La morte di Giulio Andreotti ha scatenato una miriadi di affermazioni. Più o meno sincere. Il personaggio politico che ha dominato la scena per quasi mezzo secolo è morto. Oggi i funerali in forma privata.
Noi prendiamo spunto per una riflessione più ampia. Negli ultimi 30 anni vi è stata una degenerazione sociale senza eguali. Il benessere piuttosto che farci progredire ci ha riportato ad un nuovo Medioevo. La povertà è compagna di viaggio per milioni di persone, e parliamo solo dell'Italia.
Persone ignorate, lasciate in balia di un falso progresso, di un falso sviluppo di una falsa crescita.
L'Italia, e il mondo intero, è governata da ricchi signori e da faccendieri senza scrupoli. Unico obbiettivo la ricchezza personale. Ricchezza intesa come denaro. Potere che avvolge ogni singola giornata dei "signori della politica".
Il divario tra ricchi e poveri è ai massimi storici dell'umanità. Chi tutto e chi niente. I morti, i suicidi, il dolore, la fame, il disagio urlano fortissimo. Ma non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire.
Nella vita quotidiana poi, ognuno di noi vive nella più totale solitudine. Ognuno per sè e tutti per nessuno.
Ogni occasione fa l'uomo ladro. Si diventa meschini, ignobili, miserabili, porcherie.
Si cerca la distruzione di chi è meglio di te o fa meglio di te. E allora ogni "misero" strumento sembra rappresentare la soluzione. Ma l'unica soluzione e affermazione che ne viene fuori è la mediocrità, la nullità.
Ti trovi davanti chi per dare un senso alla propria miserabile vita si attacca e attacca chi più di lui ne ha fatto di strada. Si agrrappa come un verme, striscia nelle pieghe del torbido, della melma. Ma non ha ancora capito che è la sua di melma. Che è lui lo schifoso.
Alcuni poi, lo hanno eletto a paladino. Paladino del niente, del nulla,. Delle parole, delle chiacchiere. Una banderuola in cerca di identità. Una feccia.
Andreotti ha rappresentato forse la parte mgliore della mia "vita" politica. La mia infanzia con lui, con Craxi, con Pertini, la sentivo vicina agli altri, alla società civile. Ci sentivamo di appartenere ad una NAZIONE. Adesso è difficile appartenere ad un piccolo paese figurarsi in una grande città.
Il contrasto è davvero forte e per fare la parodia ad uno dei più grandi uomini nati in Italia, Giulio Andreotti, leggendarie le sue affermazioni. Cu joca sulu non si ncagna mai e ... l'ultimo chiuda la porta. Buon Viaggio verso il Paradiso, Giulio.
Luigi Palamara
Noi prendiamo spunto per una riflessione più ampia. Negli ultimi 30 anni vi è stata una degenerazione sociale senza eguali. Il benessere piuttosto che farci progredire ci ha riportato ad un nuovo Medioevo. La povertà è compagna di viaggio per milioni di persone, e parliamo solo dell'Italia.
Persone ignorate, lasciate in balia di un falso progresso, di un falso sviluppo di una falsa crescita.
L'Italia, e il mondo intero, è governata da ricchi signori e da faccendieri senza scrupoli. Unico obbiettivo la ricchezza personale. Ricchezza intesa come denaro. Potere che avvolge ogni singola giornata dei "signori della politica".
Il divario tra ricchi e poveri è ai massimi storici dell'umanità. Chi tutto e chi niente. I morti, i suicidi, il dolore, la fame, il disagio urlano fortissimo. Ma non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire.
Nella vita quotidiana poi, ognuno di noi vive nella più totale solitudine. Ognuno per sè e tutti per nessuno.
Ogni occasione fa l'uomo ladro. Si diventa meschini, ignobili, miserabili, porcherie.
Si cerca la distruzione di chi è meglio di te o fa meglio di te. E allora ogni "misero" strumento sembra rappresentare la soluzione. Ma l'unica soluzione e affermazione che ne viene fuori è la mediocrità, la nullità.
Ti trovi davanti chi per dare un senso alla propria miserabile vita si attacca e attacca chi più di lui ne ha fatto di strada. Si agrrappa come un verme, striscia nelle pieghe del torbido, della melma. Ma non ha ancora capito che è la sua di melma. Che è lui lo schifoso.
Alcuni poi, lo hanno eletto a paladino. Paladino del niente, del nulla,. Delle parole, delle chiacchiere. Una banderuola in cerca di identità. Una feccia.
Andreotti ha rappresentato forse la parte mgliore della mia "vita" politica. La mia infanzia con lui, con Craxi, con Pertini, la sentivo vicina agli altri, alla società civile. Ci sentivamo di appartenere ad una NAZIONE. Adesso è difficile appartenere ad un piccolo paese figurarsi in una grande città.
Il contrasto è davvero forte e per fare la parodia ad uno dei più grandi uomini nati in Italia, Giulio Andreotti, leggendarie le sue affermazioni. Cu joca sulu non si ncagna mai e ... l'ultimo chiuda la porta. Buon Viaggio verso il Paradiso, Giulio.
Luigi Palamara


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