Le fonti investigative procedono a 360 gradi. Tuttavia, non si esclude
a priori, che la vittima possa essere stata uccisa e poi data alle
fiamme. Il corpo dell'uomo, è stato localizzato nella frazione Serro
Valanidi dai militari del comando provinciale di Reggio Calabria,
(materialmente sono stati i carabinieri della Stazione di Rosario
Valanidi diretta dal maresciallo aiutante sostituto ufficiale di
pubblica sicurezza Antonio Fazio.)che hanno agito con l'ausilio del
SECC di Vibo Valentia. Un uomo, Paolo Falduto, pensionato di 74 anni,
manca da casa da domenica 16 dicembre 2012.
VALLATA DEL VALANIDI, MA DI CHI È, IL CORPO CARBONIZZATO, RITROVATO
DAI CARABINIERI A SERRO VALANIDI, CONTRADA "RIBATA", TERRITORIO DEL
COMUNE DI MOTTA SAN GIOVANNI?
Alle ricerche, partecipano i Carabinieri del Comando Provinciale che
coordina le stazini di Serro Valanidi e di Lazzaro e la Protezione
Civile, ma anche i militari del SECC. Al momento, sembra escluso un
collegamento con le cosche egemoni del territorio (Latella-Ficara)
Domenico Salvatore
REGGIO CALABRIA- Natale 2012 col morto nella Vallata del Valanidi; un
rogo in una piccola discarica a cielo aperto, tra vecchi copertoni.
L'aspetto di uno sfregio. Sebbene dalle prime indagini, emerga, che
non dovrebbe trattarsi dell'anziano di 74 anni, Paolo Falduto,
scomparso da casa, domenica 16 dicembre corrente mese, senza lasciar
traccia di sè. Il che, getta sconforto, angoscia e tristezza per il
già pietoso caso. I Carabinieri del Comando Provinciale diretto dal
colonnello Lorenzo Falferi, in collaborazione con i militari della
stazione di Lazzaro e Valanidi, hanno rinvenuto il corpo di una
persona, completamente carbonizzata. La tesi seguita dagli
investigatori, sul posto e' intervenuto il comandante della Compagnia
cittadina capitano Pantaleone Grimaldi, è legata alla possibilità, che
sia stato commesso un omicidio. Gli assassini poi, avrebbero "cremato"
ed abbandonato lì, il corpo. In aperta campagna, in segno di sfregio;
nei pressi di un immondezzaio. Gl'inquirenti, vogliono capire, se si
tratti di un segnale o meno.
Il cadavere completamente bruciacchiato è stato trovato durante una
battuta. I militari, stavano pattugliando il territorio alla ricerca
di un anziano scomparso da domenica 16 dicembre 2012. I resti, saranno
sottoposti all'esame del dna per risalire all'identificazione della
vittima e alle cause della morte. Investito del caso anche il Ris di
Messina. Eventuali segni, tracce, impronte sul corpo del morto,
daranno le risposte che chiedono i Carabinieri del Comando
Provinciale, diretto dal colonnello Lorenzo Falferi. Alle ricerche,
partecipano, lo Squadrone Eliportato Cacciatori Calabria ed i
volontari locali della Protezione civile, impegnati nelle indagini
per la scomparsa di un anziano settantaquattrenne di Rosario Valanidi,
frazione di Reggio Calabria. La sparizione era stata denunciata ai
Carabinieri, dai familiari, domenica 16 dicembre 2012. Nessun elemento
di novità, trapela dalle prime indiscrezioni. Non sarebbero stati
trovati altri, che possano essere d'aiuto per un'attribuzione
dell'identità della vittima. Nella Vallata del Valanidi, sul luogo del
ritrovamento sono intervenuti gli esperti della sezione Sis della
Benemerita per i rilievi ed il repertamento del materiale biologico
da sottoporre all'esame del dna. Ancora è presto, per stabilire se sia
l'ennesimo anello di una catena di morti legato a qualche faida;
comunque, collegato alla criminalità organizzata.
