Gli organi inquirenti, circa il movente del delitto al momento non escludono nessuna pista. La vittima assassinata a colpi di pistola calibro 9X21, in via Santa Maria Superiore, in contrada Venarella, nelle campagne di Rizziconi, in provincia di Reggio era incensurata e non avrebbe avuto legami con ambienti della criminalità organizzata. Tra le ipotesi investigative al vaglio dei Carabinieri della compagnia di Gioia Tauro, diretta dal capitano Francesco Filippo Cinnirella, coordinato dal colonnello Lorenzo Falferi, comandante provinciale, vi sarebbe anche quella della lite finita tragicamente.
RIZZICONI (RC) ANCORA UN AGGUATO DI STAMPO MAFIOSO : UCCISO IL BRACCIANTE AGRICOLO FRANCESCO RASO, INCENSURATO, AVEVA APPENA FINITO DI LAVORARE IN UN TERRENO A SANTA MARIA SUPERIORE
Raggiunto da diversi colpi di pistola, Raso e' stato soccorso poco dopo e portato nell'ospedale di Gioia Tauro dove, pero' e' giunto cadavere Sull'episodio, che potrebbe essere legato a contrasti privati, per questioni legate ad interessi nelle attività agricole indagano i carabinieri. Il lavoratore agricolo, potrebbe essere stato ucciso al culmine di una lite
Domenico Salvatore
RIZZICONI (REGGIO CALABRIA), 11 marzo 2013 – La pace sotto gli ulivi è stata infranta a qualche settimana dalla Santa Pasqua. Ammesso per assurdo che, in una zona ad alta densità mafiosa, ciò possa sussistere. Un omicidio agghiacciante, (un altro ed un altro ancora, ma quando finirà?)consumato con inaudita ferocia, è l’ennesimo anello della catena di delitti, che stanno insanguinando le contrade di Rizziconi, comune che conta nemmeno diecimila abitanti, al confine con Gioia Tauro. Tanto per…cambiare. L'uomo ucciso a colpi di pistola, si chiamava Francesco Raso, di 45 anni, ed era incensurato. L’ennesimo delitto è avvenuto in una zona di campagna dove Raso, bracciante agricolo, aveva appena finito di lavorare in un appezzamento di terreno. Del delitto si stanno interessando i carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria, che sul territorio operano con quelli della stazione di Rizziconi, coordinati dal capitano Francesco Filippo Cinnirella, comandante della Compagnia di Gioia Tauro. Tutti agli ordini del colonnello Lorenzo Falferi, comandante provinciale. Le indagini per risalire al movente, all’esecutore materiale del delitto e dell’eventuale mandante, sono condotte dal p.m. presso la Procura della Repubblica di Palmi diretta dal procuratore capo, Giuseppe Creazzo. Per i rilievi sul luogo del delitto sono giunti gli esperti del Reparto investigazioni scientifiche. Le prima voci non escludono al momento alcuna pista. La vittima era incensurata e non avrebbe avuto legami con ambienti della malavita. Movente del delitto potrebbe essere, quello della lite finita tragicamente. Secondo una prima sommaria descrizione dell’orrendo crimine,il Raso, che aveva appena finito di lavorare in un appezzamento di terreno di sua proprietà, e' stato raggiunto da almeno tre colpi di pistola calibro nove che lo hanno raggiunto al torace. I colpi e le grida disperate di aiuto, sono stati uditi da da alcuni vicini, che si sono attivati.
Il bracciante e' stato portato nel vicino ospedale di Gioia Tauro “Giovanni XIII°” dove, pero', è giunto ormai cadavere. Le indagini, partono in salita. In mancanza anche di testimoni ed in una zona dove l’omertà che cuce le bocche a doppio filo, per paura di reazioni, rappresaglie e vendette, regna sovrana ed impedisce qualsiasi collaborazione, anche in forma anonima. Parenti ed amici della vittima, per acquisire ogni elemento utile a fare luce sul delitto, in queste ore, sono sentiti dai carabinieri. In particolare, si sta cercando di capire se l'uomo, che prestava la propria opera come bracciante agricolo o come muratore, anche in passato avesse avuto discussioni per problemi legati al pascolo abusivo, per il quale avrebbe subito danni. O se fosse rimasto coinvolto in vicende legate alla conduzione del terreno agricolo di cui era proprietario. Non si ha notizia alcuna di fermo od arresti. Nonostante subito dopo il delitto, Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza, CFS e Polizia Penitenziaria, che si muovono in sinergia, giusto e preciso protocollo d’intesa del Ministero degl’Interni, abbiano stretto il vasto comprensorio con una cintura militare. Alla ricerca del killer, che con inaudita ferocia, protervia e cinismo, ha ucciso il bracciante agricolo Francesco Raso. Controllo dei pregiudicati della zona con perquisizioni domiciliari alibi-orario e stub.
