MANIFESTO SU PORTA CHIESA, DUBBI SU 'FEMMINICIDIÒ PRETE COMMENTA LA 'MULIERES DIGNITATEM', È POLEMICA.
GENOVA 25 Dicembre 2012. L'estratto dalla lettera apostolica 'Mulieres dignitatem' commentata dall'editorialista del sito Pontifex.it dal titolo «Donne e il femminicidio facciano sana autocritica. Quante volte provocano?» affisso sulle porte della chiesa di San Terenzo, a Lerici (Spezia) ha scatenato la polemica tra i parrocchiani. Sostanzialmente, il volantino 'accusà le donne di meritarsi il peggio per essersi allontanate dalla virtù e dalla famiglia. Don Piero Corsi, che ha curato l'affissione del manifestino, era già noto alle cronache per la sua passione al 'tatsebaò, avendo già dedicato fogliettoni satirici contro l'Islam e contro gli immigrati appesi alla porta della chiesa.
Di seguito, l'articolo tratto da pontifex.roma.it:
L'ODIO E L'INTOLLERANZA INTERNET SUL FEMMINICIDIO. LE DONNE KILLER NASCOSTE DAI MEDIA TV.
Pontifex.Roma. Ha suscitato molto clamore in Italia l'articolo di Pontifex.Roma di qualche giorno fa in cui si cercava di fare chiarezza sul "femminicidio", in maniera intellettualmente onesta e senza avanzare alcuna pretesa. Purtroppo la disinformazione regna sovrana e un semplice articolo, forse innocente e di consiglio, è stato trasformato in una specie di "lode alla lapidazione". E' proprio questa politica di disinformazione e di killeraggio mediatico che ha portato alcune persone di Pontifex.Roma ad essere oggetto di minacce e di rappresaglie in stile mafioso, come testimoniano i nostri vecchi articoli, e come è stato chiarito in vari contesti. E' appunto questo che Pontifex.Roma denuncia a gran voce da tempo: l'uso improprio della parola e l'istigazione all'odio che alcune persone hanno come principale obbiettivo, e questo è molto grave. L'articolo "galeotto" non faceva altro che denunciare false informazioni sul "femminicidio", spiegava che ogni caso ...
... va analizzato da esperti in maniera singolare, chiedeva ai grandi media di non generalizzare per evitare la diffusione dell'odio contro nonni, mariti, fidanzati e figli, ed invitava le donne a vivere la sessualità con maggiore prudenza proprio perché viviamo in un mondo violento e sempre più spesso privo di morale.
Non mancavano, come si conviene al buon cattolico, le condanne doverose alla pornografia, in perfetta liena con quanto già detto da Benedetto XVI in occasione del 40° anniversario dell’Enciclica Humanae Vitae.
Niente da condannare, eppure su internet si è scatenato l'odio, l'istigazione alla violenza, il turpiloquio, testimonianza ne sono i contenuti dei tweet a noi indirizzati, di alcuni articoli indegni di chiamarsi tali e di tutte le email di minaccia ricevuti.
Leggo e riporto una segnalazione di V.M. che è giunta alle nostre mail e che racconta l'altra Italia, quella delle donne libertine, violente e truci.
Una Italia che non deve fare notizia e deve passare inosservata.
Una Italia che presenta vittime di serie A (le donne) e vittime di serie B (tutti gli altri, inclusi di disabili).
Tutto questo è contrario alla nostra fede ed è contrario al senso comune di giustizia.
A questo, aggiungo che un blog va letto nella sua continuità, considerando tutti gli articoli pubblicati, e sono centinaia, in cui si condanna la violenza, lo stupro, l'odio per il diverso e la discriminazione sessuale, sempre secondo la visione cattolica della vita.
L'appello, dunque, è ai TROLL dell'informazione: siate cristiani, moderati, equilibrati e sereni nell'amare .. così come ci insegna nostro Signore in Marco 12,31.
Alle donne, invece, rivolgo l'appello che gà fece Giovanni Paolo II nella Lettera Apostolica Mulieris Dignitatem, del 15 agosto del 1988.
A chi, nonostante tutto, si diverte ancora ad accusare la Chiesa di ogni nefandezza, consiglio di leggere questo articolo per capire chi è Chiesa e chi non lo è; chi sbaglia e chi no; dove è l'errore e dove l'errore non esiste; ciò valga anche per la controversa vicenda della pedofilia.
