MERKEL RILANCIA RIGORE, ORA VINCOLI SU RIFORME Nuova stretta su sorveglianza Eurozona, in cambio unione banche (di Chiara De Felice) - BRUXELLES, 25 OTT - Nuova Merkel, vecchio rigore: la cancelliera tedesca, al suo primo vertice Ue dopo la rielezione, torna a Bruxelles agguerrita e chiede una nuova stretta sulla sorveglianza delle politiche economiche e sulle riforme che Bruxelles detta ai Paesi della zona euro. In cambio, darà il suo ok a completare l'Unione bancaria entro giugno 2014. Ma sarà il vertice di dicembre a stabilire con certezza tempi e modi. Come sempre, è la cancelliera a dettare agenda e priorità del vertice europeo: quello che le interessa è rafforzare il controllo centrale sugli Stati dell'euro, per impedire loro di sfuggire agli impegni presi sulle riforme e di deviare dalla disciplina imposta da Bruxelles. «Il sistema di coordinamento economico che abbiamo sviluppato non è sufficiente, vogliamo una sorveglianza più di qualità, un coordinamento delle politiche economiche più stretto e accodi sulle riforme vincolanti», ha detto al termine del summit che avrebbe invece dovuto discutere delle prossime tappe dell'Unione bancaria. Il presidente della Bce Mario Draghi era lì apposta, a mettere pressione ai leader, ma solo il premier Enrico Letta e il francese Francois Hollande lo rassicurano che entro dicembre si troverà l'accordo sul meccanismo unico di risoluzione bancaria ed entro aprile sarà approvato. Ma dalla cancelliera nemmeno una parola. Draghi è preoccupato e non ne fa mistero con i leader europei: il processo che porterà ad ottobre 2014 alla vigilanza unica permanente di Francoforte su 130 banche sistemiche sta cominciando. Prima di far partire la sorveglianza, la Bce farà il tagliando alle banche: prima una revisione della qualità degli attivi, il mese prossimo, e poi gli stress test a metà 2014 assieme all'Eba (European banking authority). Le regole della verifica sono già stabilite, e sono più strette rispetto al primo giro di stress test dell'Eba: gli istituti dovranno avere un coefficiente di capitale (Core Tier 1) dell'8%, e provare la loro solidità di fronte agli stress finanziari. Il pericolo che vede Draghi è che, qualora le banche fallissero gli esami, servirebbero ricapitalizzazioni e regole certe. Finora, di certo ci sono solo le nuove regole sugli aiuti di Stato della Ue, che non a caso di recente Draghi ha criticato: le banche potranno avere accesso a finanziamenti pubblici solo dopo aver imposto perdite agli obbligazionisti, regola che secondo Draghi crea una sfiducia nel sistema creditizio. E infatti il commissario alla concorrenza Almunia ha assicurato che ci saranno «eccezioni» in caso di instabilità finanziaria. Più che instabilità, la Bce teme un terremoto dopo gli stress test senza regole comuni sul salvataggio delle banche, cioè la seconda tappa dell'Unione bancaria. Per questo Draghi vuole almeno rassicurazioni sui 'paracadute finanziarì o 'backstop', cioè chi paga, in ultima analisi, il salvataggio. Il dibattito tra i leader è ancora fermo a chi vuole paracadute nazionali (Germania, Finlandia, Svezia, Olanda) e chi li vuole europei, cioè coinvolgendo o il fondo salva-Stati Esm o un fondo ad hoc (fondo unico di risoluzione delle banche che ha proposto la Commissione). La bozza di conclusioni del vertice privilegia una soluzione nazionale, per il momento.
