Reggio Calabria - 11/01/2013 Il tema attorno al quale si è svolto l’incontro organizzato dal Centro Internazionale Scrittori della Calabria, è stato “Legalità e giustizia”. Alla tavola rotonda, che si è tenuta questa sera presso la libreria “Culture” di Reggio Calabria, hanno partecipato filosofi, giuristi e politici.
Ad aprire l’incontro Loreley Rosita Borruto, presidente del Centro Internazionale Scrittori della Calabria, che ha ringraziato i presenti, affermando come “Legalità e giustizia”, sia «un argomento atavico ed attuale».
Moderati dal dott. Gianfranco Cordì, ricercatore di filosofia presso l’università di Catania, a intervenire per primo è stato il dott. Eduardo Lamberti Castronuovo, assessore alla Cultura e alla Legalità della provincia di Reggio Calabria, che ha aperto il suo intervento facendo riferimento a San Procopio, paese di cui è da poco sindaco, che è stato sciolto per infiltrazioni mafiose, affermando che «spesso l’illegalità nasce dal bisogno, dalla necessità».
Secondo Lamberti, la famiglia deve essere da esempio, ma grande importanza assume anche la scuola che deve avere il compito di insegnare la legalità. Da assessore alla Cultura ed alla Legalità, ha parlato del compito che è chiamato a svolgere «non deve fare il poliziotto, ma amministrare la cosa pubblica, in questo caso la provincia, in maniera legale. Tutti gli atti amministrativi vengono sottoposti a controllo di legalità, dunque è necessaria la trasparenza dell’atto». Accanto alla trasparenza dell’atto, l’assessore ha affiancato il giudizio di pubblicabilità: l’acquisizione di patrimonio libraio da parte dell’amministrazione «da un paio di anni, si avvale di una commissione aperta a tutti, costituita da rappresentanti delle associazioni culturali che indirizzano il divenire culturale, emettendo un giudizio di pubblicabilità o di acquistabilità». Attraverso la collaborazione con il cittadino, «la cultura si riappropria della gente e la gente della cultura. Solo in questo modo ci può essere un connubio tra democrazia e legalità».
È stato poi il prof. Avv. Vincenzo Panuccio, Emerito università di Messina, già vice Presidente Consiglio Nazionale Forense, a prendere la parola, dichiarando come per parlare di legalità sia necessario che «a parlarne siano filosofi, giuristi e politici, perché la legalità riguarda tutti i campi». «Il tema della legalità», ha proseguito Panuccio, «è un tema sconfinato e non esiste una definizione di legalità: nella sua accezione comune indica attenersi a norme, non soltanto a leggi. Con leggi intendiamo qualcosa che è affidato a organi parlamentari, con norme indichiamo il contenuto della legge. Legalità nella sua accezione generale indica la conformità del potere alla legge».
A seguire l’intervento di Mons. Antonio Morabito, vicario giudiziario aggiunto presso il Tribunale Ecclesiastico Regionale Calabro, il quale ha parlato di giustizia di Dio. «Il primato della coscienza morale deve essere privilegiato». Citando San Paolo, «tutto ciò che non viene dalla coscienza, è peccato». In questo modo vi sono le premesse per poter affermare che «legalità e responsabilità personale vanno insieme».
Ha poi dato il suo contributo alla tavola rotonda, la prof.ssa Emilia Serranò Degli Espositi, docente di filosofia e critico letterario, che ha parlato della vicenda di Socrate, uomo che può essere considerato giusto: «egli con la sua coerenza morale, ha confermato i suoi principi di vita, tutti quei valori che trasmise ai suoi allievi, furono confermati dal suo comportamento, tanto da accettare la sua condanna a morte». Ha poi parlato di moralità e legalità, dichiarando che «la morale riguarda la coscienza, la legalità la sfera esteriore».
A compiere una distinzione dei concetti legalità e giustizia, è stato il dott. Francesco Iaria, sociologo e saggista. «I concetti di legalità e giustizia, spesso usati come sinonimi, sono due concetti distinti e distanti». Il sociologo ha costatato come la crisi globale della società, comporti anche una crisi per la legalità. A condurre alla crisi la legalità sono stati attacchi dall’esterno, la malavita, e attacchi dall’interno, le amministrazioni corrotte.