Ma anche con posti di blocco volanti.Tutto questo mentre ancora non si era spenta l’eco della oramai famigerata “Strage di Rizziconi” , per una banale lite, (se altri elementi non affioreranno in sede processuale), del 28-29 agosto 2012 in cui Francesco Ascone, incensurato, nato a Taurianova ma stabilmente residente a Rizziconi, che poi si consegnerà alla Polizia di Stato locale, accompagnato dal suo legale di fiducia, uccise (confessò la sua versione dei fatti, al p.m. Luigi Iglio ed al Procuratore Creazzo, ammettendo comunque di essere stato lui a sparare, da solo; stando alle sue stesse parole per legittima difesa; avrebbe reagito ad alcuni spari partiti da uno dei Borgese) a colpi di arma da fuoco, sulla piazzetta del piccolo centro della piana, nella notte del 29 agosto 2012, Remo Borgese e due figli, Antonio e Francesco; si salvò miracolosamente, dalla pioggia di piombo uno dei quattro Borgese nipote di Remo Borgese; per esaurimenti scorte o per mira sbagliata; se non, perché il Borgese riuscì a ripararsi dietro un muretto.In precedenza altri delitti avevano insanguinato il territorio di Rizziconi… il 2 agosto 2012, un pastore di nazionalita' romena, Gheorghe Carabet, era stato ucciso con alcuni colpi di arma da fuoco in un agguato a Rizziconi, nel reggino.L'uomo, che non aveva documenti di identità, è stato raggiunto da alcuni colpi di fucile caricato a lupara mentre stava pascolando degli animali di proprieta' di un cittadino di Rizziconi. 6/7 dicembre 2009; sebbene l’omicidio sia avvenuto in territorio di Taurianova, davanti ad una pizzeria.
Quella sera, veniva assassinato a colpi di pistola Francesco Maria Inzitari, 18 anni appena compiuti. Francesco Inzitari, era figlio di Pasquale Inzitari, ex vicesindaco del comune di Rizziconi, sciolto per mafia il 30 giugno del 2000, ed ex consigliere provinciale, candidato alle elezioni regionali ed alla politiche, dove nelle file dell’UDC risultò il primo dei non eletti del suo collegio senatoriale e di Maria Princi, sorella di Nino. Il 13 luglio 2010, ore 22.30 circa, i carabinieri di Gioia Tauro e del nucleo investigativo di Reggio Calabria intervenivano in Rizziconi (RC), frazione Drosi, via Fratelli Bandiera a seguito di un omicidio perpetrato da ignoti nei confronti di Albanese Daniel, nato a Bastia – Corsica (F) il 22.08.1981, residente a Gioia Tauro (RC). 2 individui con il volto mascherato ed armati di postola, esplodevano piu’ colpi d’arma da fuoco nei confronti del malcapitato, che si trovava a piedi dinanzi al bar “Parisienne”, attingendolo al collo ed al torace “. Da un nostro precedente flash……”Un uomo di 41 anni è stato ucciso ieri mattina lunedì 28 settembre 2009, a colpi di fucile caricato a pallettoni. Secondo una prima ricostruzione dell’efferato delitto effettuata dai Carabinieri della Compagnia di Gioia Tauro, diretta dal capitano Ivan Boracccia che si muove sotto le direttive del colonnello Pasquale Angelosanto, neo comandante provinciale il bracciante agricolo, si sarebbe recato ieri mattina in campagna, per fare dei lavori.