DATAGATE TRAVOLGE VERTICE, MA UE NON TROVA RISPOSTE Asse franco-tedesco per trattativa con Usa per codice spionaggio (di Marco Galdi) - BRUXELLES, 24 OTT - Il Datagate travolge il vertice europeo. E mentre l'Eurocamera medita ritorsioni, i leader faticano a trovare risposte comuni. Tutti d'accordo nel chiedere spiegazioni agli Usa, ma sono Francia e Germania a passare all'azione. Unite in una iniziativa «aperta a tutti i paesi interessati» cercheranno di concordare con Washington entro l'anno un 'codicè dello spionaggio. All'iniziativa, a parole si uniscono tutti, compresa la Gran Bretagna che partecipa ai programmi di spionaggio americani e che ha «relazioni speciali con altri paesi» (come è costretto ad ammettere Van Rompuy). Ma Cameron può permettersi solo di annuire: certo non può permettersi di firmare una dichiarazione di condanna. Ed anzi si impunta sull'accelerazione del pacchetto legislativo per una 'protezione datì europea. La Commissione e molti paesi, a partire dalla Francia col sostegno dell'Italia, puntavano all'entrata in vigore entro la fine legislatura di aprile 2014. Invece nelle conclusioni si parlerà di «completamento del mercato unico digitale entro il 2015». Il presidente del Consiglio europeo, che prima del vertice aveva garantito che l'accelerazione sarebbe passata, nella conferenza stampa finale fa slalom linguistici per non ammettere la sconfitta. L'asse tra Francia e Germania scatta in un faccia a faccia tra Angela Merkel e Francois Hollande prima del vertice. In apertura di riunione ne informano i colleghi. Il 'codicè per lo spionaggio, definito «vitale» per combattere il terrorismo da Van Rompuy, dovrà servire a ricostruire la fiducia messa in crisi dalle rivelazioni al punto che «può pregiudicare la necessaria cooperazione nel campo della raccolta di informazioni». Anche perchè - come rileva Martin Schulz - l'intelligence Usa appare «fuori controllo». Infatti lo scandalo si allarga e mentre emerge che sarebbero 35 i capi di stato intercettati nel mondo, dagli Stati Uniti continuano ad arrivano risposte che non spiegano, col presidente Obama che si limita a «comprendere le preoccupazioni» e ad annunciare una revisione del sistema di raccolta dati. Le parole notturne di Van Rompuy suonano comunque caute rispetto alla rabbia pubblica dei leader. «Spiare non è accettabile, tra alleati ci vuole fiducia. Non è solo un problema che riguarda me, ma tutti i cittadini» aveva detto Angela Merkel arrivando al Consiglio. Di vicenda «inaccettabile», l'aggettivo che più ricorre, aveva parlato anche Enrico Letta dopo che Glenn Greenwald, il giornalista che custodisce i segreti di Edward Snowden, ha rivelato che gli Usa hanno spiato pure il governo italiano. «Non possiamo tollerare che ci siano zone d'ombra o dubbi» aveva aggiunto il premier mentre Angelino Alfano, dal prevertice del Ppe, ribadiva che «difenderemo la privacy delle istituzioni e delle istituzioni, senza guardare in faccia nessuno». Evitando però di commentare la rivelazione che anche i servizi italiani hanno avuto un ruolo. A volere una risposta unita dell'Europa erano i big delle istituzioni comunitarie. «Quando è troppo è troppo: tra amici, deve esserci fiducia. È stata compromessa. Ci aspettiamo in fretta risposte dagli americani» aveva tuonato il vicepresidente Michel Barnier. Mentre la collega Viviane Reding chiedeva che all'America la Ue dia una «risposta forte e univoca». E Martin Schulz proponeva di «sospendere i negoziati per il trattato di libero scambio» appena avviati con gli Usa. Soluzioni che non hanno trovato sostanza nel vertice.
DATAGATE:LETTA, UNITI CHIEDEREMO CHIAREZZA A USA Europa vuole verità. Niente antagonismo o legami libero scambio - BRUXELLES, 25 OTT - Nessun «antagonismo» con gli Usa ma una richiesta - attraverso una posizione unitaria e forte - di tutta l'Europa a Washington di fare chiarezza e «cooperare» trovando una «soluzione» che consenta che questi episodi non succedano più. Perchè solo nella chiarezza si «fanno le cose insieme» e sono «assolutamente fiducioso» che si chiarirà. Enrico Letta lascia a tarda notte la sede del di un Consiglio Europeo in cui a tenere banco è stata la vicenda datagate alla luce dei nuovi sviluppi che hanno travolto l'Europa, dalla Francia alla Germania, passando per il governo italiano pure lui probabilmente finito nel mirino del grande fratello americano. E, nonostante l'ora tarda, si ferma a parlare con i giornalisti. Glissa alle domande sulle tensioni all'interno della sua maggioranza che rimbalzano da Roma limitandosi a rispondere: «oggi qui tutto bene...». Ma ci tiene a spiegare che sul datagate l'Europa vuole «chiarezza e verità», annunciando che su iniziativa franco tedesca, «alla quale ci siamo uniti», è stata presa una posizione «comune e unitaria» di richiesta di chiarimenti a Washington. Una posizione - che, nero su bianco, sarà «annessa» alle conclusioni del vertice - «unitaria» senza prese di distanza, ribadisce a chi gli chiede se ci siano state nella discussione divergenze con Londra: «anche Cameron ha avuto un atteggiamento costruttivo e positivo», sottolinea il premier. Non senza precisare che la questione datagate non «ha nessun legame, nessuna relazione» con i negoziati per l'accordo di libero scambio Ue-Usa. Un accordo «importante per l'Italia», ricorda sottolineando che le trattative «devono andare avanti». Letta ricordando che oggi, alla ripresa dei lavori, sul tavolo ci sarà l'altro tema clou del vertice di Bruxelles, l'immigrazione, parla anche della discussione di ieri sera sull'Unione Bancaria. Raccontando che nella cena - dove è stato affrontato il tema anche con il presidente Bce, Mario Draghi - «sono stati fatti passi avanti, con l'obiettivo del vertice di dicembre dove verificheremo se ci sia stata una svolta e si siano concretamente fatti progressi».