All’incontro era presente anche il prof. Nicola Petrolino, esperto e critico di cinema, che citando alcuni film, quali “Alla luce del sole”, “i Fetentoni” e “Gomorra”, ha voluto dimostrare come anche il mondo cinematografico propagandi la legalità illustrando però l’illegalità.
In conclusione, il pubblico presente ha potuto porre delle domande a cui i relatori hanno risposto in maniera chiara ed esaustiva.
La crisi che ha colpito l’Italia e il mondo intero, è una crisi generale che ha minato anche i fondamenti della giustizia e della legalità, pertanto è necessario educare alla legalità, i cittadini devono essere consapevoli ed in grado di reclamare i loro diritti ma anche di rispettare gli altri, auspicando un ritorno al connubio “legalità e giustizia”.
Valentina Raffa
Moderati dal dott. Gianfranco Cordì, ricercatore di filosofia presso l’università di Catania, a intervenire per primo è stato il dott. Eduardo Lamberti Castronuovo, assessore alla Cultura e alla Legalità della provincia di Reggio Calabria, che ha aperto il suo intervento facendo riferimento a San Procopio, paese di cui è da poco sindaco, che è stato sciolto per infiltrazioni mafiose, affermando che «spesso l’illegalità nasce dal bisogno, dalla necessità».
Secondo Lamberti, la famiglia deve essere da esempio, ma grande importanza assume anche la scuola che deve avere il compito di insegnare la legalità. Da assessore alla Cultura ed alla Legalità, ha parlato del compito che è chiamato a svolgere «non deve fare il poliziotto, ma amministrare la cosa pubblica, in questo caso la provincia, in maniera legale. Tutti gli atti amministrativi vengono sottoposti a controllo di legalità, dunque è necessaria la trasparenza dell’atto». Accanto alla trasparenza dell’atto, l’assessore ha affiancato il giudizio di pubblicabilità: l’acquisizione di patrimonio libraio da parte dell’amministrazione «da un paio di anni, si avvale di una commissione aperta a tutti, costituita da rappresentanti delle associazioni culturali che indirizzano il divenire culturale, emettendo un giudizio di pubblicabilità o di acquistabilità». Attraverso la collaborazione con il cittadino, «la cultura si riappropria della gente e la gente della cultura. Solo in questo modo ci può essere un connubio tra democrazia e legalità».
A seguire l’intervento di Mons. Antonio Morabito, vicario giudiziario aggiunto presso il Tribunale Ecclesiastico Regionale Calabro, il quale ha parlato di giustizia di Dio. «Il primato della coscienza morale deve essere privilegiato». Citando San Paolo, «tutto ciò che non viene dalla coscienza, è peccato». In questo modo vi sono le premesse per poter affermare che «legalità e responsabilità personale vanno insieme».
A compiere una distinzione dei concetti legalità e giustizia, è stato il dott. Francesco Iaria, sociologo e saggista. «I concetti di legalità e giustizia, spesso usati come sinonimi, sono due concetti distinti e distanti». Il sociologo ha costatato come la crisi globale della società, comporti anche una crisi per la legalità. A condurre alla crisi la legalità sono stati attacchi dall’esterno, la malavita, e attacchi dall’interno, le amministrazioni corrotte.
All’incontro era presente anche il prof. Nicola Petrolino, esperto e critico di cinema, che citando alcuni film, quali “Alla luce del sole”, “i Fetentoni” e “Gomorra”, ha voluto dimostrare come anche il mondo cinematografico propagandi la legalità illustrando però l’illegalità.
In conclusione, il pubblico presente ha potuto porre delle domande a cui i relatori hanno risposto in maniera chiara ed esaustiva.
La crisi che ha colpito l’Italia e il mondo intero, è una crisi generale che ha minato anche i fondamenti della giustizia e della legalità, pertanto è necessario educare alla legalità, i cittadini devono essere consapevoli ed in grado di reclamare i loro diritti ma anche di rispettare gli altri, auspicando un ritorno al connubio “legalità e giustizia”.
Valentina Raffa
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