Roma 2 maggio 2013 - “La effettiva partecipazione del Mezzogiorno ai processi di sviluppo della nazione costituisce un obiettivo importante ma di non facile realizzazione, bisogna quindi rivedere la normativa in materia di aiuti dello Stato per renderla maggiormente aderente alle esigenze delle regioni in via di sviluppo; ma anche individuare per “distretti meridionali” valori e criteri di identificazione delle aree su parametri riconducibili al vecchio Obiettivo 1 ma identificate in un “Nuovo Obiettivo” dell’Ue, con fasce di regioni e macro-regioni prioritarie, attraverso l’utilizzo di un indicatore composito che tenga conto anche delle condizioni di disoccupazione generazionale ed intergenerazionale.”
Lo afferma il senatore Giovanni Bilardi di “Grande Sud”, che aggiunge: “le cosiddette politiche di contesto che ci attendiamo dal governo Letta, cioè politiche di sostegno finanziario diretto alle imprese, con una riduzione della pressione fiscale, non appaiono una strada capace di contribuire alla trasformazione del sistema industriale meridionale se non saranno affiancate dalla responsabilizzazione di tutti gli uffici pubblici centrali e di tutte le amministrazioni locali introducendo vincoli che valgano quale sanzione di scelte programmatiche disinvolte o di persistenti inefficienze amministrative, così da risarcire il sud da decenni di scarsa produttività burocratica ed amministrativa, quale concausa del gap persistente e delle aree di sofferenza socio-economica che l’affliggono.
“Grande Sud” – ha concluso il senatore Giovanni Bilardi – ritiene sia necessaria una rinnovata linea di pensiero politico per il Sud Italia che, con l’obiettivo di un’Italia più coesa, e soprattutto più giusta, riconosca che taluni indirizzi centrali hanno sistematicamente mortificato le ragioni e gli interessi generali della convergenza e dello sviluppo nazionale, favorendo tornaconti spesso inconfessabili di minoranze; quindi imponendo alle zone ed ai ceti deboli meridionali i maggiori sacrifici imposti dalla crisi. Tali politiche ingiuste hanno contribuito alla nascita dell’informe creatura anomala dell’antipolitica.”
Lo afferma il senatore Giovanni Bilardi di “Grande Sud”, che aggiunge: “le cosiddette politiche di contesto che ci attendiamo dal governo Letta, cioè politiche di sostegno finanziario diretto alle imprese, con una riduzione della pressione fiscale, non appaiono una strada capace di contribuire alla trasformazione del sistema industriale meridionale se non saranno affiancate dalla responsabilizzazione di tutti gli uffici pubblici centrali e di tutte le amministrazioni locali introducendo vincoli che valgano quale sanzione di scelte programmatiche disinvolte o di persistenti inefficienze amministrative, così da risarcire il sud da decenni di scarsa produttività burocratica ed amministrativa, quale concausa del gap persistente e delle aree di sofferenza socio-economica che l’affliggono.
“Grande Sud” – ha concluso il senatore Giovanni Bilardi – ritiene sia necessaria una rinnovata linea di pensiero politico per il Sud Italia che, con l’obiettivo di un’Italia più coesa, e soprattutto più giusta, riconosca che taluni indirizzi centrali hanno sistematicamente mortificato le ragioni e gli interessi generali della convergenza e dello sviluppo nazionale, favorendo tornaconti spesso inconfessabili di minoranze; quindi imponendo alle zone ed ai ceti deboli meridionali i maggiori sacrifici imposti dalla crisi. Tali politiche ingiuste hanno contribuito alla nascita dell’informe creatura anomala dell’antipolitica.”

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