DATAGATE: HOLLANDE, UE UNITA DAVANTI A USA Tutti vogliono chiarimenti, poi iniziativa franco-tedesca -BRUXELLES, 25 OTT - L'Ue «all'unanimità» dice basta alle attività di spionaggio al centro del datagete e chiede chiarimenti agli Stati Uniti: lo ha detto il presidente francese Francois Holland precisando che Francia e Germania lanceranno un'iniziativa «aperta a chi vorrà parteciparvi» per arrivare alla definizione con gli Usa di un codice di buona condotta.
DATAGATE: HOLLANDE, ENTRO DICEMBRE CODICE CONDOTTA Attraverso negoziato con Usa per ristabilire fiducia (ANSA) - BRUXELLES, 25 OTT - Francia e Germania lavoreranno insieme agli Stati Uniti per «ristabilire la fiducia» reciproca e arrivare, entro l'anno, alla definizione di un «codice comune di buona condotta» nelle attività di spionaggio. Lo ha detto il presidente francese Francois Hollande.
DATAGATE: VAN ROMPUY,FRANCIA E GERMANIA DISCUTERANNO CON USA - BRUXELLES, 25 OTT - «Francia e Germania a inizio della riunione hanno comunicato che avevano una posizione comune e tutti i 28 si sono messi d'accordo su quel testo» ha detto Van Rompuy cercando di spiegare perchè a trattare con gli Stati Uniti saranno Francia e Germania ma non l'Unione europea: «Non c'è nulla di vergognoso nel fatto che due paesi prendano l'iniziativa». A chi chiedeva quale fosse stata la posizione nei confronti della Gran Bretagna che partecipa al programma di spionaggio americano, Van Rompuy ha replivcato affermando che «anche il Regno Unito è d'accordo sul testo» ma ha ammesso che «certo ha relazioni speciali con altri paesi».
DATAGATE: LETTA, POSIZIONE FORTE E UNITARIA VERTICE UE - BRUXELLES, 25 OTT - Una posizione che non vuole «creare antagonismo» ma contribuire a trovare una soluzione, ha spiegato il premier lasciando, a tarda notte, la sede del vertice Ue al termine della prima giornata di lavori. «Abbiamo preso questa posizione unitaria e forte, su spinta franco-tedesca alla quale ci siamo uniti, di richiesta di informazioni nelle prossime settimane, di un chiarimento e una cooperazione con gli Stati Uniti». Una posizione per «capire quello che è successo ed evitare che possa riaccadere», ha aggiunto spiegando che da «parte europea c'è voglia di chiarezza e verità». E - ha aggiunto - sono «assolutamente fiducioso che questo porterà alla chiarezza».
LETTA A BRUXELLES GLISSA DOMANDE SU ROMA,'QUI TUTTO BENE...' - BRUXELLES, 25 OTT - Il premier Enrico Letta a tarda notte lascia la sede del vertice Ue di Bruxelles, al termine della prima giornata del vertice europeo. E glissa alle domande di chi gli chiede un commento sulle tensioni che rimbalzano da Roma sul fronte della sua maggioranza. «Qui tutto bene...», si limita a rispondere sorridendo ai cronisti.
UNIONE BANCARIA: HOLLANDE, ENTRO 2013 ACCORDO SU RISOLUZIONE Processo è irreversibile - BRUXELLES, 25 OTT - Entro dicembre si troverà l'accordo sul meccanismo unico di risoluzione bancaria ed entro aprile sarà approvato: questo, secondo il presidente francese Francois Hollande, l'intesa raggiunta con la cancelliera tedesca Angela Merkel. «L'unione bancaria - ha detto Hollande - è un processo irreversibile».

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