Oppure, si tratti di un delitto scaturito da una vendetta privata. Se
non di un episodio isolato, che non c'entra per niente con le
dinamiche criminali. Esclusa la tesi di una disgrazia, di un delitto
d'impeto o preter-intenzionale. L'ipotesi privilegiata dagli
investigatori, sembra essere, quella dell' omicidio. Una pratica
consueta dentro la 'ndrangheta. Vendetta privata, rakett delle
estorsioni, delitto passionale, omicidio colposo? Come abbiamo più
volte detto e scritto, ci torna difficile pensare che accada qualcosa
sul territorio, in una zona ad alta densità mafiosa, senza l'avallo
della cosca egemone. Questo, storicamente, è "territorio di caccia e
pascolo" della cosca Latella-Ficara. Il pentito Giovanni Riggio, dopo
la ben nota operazione "Valanidi 1" del 18 settembre 1993 e relativo
processo (2 giugno 1998), conclusosi con una raffica di condanne (34
all'ergastolo: Giacomo Latella, Domenico Arico', Filippo, Giuseppe e
Santo Barreca, Cosimo Borghetto, Andrea Chila', Domenico D'Agostino,
Enzo Di Bona, Antonino e Giovanni Ficara, Cosimo Gallace, Antonino
Gattuso, Francesco Gozzi, Giuseppe e Saverio Latella, Antonio Libri,
Giuseppe Leuzzo, Santo Maesano, Giovanni Mafrica, Peppino Belisario
Melari, Domenico Neri, Carmelo e Demetrio Palumbo, Pietro Pavone,
Domenico Testa, Carmelo Tripodi, Domenico Ventura, Benedetto
Santapaola, Vincenzo Ficara, Pasquale e Giovanni Tegano, Domenico
Libri. ed alcuni altri, a complessivo mezzo millennio di reclusione);
a cui, seguirono ''Valanidi 2'', scattata il 27 aprile del 1994, e
"Valanidi 3", scattata il 18 febbraio 1995 (in arresto Rodolfo
Valentino Palumbo, 44 anni, Antonino Cicciu', 38 anni, Domenico Perla,
29 anni, Domenico Errigo, 43 anni, tutti di Reggio Calabria, e
Domenico Battaglia, 70 anni, di Motta San Giovanni, con l'accusa di
associazione a delinquere di stampo mafioso, omicidi, tentati omicidi,
traffico d'armi ed altri reati. Analogo provvedimento venne
notificato in carcere a Domenico Calluso, 49 anni, Domenico Testa, 35
anni, Demetrio Palumbo, 46 anni, Francesco Gozzi, 38 anni, tutti di
Reggio Calabria, e Andrea Chila', 30 anni, originario di Chivasso
(To). Venivano inoltre attivamente ricercati, Giovanni Puntorieri, 39
anni e Carmelo Eugenio Palumbo, 40 anni, entrambi reggini), aveva
aiutato gli organi inquirenti a definire i nuovi assetti ed organici e
circoscrivere ruoli, responsabilità ed equilibri, all'interno delle
cosche mafiose egemoni della Vallata & dintorni. Con l'avanzata,
limitata agli ultimi venti anni, sul territorio della Vallata, dei
clan legati alle storiche famiglie dei Latella-Ficara. Tesi, avallata
dalle 'cantatine' dei pentiti di terza generazione: Roberto Moio,
Consolato Villani ed Antonino Lo Giudice. Agli atti dell'operazione
'Reggio Sud', che ha aggiornato il quadro geografico riassuntivo; la
nuova mappa delle cosche mafiose della Vallata del Valanidi. Capo
storico del casato di mafia, secondo i pentiti era Pasquale Latella,
condannato all'ergastolo, che ha lasciato il testimone nelle mani del
fratello Giacomo, anch'esso detenuto.
Leadership, che potrebbe essere finita nelle mani di Antonino Latella,
terzo dei fratelli, pure arrestato, che secondo il collaborante
Villani, si sarebbe incaricato di riordinare il locale di Croce
Valanidi. Assieme ai loro stretti parenti: Giuseppe 'Pino' Ficara, che
si sarebbe occupato di riordinare la cosca nel locale di
Saracinello-Ravagnese; Vincenzo Ficara, coinvolto nell'operazione
"Revenge" (figlio di Giovanni 'U gioielleri, arrestato a Camerino,
assieme alla mamma, Consiglia Latella) e Giovanni, (arrestato il 22
aprile 2010, nell'operazione 'Reale'), avrebbero, in grossa parte,
sostituito sul territorio, i Barreca, clan diretto sino al suo arresto
da Filippo, super-pentito della 'ndrangheta e poi dal fratello
Vincenzo Barreca, assassinato in un salone da barba; trucidato a
Bocale il 9 marzo del 2002 mentre si trovava dal barbiere, proprio da
uno dei Ficara, Vincenzo, ritenuto il killer. Quella dei Barreca &
company, era indicata come la cosca egemone sul territorio, sino a
qualche tempo fa; nei quartieri di Ravagnese e Pellaro. Gli uni e gli
altri, erano parte integrante del cartello De Stefano, Tegano, Libri,
Zindato, Latella, Ficara, Barreca ed altri gruppi minori, che si
opponevano al cartello Condello, Imerti, Serraino, Lo Giudice,
Rosmini, Saraceno, Fontana ed altri gruppi minori.
Scontro sanguinario, che ha prodotto migliaia di morti ammazzati,
durante le faide; compresa quella degli Anni Ottanta, scoppiata tra i
Latella-Ficara ed i Chilà-Ambrogio, diretti dal santista capobastone
della 'ndrina di 'Macellari', Giuseppe Chilà, a cui il 9 giugno 1987,
vene sequestrato un codice della 'ndrangheta; lotte intestine,
inserite nelle più vaste e cruente guerre di mafia. Il vecchio boss di
Macellari, morirà per un morbo ribelle ad ogni cura. Domenico
Salvatore


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