Grazie.
GENOVA 25 Dicembre 2012. L'estratto dalla lettera apostolica 'Mulieres dignitatem' commentata dall'editorialista del sito Pontifex.it dal titolo «Donne e il femminicidio facciano sana autocritica. Quante volte provocano?» affisso sulle porte della chiesa di San Terenzo, a Lerici (Spezia) ha scatenato la polemica tra i parrocchiani. Sostanzialmente, il volantino 'accusà le donne di meritarsi il peggio per essersi allontanate dalla virtù e dalla famiglia. Don Piero Corsi, che ha curato l'affissione del manifestino, era già noto alle cronache per la sua passione al 'tatsebaò, avendo già dedicato fogliettoni satirici contro l'Islam e contro gli immigrati appesi alla porta della chiesa.
Di seguito, l'articolo tratto da pontifex.roma.it:
L'ODIO E L'INTOLLERANZA INTERNET SUL FEMMINICIDIO. LE DONNE KILLER NASCOSTE DAI MEDIA TV.Pontifex.Roma. Ha suscitato molto clamore in Italia l'articolo di Pontifex.Roma di qualche giorno fa in cui si cercava di fare chiarezza sul "femminicidio", in maniera intellettualmente onesta e senza avanzare alcuna pretesa. Purtroppo la disinformazione regna sovrana e un semplice articolo, forse innocente e di consiglio, è stato trasformato in una specie di "lode alla lapidazione". E' proprio questa politica di disinformazione e di killeraggio mediatico che ha portato alcune persone di Pontifex.Roma ad essere oggetto di minacce e di rappresaglie in stile mafioso, come testimoniano i nostri vecchi articoli, e come è stato chiarito in vari contesti. E' appunto questo che Pontifex.Roma denuncia a gran voce da tempo: l'uso improprio della parola e l'istigazione all'odio che alcune persone hanno come principale obbiettivo, e questo è molto grave. L'articolo "galeotto" non faceva altro che denunciare false informazioni sul "femminicidio", spiegava che ogni caso ...
... va analizzato da esperti in maniera singolare, chiedeva ai grandi media di non generalizzare per evitare la diffusione dell'odio contro nonni, mariti, fidanzati e figli, ed invitava le donne a vivere la sessualità con maggiore prudenza proprio perché viviamo in un mondo violento e sempre più spesso privo di morale.
Non mancavano, come si conviene al buon cattolico, le condanne doverose alla pornografia, in perfetta liena con quanto già detto da Benedetto XVI in occasione del 40° anniversario dell’Enciclica Humanae Vitae.
Niente da condannare, eppure su internet si è scatenato l'odio, l'istigazione alla violenza, il turpiloquio, testimonianza ne sono i contenuti dei tweet a noi indirizzati, di alcuni articoli indegni di chiamarsi tali e di tutte le email di minaccia ricevuti.
Leggo e riporto una segnalazione di V.M. che è giunta alle nostre mail e che racconta l'altra Italia, quella delle donne libertine, violente e truci.
Una Italia che non deve fare notizia e deve passare inosservata.
Una Italia che presenta vittime di serie A (le donne) e vittime di serie B (tutti gli altri, inclusi di disabili).
Tutto questo è contrario alla nostra fede ed è contrario al senso comune di giustizia.
A questo, aggiungo che un blog va letto nella sua continuità, considerando tutti gli articoli pubblicati, e sono centinaia, in cui si condanna la violenza, lo stupro, l'odio per il diverso e la discriminazione sessuale, sempre secondo la visione cattolica della vita.
L'appello, dunque, è ai TROLL dell'informazione: siate cristiani, moderati, equilibrati e sereni nell'amare .. così come ci insegna nostro Signore in Marco 12,31.
Alle donne, invece, rivolgo l'appello che gà fece Giovanni Paolo II nella Lettera Apostolica Mulieris Dignitatem, del 15 agosto del 1988.
A chi, nonostante tutto, si diverte ancora ad accusare la Chiesa di ogni nefandezza, consiglio di leggere questo articolo per capire chi è Chiesa e chi non lo è; chi sbaglia e chi no; dove è l'errore e dove l'errore non esiste; ciò valga anche per la controversa vicenda della pedofilia.
Grazie.
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