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Morte di Andreotti. Alfano: profondo lutto peril paese e la politica italiana

Giulio Andreotti si è spento ieri mattina. Alfano: profondo lutto per il Paese e la politica italiana

Il senatore a vita è stato per sette volte presidente del Consiglio e ministro dell’Interno nel 1954 e 1978

«La scomparsa di Giulio Andreotti - ha dichiarato il ministro dell’Interno Angelino Alfano con una nota diffusa dal Viminale - segna un profondo lutto nella storia del nostro Paese e della politica italiana. Uomo politico abile, straordinariamente intelligente, talvolta controverso, capace di dialogare con mente libera, spesso riusciva a guardare lontano, precorrendo i tempi, mantenendo intatte la sua lucidità e la sua ironia sino alla fine.
Mi unisco al profondo dolore dei suoi cari - ha detto ancora il ministro - nella convinzione che il ricordo della sua azione politica resterà un’importante risorsa perché, da protagonista, in diversi e importanti ruoli, ha dato un contributo prezioso alla costruzione di alcune pagine della storia italiana».
Giulio Andreotti si è spento oggi alle 12 e 25 nella sua abitazione romana.

Nato il 14 gennaio 1919, per sette volte presidente del Consiglio, Andreotti è stato uno dei principali protagonisti della vita politica italiana nella seconda metà del secolo scorso. E' sempre stato presente dal 1945 in poi nelle assemblee legislative italiane: dalla Consulta nazionale all'Assemblea costituente, e poi nel Parlamento italiano dal 1948, come deputato fino al 1991 e, successivamente, come senatore a vita.

Andreotti ha ricoperto la carica di ministro dell’Interno, dal 18 gennaio 1954 al 10 febbraio 1954 e, ad interim, dall'11 maggio al 13 giugno 1978.
 

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