimo organico disponibile in abbondanza presso l'Azienda Sanitaria ma – secondo Tripodi - pressoché «inoperativo per motivi risibili». E Tripodi vuol guardare lontano. Difatti, annusando l'aria ed intuendo il pericolo, egli si domanda se questo non sia piuttosto il preludio per accampare qualche futuro pretesto congegnato per secondi fini che potrebbero portare dritti al depotenziamento dei reparti esistenti con grave pregiudizio per il "Santa Maria degli Ungheresi", sottoposto anch'esso alle cure ed alle incombenze del "Tavolo Massicci" e legato a doppio filo al progetto del governatore (e commissario straordinario per la sanità) Giuseppe Scopelliti di ridisegnare il nuovo assetto sanitario calabrese, verso il quale, Tripodi, s'è dimostrato più volte assai critico e di più ora, con l'aggravante dell'aumento compensativo dei coefficienti regionali di Irap ed Irpef resi necessari a causa del mancato raggiungimento degli obiettivi prefissati dal piano di rientro proprio in seguito all'operato dell'incaricato commissario straordinario. Con questo spirito, Michele Tripodi, auspica un solerte intervento dell'Azienda Sanitaria affinchè si adoperi «a provvedere al reintegro di personale eventualmente mancante al fine di riattivare presto il servizio di gastroenterologia, con la ripresa delle prestazioni per pazienti ricoverati e per gli utenti esterni» per non precarizzare ulteriormente i già malagevoli servizi ospedalieri offerti con grande spirito di abnegazione ad una utenza che, sempre più ingiustamente, si vede costretta a subire sulla propria pelle (e senza poter partecipare) le scelte e le decisioni di una politica di tagli con la scure in settori chiave per la società.
Giuseppe Campisi


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