Palermo 10 maggio 2013 -Nel
pomeriggio dell’8 maggio, i Carabinieri del ROS e del Nucleo Investigativo del
Comando Provinciale di Palermo hanno rinvenuto, in una discarica abusiva di
rifiuti sita in contrada Fiorilli del comune di Castedaccia (PA), i cadaveri di
Juan Ramon FERNANDEZ PAZ e Fernando PIMENTEL, due dei 24 destinatari, tra capi
e gregari, del provvedimento di fermo del P.M. (D.D.A. di Palermo) eseguito nel
corso della mattina nei confronti di esponenti delle famiglie mafiose del
mandamento di Bagheria.
Di
Fernandez PAZ e PIMENTEL non si avevano più notizie dalla sera del 9 aprile
u.s..
Sulla
base delle risultanze investigative già acquisite e dei riscontri avuti nel
corso delle attività di esecuzione dei provvedimenti di fermo, i carabinieri
rintracciavano e sottoponevano a fermo del P.M., emesso dalla Procura
Distrettuale di Palermo, due fratelli pregiudicati, contigui alla consorteria
mafiosa di Bagheria:
1. Scaduto Pietro, nato a Bagheria il
19/11/1964;
I
reati loro contestati sono “omicidio premeditato e aggravato dall’art. 7 L.203/91”.
Le
investigazioni hanno consentito di appurare che il duplice omicidio era stato commesso
nelle campagne di Casteldaccia. Le vittime venivano attirate con un tranello in
una zona riservata e di difficile passaggio, e lì venivano attinti da almeno
una trentina di colpi di pistola sparati dai due fratelli Scaduto e altri
correi in via di identificazione.
La
scoperta dei cadaveri e la raccolta degli elementi probatori a carico dei due
fermati costituiscono la naturale prosecuzione dello sforzo investigativo dell’operazione
Argo.
Proprio
l’esecuzione di questi provvedimenti ha determinato una fase di forte
fibrillazione da parte dei due indagati, già fortemente sospettati di essere
gli autori della scomparsa dei due stranieri, consentendo ai Carabinieri attraverso
il loro stretto controllo di scoprire il luogo ove i due cadaveri erano stati
sepolti, fornendo, al contempo, gli elementi decisivi in ordine alla loro
responsabilità nel duplice omicidio.
Le vittime erano oggetto di specifica attività di indagine da parte del ROS che aveva ricevuto una segnalazione dalle autorità canadesi circa la presenza in Sicilia di Juan Ramon Fernandez, personaggio di elevato spessore criminale, indicato quale principale esponente della famiglia RIZZUTO[1] nella città di Toronto, stabilitosi a Bagheria[2] nel giugno 2012 dopo la sua espulsione dal Canada al termine dell’espiazione di una condanna a 10 anni di reclusione per estorsione, traffico di stupefacenti e possesso di armi.
L’altra vittima, Fernando Pimentel, era
un affiliato alla criminalità organizzata di Toronto, giunto in Sicilia alla
fine del mese di marzo per incontrare e interloquire con il Fernandez in merito
alle attività illecite condotte in territorio canadese.
Le indagini, condotte con la stretta
collaborazione della Royal Canadian
Mounted Police (RCMP), hanno documentato l’esistenza di un collegamento
operativo tra cosa nostra canadese e la sua cellula bagherese costituita da una
serie di affiliati già dimoranti in Canada, dove erano inseriti all’interno
della famiglia Rizzuto.
In tale quadro, si è documentata la
marcata situazione di instabilità interna alle organizzazioni canadesi,
degenerata negli ultimi anni in numerosi omicidi e fatti di sangue[3],
attraverso una serie di intercettazioni tra il Fernandez con i suoi sodali
canadesi, tra i quali lo stesso Pimentel, che periodicamente si recavano in
Sicilia per aggiornare il Boss della evoluzione della guerra in corso in
Canada.
Proprio nei contrasti interni alla
criminalità organizzata canadese viene ricondotta la causale del duplice
omicidio, maturata, pertanto, dall’atteggiamento ritenuto ambiguo del Fernandez
il quale aveva preferito non schierarsi tra le due fazioni in lotta costituite
dalla vecchia guardia della famiglia con al vertice il noto boss Vito Rizzuto,
e da uno schieramento “ribelle” guidato da Raynald Desjardin, del quale il
Fernandez era ritenuto molto vicino.
Nel corso di una intercettazione
ambientale, infatti, il Fernandez riferiva di essere stato formalmente
affiliato alla famiglia di Cosa Nostra canadese insieme al Desjardin nel corso
di una cerimonia officiata dallo stesso Vito Rizzuto il quale, in
considerazione delle capacità criminali dei due, aveva contravvenuto alla
regola che prevede l’affiliazione soltanto a esponenti di origine Italiana,
mentre il Fernandez era di origine spagnola e il Desjardin è della regione
francofona del Quebec.
Aveva, pertanto, stabilito di assumere
una posizione attendista che, evidentemente, veniva giudicata pericolosa in
virtù delle sue riconosciute capacità criminali e operative, anche perché dalla
Sicilia continuava a dirigere la “decina” della famiglia operante a Toronto
Le indagini hanno appurato come
l’ordine per l’eliminazione del Fernandez
e del suo fidato Pimentel sia partito dal Canada attraverso canali in corso di accertamento
fino a giungere ai due fratelli Scaduto, i quali hanno avuto dei trascorsi tra
le file di cosa nostra canadese e proprio in virtù di ciò avevano accolto il
Fernandez a Bagheria al momento della sua espulsione dal Canada.
[1] Qualificata articolazione mafiosa italo-canadese attiva a
Montreal ed in altre regioni del Canada, strettamente legata alla famiglia siciliana
“CUNTRERA-CARUANA” ed alla nota famiglia
di L.C.N “BONANNO” di New
York.
[2] In virtù dei pregressi rapporti consolidatisi fra esponenti della
C.O. canadese ed esponenti mafiosi
originari di Bagheria che avevano dimorato a lungo in Canada.
[3] Tra gli altri: il 28 dicembre 2009 veniva ucciso a Montreal
RIZZUTO Nick, figlio del boss RIZZUTO Vito;
il 2 maggio 2010 scompariva
per “lupara bianca” RENDA Paolo, storico
elemento di spicco della famiglia RIZZUTO; il 30 maggio 2010 veniva ucciso CUNTRERA
Agostino, ritenuto il reggente della famiglia; il 10 novembre 2010 veniva
ucciso presso la sua abitazione di Montreal il patriarca della famiglia, Nicola
RIZZUTO, padre di Vito.

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