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Quell'odiosa pratica del rapimento.Tre donne americane sequestrate, recuperano la libertà dopo 10 anni di prigionia

Tre donne, rapite dieci anni fa quando erano poco più che adolescenti, sono state ritrovate in una casa di Cleveland, in Ohio, non lontano da dove sono state viste l'ultima volta prima delle loro drammatiche sparizioni, avvenute comunque in tempi diversi nel giro di un biennio, ma sempre nella stessa zona. L'incredibile storia che ha ampio risalto su tutti i notiziari americani ha per protagoniste Gina De Jesus, 23enne rapita nel 2004, Amanda Berry oggi 26enne, che aveva fatto perdere ogni traccia nel 2003, Michelle Knight, 30 anni, anche lei scomparsa nel 2003.  Arrestato ispanico autista scuola bus, stanno tutte bene
IL PIÙ LUNGO RAPIMENTO DELLA STORIA, DOPO IL SEQUESTRO DI PERSONA DI ELENA DI TROIA, QUESTO PERỐ CONCLUSOSI CON LA LIBERAZIONE DEGLI OSTAGGI…" AIUTATEMI, SONO AMANDA BERRY, SONO STATA RAPITA, SONO SCOMPARSA DA 10 ANNI, ORA SONO QUI E LIBERA"
Domenico Salvatore
07 maggio 2013 Il più lungo rapimento della Storia a lieto fine, che per durata e per contorni rocamboleschi, richiama il sequestro di persona più celebrato di tutti i tempi, quello di Elena di Troia. Sebbene, legato e collegato alla mitologìa. Merita di essere narrato, con l'aiutino di Wikipedia…. "Zeus allestì un banchetto per la celebrazione del matrimonio di Peleo e Teti, futuri genitori di Achille. Eris, la dea della discordia, non venne invitata e irritata per questo oltraggio, raggiunse il luogo del banchetto e gettò una mela d'oro con l'iscrizione "alla più bella".
Le tre dee che la pretesero, scatenando litigi furibondi, furono Era, Atena e Afrodite. Esse parlarono con Zeus per convincerlo a scegliere la più bella tra loro, ma il padre degli dèi, non sapendo a chi consegnarla, stabilì che a decidere chi fosse la più bella non potesse essere che il più bello dei mortali, cioè Paride, inconsapevole principe di Troia, il quale era prediletto dal dio Ares.
Ermes fu incaricato di portare le tre dee dal giovane troiano, che ancora viveva tra i pastori e conduceva al pascolo le pecore, e ognuna di loro gli promise una ricompensa in cambio della mela: Atena lo avrebbe reso sapiente e imbattibile in guerra, consentendogli di superare ogni guerriero; Era promise ricchezza e poteri immensi, talché a un suo gesto interi popoli si sarebbero sottomessi, e tanta gloria che il suo nome sarebbe riecheggiato fino alle stelle; Afrodite gli avrebbe concesso l'amore della donna più bella del mondo. Paride favorì quest'ultima, scatenando l'ira delle altre due. La dea dell'amore aiutò quindi Paride a rapire Elena, moglie di Menelao, re di Sparta, e il fatto fu la causa scatenante della guerra di Troia.


Elena è una figura della mitologia greca assunta, nell'immaginario europeo, a icona dell'eterno femminino. Proprio questa sua caratteristica archetipica fa sì che, nell'immensa letteratura nata attorno alla sua figura, Elena non venga mai considerata responsabile dei danni e lutti provocati dalle contese nate per appropriarsi della sua bellezza.
Sua madre Leda, era sposata con Tindaro. Un giorno Leda venne rapita da Zeus camuffato da cigno. Da una contemporanea unione con Zeus e col marito nacquero Polluce ed Elena, figli di Zeus, Castore, Clitennestra e Filonoe, figli di Tindaro. Il mito narra anche che fosse figlia d'Oceano o di Afrodite. La versione più suggestiva della sua nascita però racconta che essa fosse venuta al mondo dall'unione tra la dea Nemesi e Zeus, il quale la inseguì per quasi tutto il globo per ottenerla, sotto forma di vari tipi di animali.
 Paride (greco: Πάρις; latino: Paris; detto anche Alessandro o Paride Alessandro) è una figura della mitologia greca, figlio secondogenito di Priamo, re di Troia, e di Ecuba.
Principe troiano, esposto ancora neonato sul monte Ida a causa delle profezie funeste che lo accompagnarono sin dalla nascita, visse da pastore fino a quando non fu scelto dagli dèi affinché desse il suo giudizio sulla più bella fra le dee Era, Atena e Afrodite.


