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Conia e Loria vogliono vederci chiaro sulla saga Scappatura-Bellocco. Si tratta d'una polemica ad orologeria?

Cinquefrondi (Reggio Calabria) – E’ uno continuo stillicidio di dubbi. E ciò che pareva essere normale dialettica tra assessori – per parafrasare il sindaco Cascarano – sta fermentando in un vero e proprio turbinio di dichiarazioni, un catalizzatore mediatico, ove si intrecciano incertezze e si malcelano sofferenze che assumono via via il contorno della vera e propria disputa tra opposte (e contrapposte) scuole di pensiero. Una minoranza nella maggioranza, come un piccolo cavallo di Troia? Parrebbe di si, e pure viva e contestataria, i cui contendenti, Anselmo Scappatura e Maurizio Bellocco, non se le mandano certo a dire epperò quasi strategicamente come abili scacchisti attendono la mossa errata dell’avversario per sopravanzare. 

 Uno scenario affatto noioso e soprattutto avaro di colpi di scena. Già perché neanche il tempo di digerire l’ultima reprimenda del sindaco – che ormai rattoppa come può la strattonata giacchetta di una sopportazione divenuta negli ultimi tempi sempre più amara – che la nuova fiammata in ordine di tempo, quella dell’Assessore alla Cultura Scappatura, suggestiona i pensieri, adombrando la incompatibilità all’incarico del collega e vice-Sindaco Bellocco, richiamando – a tal proposito - una corrispondenza triangolare intercorsa tra Prefettura e Comune ed altri soggetti. Come poteva l’opposizione, in tutto questo berciare, rimanere alla finestra?

Difatti pronta si è innestata la richiesta dei consiglieri di minoranza del gruppo di Rinascita, Conia e Loria, di avere – ed anche con urgenza – copia di tale documentazione, per vederci chiaro. In buona sostanza, i due consiglieri di Rinascita evidenziano nella loro missiva - indirizzata a Sindaco, Segreteria e Presidente del Consiglio Comunale - un inasprimento delle argomentazioni politiche che, da interne alla maggioranza, rischiano di fatto di gettare - con esiti imprevedibili - discredito sull’intero Consiglio e, cosa altrettanto importante che i due avvocati rimarcano, peraltro, è che tali informazioni sono state rese pubbliche dai soli mezzi di informazione, bypassando quindi lo stesso Consiglio. Tant’è che la richiesta inoltrata è stata esplicita: ottenere la intervenuta corrispondenza per poterne conoscere appieno i contenuti nonché per addivenire ad un pubblico chiarimento.

Mossa legittima ed atto dovuto per saggiare le intenzioni della maggioranza sottoposta ad uno stress-test pre-consiliare per verificarne tenuta, propositi e disegni. Certo è - pare qui opportuno rammentare - che l’attribuzione delle deleghe assessorili è stato adempimento del 06/04/2010 e che - sempre in quel verbale (il n. 09/2010) - il sindaco concesse a Bellocco la carica di vicario. Ed ancora che gli assessori accettarono le cariche, come da documentazione in atti, dichiarando – ciascuno per sé - che nei loro confronti non sussistevano le incompatibilità di cui all’art. 64 – 4 comma – del D.Lgs. 18.08.2000, n. 267. E la sola assente risultò la consigliera Cettina Nicolosi. E nessun dissenso o qualsivoglia contestazione venne allora registrata o messa a verbale. Ne lo fù dopo. Neanche da parte dell’oggi battagliero Anselmo Scappatura verso Maurizio Bellocco. Che da lì a poco sarebbero divenuti futuri rivali. Anche se all’atto delle firme, con l’ebbrezza per la vittoria elettorale ancora in piena enfasi circolatoria in corpo e con la fresca nomina in tasca, non poteva esser dato ad immaginare. Perché – stavolta parafrasando De Andrè - quasi ai titoli di coda, poi la gioia svanisce e il dubbio rimane...

 Giuseppe Campisi

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