Un killer solitario si è avvicinato alla vittima designata, fucile alla mano. Probabilmente per fare una proposta che il povero malcapitato, Gesuele Antonio Macrì, inteso “Gesu”, non poteva rifiutare. I Carabinieri tentano di sapere se “prima”, vi sia stata una discussione, un diverbio, un battibecco, un alterco. Forse una richiesta indecente, che non poteva essere evasa. Oppure il Macrì avrà visto involontariamente qualcosa che non doveva. Tutto questo se non si tratti di un’estorsione o di una reazione inconsulta.”Non rientrerebbe nel regolamento di conti di una qualche faida. Dunque si tratterebbe di un delitto con un movente diverso. Ma quale? Oggi l’autopsia. Poi la salma verrà restituita alla famiglia per i funerali che si svolgeranno a Riziconi in forma pubblica. Col pemesso del questore di Reggio Calabria Guido Nicolò Longo Domenico Salvatore
RIZZICONI (RC) ANCORA UN AGGUATO DI STAMPO MAFIOSO : UCCISO IL BRACCIANTE AGRICOLO FRANCESCO RASO, INCENSURATO, AVEVA APPENA FINITO DI LAVORARE IN UN TERRENO A SANTA MARIA SUPERIORE
Raggiunto da diversi colpi di pistola, Raso e' stato soccorso poco dopo e portato nell'ospedale di Gioia Tauro dove, pero' e' giunto cadavere Sull'episodio, che potrebbe essere legato a contrasti privati, per questioni legate ad interessi nelle attività agricole indagano i carabinieri. Il lavoratore agricolo, potrebbe essere stato ucciso al culmine di una lite
Domenico Salvatore
RIZZICONI (REGGIO CALABRIA), 11 marzo 2013 – La pace sotto gli ulivi è stata infranta a qualche settimana dalla Santa Pasqua. Ammesso per assurdo che, in una zona ad alta densità mafiosa, ciò possa sussistere. Un omicidio agghiacciante, (un altro ed un altro ancora, ma quando finirà?)consumato con inaudita ferocia, è l’ennesimo anello della catena di delitti, che stanno insanguinando le contrade di Rizziconi, comune che conta nemmeno diecimila abitanti, al confine con Gioia Tauro. Tanto per…cambiare. L'uomo ucciso a colpi di pistola, si chiamava Francesco Raso, di 45 anni, ed era incensurato. L’ennesimo delitto è avvenuto in una zona di campagna dove Raso, bracciante agricolo, aveva appena finito di lavorare in un appezzamento di terreno. Del delitto si stanno interessando i carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria, che sul territorio operano con quelli della stazione di Rizziconi, coordinati dal capitano Francesco Filippo Cinnirella, comandante della Compagnia di Gioia Tauro. Tutti agli ordini del colonnello Lorenzo Falferi, comandante provinciale. Le indagini per risalire al movente, all’esecutore materiale del delitto e dell’eventuale mandante, sono condotte dal p.m. presso la Procura della Repubblica di Palmi diretta dal procuratore capo, Giuseppe Creazzo. Per i rilievi sul luogo del delitto sono giunti gli esperti del Reparto investigazioni scientifiche. Le prima voci non escludono al momento alcuna pista. La vittima era incensurata e non avrebbe avuto legami con ambienti della malavita. Movente del delitto potrebbe essere, quello della lite finita tragicamente. Secondo una prima sommaria descrizione dell’orrendo crimine,il Raso, che aveva appena finito di lavorare in un appezzamento di terreno di sua proprietà, e' stato raggiunto da almeno tre colpi di pistola calibro nove che lo hanno raggiunto al torace. I colpi e le grida disperate di aiuto, sono stati uditi da da alcuni vicini, che si sono attivati.
Il bracciante e' stato portato nel vicino ospedale di Gioia Tauro “Giovanni XIII°” dove, pero', è giunto ormai cadavere. Le indagini, partono in salita. In mancanza anche di testimoni ed in una zona dove l’omertà che cuce le bocche a doppio filo, per paura di reazioni, rappresaglie e vendette, regna sovrana ed impedisce qualsiasi collaborazione, anche in forma anonima. Parenti ed amici della vittima, per acquisire ogni elemento utile a fare luce sul delitto, in queste ore, sono sentiti dai carabinieri. In particolare, si sta cercando di capire se l'uomo, che prestava la propria opera come bracciante agricolo o come muratore, anche in passato avesse avuto discussioni per problemi legati al pascolo abusivo, per il quale avrebbe subito danni. O se fosse rimasto coinvolto in vicende legate alla conduzione del terreno agricolo di cui era proprietario. Non si ha notizia alcuna di fermo od arresti. Nonostante subito dopo il delitto, Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza, CFS e Polizia Penitenziaria, che si muovono in sinergia, giusto e preciso protocollo d’intesa del Ministero degl’Interni, abbiano stretto il vasto comprensorio con una cintura militare. Alla ricerca del killer, che con inaudita ferocia, protervia e cinismo, ha ucciso il bracciante agricolo Francesco Raso. Controllo dei pregiudicati della zona con perquisizioni domiciliari alibi-orario e stub.
