INDIA: 'DELITTO D'ONORÈ, SARTO DECAPITA SORELLA
STANCA MALTRATTAMENTI IN CASA MARITO ERA FUGGITA CON UN ALTRO -
NEW DELHI, 9 dicembre 2012 - Un giovane sarto indiano del West
Bengal ha decapitato la sorella «per salvare l'onore della
famiglia» e poi si è costituito ad un commissariato dell'area
portuale di Kolkata (Calcutta) con la spada in una mano e la
testa nell'altra. Lo scrive oggi il giornale Sunday Guardian.
A quanto riferisce il giornale il protagonista della cruenta
vicenda, Mehtab Alam di 24 anni, è passato all'azione venerdì
dopo aver appreso che sua sorella Nilofer di 22 anni, sposata da
otto e madre di due bambini di cinque e tre anni, aveva
abbandonato la sua casa per fuggire con un ex fidanzato, Feroz
Hussain.
La fuga, precisa il Sunday Guardian, era stata provocata «dall'impossibilità per Nilofer di sopportare le torture quotidiane subite nella casa dei famigliari del marito». Per cercare di sottrarsi ad una prevedibile vendetta, la coppia di fuggitivi si era nascosta nella residenza del fratello maggiore di Feroz, dove però il fratello della ragazza li ha trovati. Piombato in casa con una spada, Mehtab ha trascinato per i capelli la sorella all'esterno, decapitandola davanti agli occhi dei passanti. Agli agenti del commissariato dove si è presentato con l'arma del delitto e il suo 'trofeò, l'uomo ha spiegato di essere stato costretto a farlo «per salvare l'onore della famiglia», precisando che avrebbe ucciso anche «l'amante, se fosse stato in casa in quel momento».
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| una ragazza indiana (foto di repertorio) |
La fuga, precisa il Sunday Guardian, era stata provocata «dall'impossibilità per Nilofer di sopportare le torture quotidiane subite nella casa dei famigliari del marito». Per cercare di sottrarsi ad una prevedibile vendetta, la coppia di fuggitivi si era nascosta nella residenza del fratello maggiore di Feroz, dove però il fratello della ragazza li ha trovati. Piombato in casa con una spada, Mehtab ha trascinato per i capelli la sorella all'esterno, decapitandola davanti agli occhi dei passanti. Agli agenti del commissariato dove si è presentato con l'arma del delitto e il suo 'trofeò, l'uomo ha spiegato di essere stato costretto a farlo «per salvare l'onore della famiglia», precisando che avrebbe ucciso anche «l'amante, se fosse stato in casa in quel momento».

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