Il moderno-medioevo è iniziato. Oddio non posso più usare facebook. Panico. Paura. Tremolio. E adesso? Che faccio? Che ne sarà di me?
Sono bastate poche ore di black-out di Facebook per evidenziare le nostre debolezze. Essere appesi ad un solo ramo non paga. Mai. La tecnologia è qualcosa di fantastico, e nello stesso tempo micidiale. Basta un malfunzionamento e si ripiomba nel medioevo.
Un pò come l'Italia oggi. Basata sul nulla. Il black-out è vicino e nessuna fa nulla. Tutti a smanettare a twittare, a condividere l'irreale.
I social network altro non sono che il fallimento della società. Più loro sono forti più la società è debole. Nessun contatto fisico, nessuna discussione concreta.
Tutto ridotto ai minimi termini. Posti il link ad un articolo e nessuno legge l'articolo. Spari quattro cazzate e vai con il putiferio. Guardiamo senza leggere, non ascoltiamo e soprattutto non impariamo. Il vissuto è polverizzato. Tutto è attuale. Post, Mi piace e condividi. Questo è quello che rimane.
Il #facebookdown di oggi è un segnale. Un monito. Viviamo in un mondo fragile, e la nostra debolezza rafforza i potenti. La nostra rabbia ci confonde e ci fa vedere quello che gli altri vogliono farci vedere.
La bacheca su facebook certo non ci aiuta ad essere migliori.
La "ruga" di casa, quella reale dove tutto si condivideva, si postava è altra cosa rispetto all'illusione del social network. Riprendiamoci le emozioni, quelle vere, condivise e col contatto UMANO.
Segue approfondimento e articolo.
Luigi Palamara
Sono bastate poche ore di black-out di Facebook per evidenziare le nostre debolezze. Essere appesi ad un solo ramo non paga. Mai. La tecnologia è qualcosa di fantastico, e nello stesso tempo micidiale. Basta un malfunzionamento e si ripiomba nel medioevo.
Un pò come l'Italia oggi. Basata sul nulla. Il black-out è vicino e nessuna fa nulla. Tutti a smanettare a twittare, a condividere l'irreale.
I social network altro non sono che il fallimento della società. Più loro sono forti più la società è debole. Nessun contatto fisico, nessuna discussione concreta.
Tutto ridotto ai minimi termini. Posti il link ad un articolo e nessuno legge l'articolo. Spari quattro cazzate e vai con il putiferio. Guardiamo senza leggere, non ascoltiamo e soprattutto non impariamo. Il vissuto è polverizzato. Tutto è attuale. Post, Mi piace e condividi. Questo è quello che rimane.
Il #facebookdown di oggi è un segnale. Un monito. Viviamo in un mondo fragile, e la nostra debolezza rafforza i potenti. La nostra rabbia ci confonde e ci fa vedere quello che gli altri vogliono farci vedere.
La bacheca su facebook certo non ci aiuta ad essere migliori.
La "ruga" di casa, quella reale dove tutto si condivideva, si postava è altra cosa rispetto all'illusione del social network. Riprendiamoci le emozioni, quelle vere, condivise e col contatto UMANO.
Segue approfondimento e articolo.
Luigi Palamara

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