Riconosciuto dal padre, rientrò a corte e partì in missione diplomatica per Sparta, dove conobbe Elena, moglie di Menelao, la donna più bella del mondo: Afrodite per rispettare la promessa fattagli per ottenere il pomo d'oro fece innamorare la donna perdutamente dell'eroe. Paride rapì quindi Elena e la portò con sé a Troia.
Nel corso della guerra che ne seguì, affrontò Menelao in duello e fu salvato dalla morte per intervento di Afrodite; in battaglia fu tra i peggiori; uccise Achille, non grazie alla propria abilità, ma perché il dio Apollo aveva guidato le sue mani mentre scoccava letalmente la freccia.
Ed ecco il lancio dell'ANSA, che narra il lieto fine della tre ragazze…"Tre donne, rapite dieci anni fa quando erano poco più che adolescenti, sono state ritrovate in una casa di Cleveland, in Ohio, non lontano da dove sono state viste l'ultima volta prima delle loro drammatiche sparizioni, avvenute comunque in tempi diversi nel giro di un biennio, ma sempre nella stessa zona. L'incredibile storia che ha ampio risalto su tutti i notiziari americani ha per protagoniste Gina De Jesus, 23enne rapita nel 2004, Amanda Berry oggi 26enne, che aveva fatto perdere ogni traccia nel 2003, Michelle Knight, 30 anni, anche lei scomparsa nel 2003. Casi analoghi, ma ognuno diverso dall'altro, che nessuno poteva immaginare fossero legati dallo stesso incredibile destino.

Oggi però la svolta della loro vita. Una di loro, Amanda, rapita il giorno prima di compiere 17 anni, oggi è finalmente riuscita a scappare, grazie all'aiuto di un vicino. Charles Ramsey, questo il suo nome, richiamato dalle grida della casa, pare che si sia avvicinato alla porta di casa, pensando a un caso di violenza domestica. Quindi, dopo aver liberato Amanda, le ha passato il suo cellulare con cui ha subito avvisato la Polizia con una telefonata incredibilmente drammatica, la cui registrazione in queste ore viene trasmessa in continuazione dalle reti tv: "Aiutatemi. Sono Amanda Berry, sono stata rapita dieci anni fa, e ora sono libera".Quindi ha chiesto agli agenti di far presto, pur di liberare le sue due compagne di prigionia mentre il loro aguzzino era fuori di casa. Tutti gli abitanti della zona, si sono quindi riversati per strada per accogliere l'incredibile ritrovamento. Pare che in casa con loro ci fossero due bambini. Le donne sono quindi state ricoverate all'Ospedale ma gli inquirenti hanno fatto sapere che si trovano in ottimo stato. Intanto, è stato arrestato il proprietario della casa: si tratta di Ariel Castro, un autista di scuola bus di 52 anni. Come è capitato in altri casi di questo tipo, tutti in zona si chiedono come sia stato possibile che un uomo solo possa aver richiuso e tenuto nascosti tra esseri umani, tre ragazze poco più che adolescenti, oggi donne, contro la loro volontà per oltre 10 anni.

E che tutto potesse accadere senza che nessuno si accorgesse di loro." Raramente le bande di sequestratori uccidevano gli ostaggi. I prigionieri, morti di stenti e sacrifici e per morbi e malattie, che non potevano essere curati in "cattività", sono stati meno di una decina. Compreso il farmacista di Montebello Jonico, Giuseppe Gullì, 62 anni, sequestrato il 21 febbraio 1980, alle porte di Fossato J., località Frandenaro, dove abitava con la famiglia ed i parenti, originari di quel centro, alle falde dell'Aspromonte. Proveniva da un funerale. Scrivono Danilo Chirico ed Alessio Magro, per "Dimenticati" su Facebook… "Il cerchio si stringe presto attorno alla banda dei sequestratori, nonostante i tentativi di depistaggio: arriva una lettera alla "Gazzetta del Sud", il principale quotidiano locale, corredata da una foto del rapito, con l'appello alla famiglia a versare il riscatto e frasi inneggianti alla rivoluzione armata, ma nessuno la prende sul serio. Prima cadono nella rete della giustizia la telefonista, le vivandiere, i favoreggiatori, poi vengono individuati i capi in Domenico Martino, Domenico e Tommaso Rodà, padre e figlio entrambi latitanti. Si scopre anche il covo: una grotta naturale nel paese di San Lorenzo: ci sono le tracce di una recente detenzione, ma nessun indizio che possa portare alla liberazione di Gullì.". Domenico Salvatore


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