QUELLA FIACCOLATA DI ROGHUDI CONTRO LA STATALE JONICA 106
Domenico Salvatore
“ –Raffaele, che ti preparo oggi, spaghetti al pomodoro, una cotoletta, due polpettine…-Mamma, che hai oggi? Ti senti bene, hai bisogno di qualche cosa?- Raffaele, non rientrare tardi, lo sai che non dormo, se non ti vedo!-Mamma, stasera mi vedo la televisione con te, sei contenta? –Raffaele gli anni passano per tutti ed io sono vecchia. Vorrei che tu…-Ma che dici mamma, tu sei giovane e forte, che discorsi sono questi?”. Toto Cutugno dice…”Due braccia grandi/ per abbandonarmi dentro/ se la notte avevo un po' paura/ Occhi profondi/ per cui ero un libro aperto/ senza dire neanche una parola/ Aveva mille modi buoni per svegliarmi/ quando non volevo andare a scuola/ E mi chiedevo mentre le guardavo i piedi/ questo angelo perche' non vola/ le mamme sognano/ le mamme invecchiano/ le mamme si amano/ ma ti amano di piu/' E cosi' piccolo/ io avrei affrontato il mondo/ guai a chi si avvicina e chi la tocca/ E che parole dolci/ come quelle torte al forno/ che veniva l'acquolina in bocca/ Mi rimboccava fino al naso le coperte/ se pioveva avevo un po' paura/ E mi tuffavo nel suo letto/ a braccia aperte/ ad ogni tuono forte mi stringeva/. Dinamiche comportamentali di tutti i giorni; dialoghi immaginari. Una fiaccolata. Ma la statale della morte o statale jonica, 106, non può essere additata come la causa di tutti i decessi, i feriti ed i danni alle cose; comunque degli incidenti stradali. Un comodo alibi. Un parafulmini.
Un capro espiatorio. In realtà dietro un incidente si nascondono tantissime con-cause spiegabili. Ed altre inspiegabili; se non arcane e misteriose. Potremmo abbozzare…alta velocità e perfino la media e la bassa; errore umano; errore meccanico; errore strutturale; distrazione fatale; abbaglio; errore di valutazione; gomme lisce; scoppio improvviso di una gomma, fanali e fanalini difettosi; sportelli difettosi; pneumatici sgonfi o troppo gonfiati; carreggiata difettosa; selciato deformato; curva pericolosa e piena di cespugli; fango o ciottoli o sabbia sulla strada, non segnalati; un animale che taglia improvvisamente la strada; un utente della strada che non tiene la destra; un automobilista che perde il controllo, perché nervoso o ubriaco e ci viene addosso, se non per altra causa; difetto della vista; prescrizione degli occhiali, ma chissenefrega! Sbalzo di temperatura; calo di pressione o di zuccheri; stanchezza; irritabilità; improvviso cedimento della cinghia della distribuzione, se non della batteria, mancato allacciamento della cintura e via di questo passo. Inutile chiedersi, perché proprio Raffaele Caserta, in quel punto, ora, giorno, mese ed anno. Serve a qualcosa prendersela con il destino, il fato, la sfortuna, la coincidenza, il caso? Una fiaccolata, un’altra ed un’altra ancora. Per protestare, per pregare, per riflettere, per meditare, per invocare chi e che cosa.
Il parroco don Giovanni Zampaglione, nonostante la sua professione, vocazione o mestiere, e la sia pur breve esperienza, stenta un attimino a controllare le emozioni:”Fratelli e sorelle, siamo qui, questa sera per pregare per Raffaele, ma anche per Nunzio, per Fortunato e tutti gli altri. La fiaccolata si articolerà così…”. In testa al corteo, ci sono anche: il sindaco, dottor Agostino Zavettieri, gli assessori, i consiglieri, i Carabinieri e tutti i parenti vicini e lontani di Raffaele. Uno striscione con la sua immagine ed un altro paio scritti a mano sulla stoffa bianca. Poi tutti gli altri che mano mano accendono le fiaccole e si snodano lentamente verso il bivio di Roghudi o di Melito. C’è Fabio Caserta, capitano della Juve Stabia (serie B di calcio a 11); ci sono i familiari, amici, parenti e conoscenti; semplici curiosi o cittadini dei due centri. Si prega, ma si commenta anche. Soprattutto sulla dinamica del sinistro. La manifestazione si svolge nel massimo ordine e non il dovuto silenzio. Grazie ai carabinieri della locale stazione e del Nucleo Radiomobile diretto dal tenente Domenico Conigliaro, coordinato dal capitano Gennaro Cascone, comandante della Compagnia di Melito Porto Salvo. Il corteo giunge all’imbocco del sottopasso. Si stacca la mamma, Marisa Pace, assieme ai congiunti più stretti e vanno a deporre dei fiori sul punto dove è “atterrato” Raffaele, dopo un volo di parecchi metri.
Io sono la risurrezione e la vita; Chi crede in me anche se è morto vivrà, e chiunque vive e crede in me non morirà in eterno”. Poi tutti a casa. Tenteremo di smaltire la tristezza che attanaglia i nostri cuori; che avvelena la nostra anima. La routine quotidiana, ma non chiamatela assuefazione ci avvolgerà di nuovo e torneremo a vivere; se non a sopravvivere. Ma nessuno mai, potrà dimenticare il sorriso solare, la bontà, la simpatia, l’affetto, la disponibilità, la dolcezza, la sensibilità di Raffaele, il ragazzo sereno della porta accanto. Melitoonline-Mnews.it esprime ancora una volta, cordoglio e vicinanza ai parenti e familiari. Domenico Salvatore
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