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L'anno d'oro della Juventus.

Con 94 punti all'attivo, i bianconeri hanno chiuso con un vantaggio di addirittura 21 sulla coppia Milan e Napoli, 26 sulla Lazio e 27 sull'Inter.

Torino 23 dicembre 2012 - La Juventus su tutti, ma il Milan vale quanto il Napoli e il Parma ... piu' dell'Udinese. La classifica finale dell'anno solare 2012 emette i suoi verdetti: la Juventus che domina il campionato ha anche stradominato l'anno solare. Con 94 punti all'attivo, i bianconeri hanno chiuso con un vantaggio di addirittura 21 sulla coppia Milan e Napoli, 26 sulla Lazio e 27 sull'Inter. Se si scende, poi, i vantaggi diventano abissali: la Roma e' indietro di 30 punti, mentre bisogna dare conto anche ai 63 punti collezionati dal Parma, che grazie ad un'ottima seconda parte dello scorso campionato e al buon avvio di quest'anno, e' riuscita a precedere addirittura l'Udinese, club che ha disputato i preliminari di Champions League, di sette punti. Chiude la classifica delle prime dieci un'altra bella sorpresa, il Catania.

Ecco la classifica dell'anno solare:

Juventus 94, Napoli 73, Milan 73, Lazio 68, Inter 67, Roma 64, Fiorentina 63, Parma 63, Udinese 56, Catania 51.


Se escludiamo la non vittoria della Coppa Italia, il 2012 della Juventus è stato un anno perfetto. Vittoria dello scudetto 2011-2012, campione d'inverno del campionato in corso, Super Coppa Italia, primo posto nel girone di Champions League. Ed anche un sorpasso nei confronti della Super Juve del 2005 di Fabio Capello.
La Juve di Capello nel 2005 aveva conquistato 93 punti in 39 partite: 29 vittorie, 6 pareggi e 4 sconfitte.
La squadra di Conte invece è riuscita a toccare quota 94 punti, se pur con una partita in più: 28 vittorie, 10 pareggi e 2 sconfitte. A confermare l'esigenza di un top player in attacco, la scoperta del cannoniere della Juve 2012: Arturo Vidal. Nel 2005 fu David Trezeguet.

È proprio Natale, se è un po’ più buono anche Antonio Conte: «Mi hanno estorto con la forza un giorno di vacanza in più - sorrideva il tecnico nella notte di Parma - e il problema è che quando vinciamo faccio fatica a dire no. Se mi avessero chiesto anche un premio economico, mi sarei svenato: è la vittoria». La Juve tornerà al lavoro la mattina del 28: «Sanno che sono stato l’unico allenatore ad aver dato tanti giorni di festa, ma poi glieli faccio pagare con gli interessi, naturalmente». Si può festeggiare, dopo l’anno perfetto, quello solare da record (94 punti), e un primo pezzo di stagione strepitoso. Sbriciolando il fatturato dell’autunno-inverno 2011, a parità di giornate (18): sei punti in più (44 contro 38), maggior vantaggio sulla seconda (+8 invece di +1), dieci gol fatti in più (39 a 29), uno subito in meno (11 invece che 12). L’entusiasmo dura giusto il tempo di scorrere i numeri: «Noi vogliamo ripeterci, ma siamo appena a metà percorso e sappiamo che non abbiamo fatto niente».

Altro che Maya, è l’anno della Juve, perché le cifre restano epocali, alzando i paragoni con i giganti. Prendere la Juve di Fabio Capello, spiega Conte: «Era una squadra già fatta, nel senso che parliamo di gente come Thuram, Cannavaro, Emerson, Vieira, Ibra, Trezeguet, Del Piero, Camoranesi, Nedved, Buffon. Campioni affermati, con pedigree vincente, invece noi stiamo crescendo. Tranne Buffon e Pirlo, due campioni che hanno vinto tutto, gli altri stanno iniziando a farlo». Conte li sta istruendo: «L’importante è che stiano facendo progressi e stiano iniziando ad avere il piacere della vittoria». Pare di sì, con 28 successi su 40, e solo due perse, nel campionato allungato su tutto il 2012. Un sentiero che puoi tracciare solo con fisico, talento e una mentalità famelica: «Dal Milan di Sacchi, non s’è mai vista una squadra pressare così alta sul 2-0 per lei», osservò in avvio di campionato Boban, uno che non fa complimenti per bon ton. Migliorando l’andatura della scorsa stagione, già elevata, nonostante il ritorno della Champions. Mica era scontato: «Noi dobbiamo fare la corsa su noi stessi, senza guardare gli altri». Alla concorrenza. Che però arriva alla virata già distanziata: «Ma sappiamo che sarà comunque molto difficile, perché ci sono squadre attrezzate come Inter, Napoli, Lazio, Roma e il Milan».

Nessuna finora ha mai avuto la costanza della Juve. Un’ostinata persistenza che s’allunga sul campionato e dentro ogni singola partita: capita che i bianconeri trovino resistenza nel primo tempo, quando gli altri vanno a tavoletta, ma poi finiscono la benzina. E la Juve ne ha ancora, se tra i risultati alla pausa e quelli finali ha guadagnato 19 punti, miglior dato della serie A. L’altro problema, per il nemico, è che non sa mai da dove può arrivare la minaccia, visto che Conte ha fin qui avuto 12 bomber, da estrarre al momento giusto. L’altra sera Matri, che non faceva centro da tre mesi: estratto, ha fatto tombola. Basti dire che tra i sei migliori marcatori della squadra, la metà sono centrocampisti. Dopo un’annata così, ci si può pure prendere qualche rivincita: «Sento dire tante castronerie - attacca Conte - perché c’è chi vuole offuscare i risultati di questa squadra: ma il campo parla chiaro. Sento sempre qualche recriminazione, e ogni volta ci sono allenatori o giocatori che cercano di attirarsi simpatie andando contro la Juve». A Natale sono tutti più buoni.

Rosario Ligato.

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