Ma anche con posti di blocco volanti.Tutto questo mentre ancora non si era spenta l’eco della oramai famigerata “Strage di Rizziconi” , per una banale lite, (se altri elementi non affioreranno in sede processuale), del 28-29 agosto 2012 in cui Francesco Ascone, incensurato, nato a Taurianova ma stabilmente residente a Rizziconi, che poi si consegnerà alla Polizia di Stato locale, accompagnato dal suo legale di fiducia, uccise (confessò la sua versione dei fatti, al p.m. Luigi Iglio ed al Procuratore Creazzo, ammettendo comunque di essere stato lui a sparare, da solo; stando alle sue stesse parole per legittima difesa; avrebbe reagito ad alcuni spari partiti da uno dei Borgese) a colpi di arma da fuoco, sulla piazzetta del piccolo centro della piana, nella notte del 29 agosto 2012, Remo Borgese e due figli, Antonio e Francesco; si salvò miracolosamente, dalla pioggia di piombo uno dei quattro Borgese nipote di Remo Borgese; per esaurimenti scorte o per mira sbagliata; se non, perché il Borgese riuscì a ripararsi dietro un muretto.In precedenza altri delitti avevano insanguinato il territorio di Rizziconi… il 2 agosto 2012, un pastore di nazionalita' romena, Gheorghe Carabet, era stato ucciso con alcuni colpi di arma da fuoco in un agguato a Rizziconi, nel reggino.L'uomo, che non aveva documenti di identità, è stato raggiunto da alcuni colpi di fucile caricato a lupara mentre stava pascolando degli animali di proprieta' di un cittadino di Rizziconi. 6/7 dicembre 2009; sebbene l’omicidio sia avvenuto in territorio di Taurianova, davanti ad una pizzeria.
Quella sera, veniva assassinato a colpi di pistola Francesco Maria Inzitari, 18 anni appena compiuti. Francesco Inzitari, era figlio di Pasquale Inzitari, ex vicesindaco del comune di Rizziconi, sciolto per mafia il 30 giugno del 2000, ed ex consigliere provinciale, candidato alle elezioni regionali ed alla politiche, dove nelle file dell’UDC risultò il primo dei non eletti del suo collegio senatoriale e di Maria Princi, sorella di Nino. Il 13 luglio 2010, ore 22.30 circa, i carabinieri di Gioia Tauro e del nucleo investigativo di Reggio Calabria intervenivano in Rizziconi (RC), frazione Drosi, via Fratelli Bandiera a seguito di un omicidio perpetrato da ignoti nei confronti di Albanese Daniel, nato a Bastia – Corsica (F) il 22.08.1981, residente a Gioia Tauro (RC). 2 individui con il volto mascherato ed armati di postola, esplodevano piu’ colpi d’arma da fuoco nei confronti del malcapitato, che si trovava a piedi dinanzi al bar “Parisienne”, attingendolo al collo ed al torace “. Da un nostro precedente flash……”Un uomo di 41 anni è stato ucciso ieri mattina lunedì 28 settembre 2009, a colpi di fucile caricato a pallettoni. Secondo una prima ricostruzione dell’efferato delitto effettuata dai Carabinieri della Compagnia di Gioia Tauro, diretta dal capitano Ivan Boracccia che si muove sotto le direttive del colonnello Pasquale Angelosanto, neo comandante provinciale il bracciante agricolo, si sarebbe recato ieri mattina in campagna, per fare dei lavori.
Un killer solitario si è avvicinato alla vittima designata, fucile alla mano. Probabilmente per fare una proposta che il povero malcapitato, Gesuele Antonio Macrì, inteso “Gesu”, non poteva rifiutare. I Carabinieri tentano di sapere se “prima”, vi sia stata una discussione, un diverbio, un battibecco, un alterco. Forse una richiesta indecente, che non poteva essere evasa. Oppure il Macrì avrà visto involontariamente qualcosa che non doveva. Tutto questo se non si tratti di un’estorsione o di una reazione inconsulta.”Non rientrerebbe nel regolamento di conti di una qualche faida. Dunque si tratterebbe di un delitto con un movente diverso. Ma quale? Oggi l’autopsia. Poi la salma verrà restituita alla famiglia per i funerali che si svolgeranno a Riziconi in forma pubblica. Col pemesso del questore di Reggio Calabria Guido Nicolò Longo Domenico Salvatore


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