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| Papalia Giuseppe |
A seguito del gravissimo fatto di
sangue, le immediate, vaste ed incessanti attività d’indagine compiute,
consentivano d’individuare quali autori dello stesso, oltre al defunto Napoli
Luigi, i già citati Napoli Giuliano e Festa Antonino; quest’ultimo veniva
rintracciato nella tarda mattinata del giorno 08.04.2012 nelle campagne della
frazione di Castellace di Oppido Mamertina (RC) e sottoposto a fermo
d’indiziato di delitto; lo stesso,
sottoposto ad
interrogatorio dall’A.G., coadiuvata dai militari operanti, ammetteva
pienamente le proprie responsabilità. Successivamente, in data 09.04.2012,
veniva sottoposto a fermo di delitto anche Napoli Giuliano che nel frattempo si
era spontaneamente presentato presso la Casa Circondariale
di Palmi (anch’egli, in sede di interrogatorio ammetteva le proprie
responsabilità).
A seguito dei due citati fermi,
l’attività d’indagine è comunque proseguita al fine di fare chiarezza su alcuni
aspetti che sin da subito facevano desumere che all’efferata rapina aveva preso
parte almeno un’altra persona, un “conoscitore” d’area o un cosiddetto
“basista”; tale ipotesi investigativa veniva prontamente confermata dalle
risultanze delle varie attività d’indagine intraprese, sia quelle tecniche
d’intercettazione, sia quelle di riscontro sul territorio, di sopralluogo ed
informative. All’esito della predetta attività d’indagine, si raccoglievano
gravi indizi di colpevolezza a carico di PAPALIA Giuseppe che con ogni evidenza
aveva coadiuvato e coordinato nell’attività illecita gli esecutori materiali,
fungendo appunto sia da basista ma anche da vero e proprio “regista” della
stessa; inoltre si è accertato come il PAPALIA abbia svolto un ruolo
determinante sull’individuazione del luogo d’abbandono dell’auto utilizzata per
la rapina (rinvenuta in una stradina di montagna, isolata ed evidentemente nota
solo ad un ottimo conoscitore della zona) e per le successive via di fuga
utilizzate (anch’esse isolate e di difficile conoscenza ed accesso).
Quindi, alla luce dei numerosi e gravi indizi di colpevolezza raccolti a
carico del PAPALIA Giuseppe, veniva richiesta, da parte del sostituto
procuratore dott. Enzo Bucarelli della Procura della Repubblica di Palmi,
l’emissione di una ordinanza di custodia cautelare in carcere che veniva emessa
in data 10.12.2012 dall’Ufficio G.I.P. del Tribunale di Palmi ed eseguita,
nella medesima data, dai militari del locale Nucleo Operativo e Radiomobile e
da quelli della Stazione Carabinieri di Delianuova. Le indagini continuano per
accertare eventuali ulteriori responsabilitàDall'Ordinanza
II Giudice per le Indagini Prelimin~ri, dott. Fulvio ACCURSO,
I
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letta la richiesta di applicazione della misura cautelare della custodia in carcere nei confronti di:
P AP ALIA Giuseppe nato a Cinquefrondi del reato previsto e punito dagli artt. 81 cpv., 110, 628 comma 3 n.l, 575, 576 in relazione
all'art. 61 n.> 2.c.p. perché, in concorso con NAPOLI Luigi (deceduto) NAPOLI Giuliano e
FESTA Antonino, con pitr;azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, per procurare a sé
o ad altri un ingiusto protitto, in qualità di basista prima e agevolatore della fuga poi, mediante
minaccia (materialmente commessa dal NAPOLI Luigi) prima (consistita nel puntare nei confronti
di STRANO Giuseppantonio una pistola calibro 7,65 con matricola punzonata ricevuta nella
consapevolezza della provenienza illecita) e violenza poi alla persona (consistita nel ferir",
mortalmente STRANO Giuseppantonio esplodendo nei suoi confronti quantomeno tre colpi di
pistola che lo attingevano al costato sinistro), si impossessavano (materialmente NAPOLI Luigi e
FESTA Antonino) di parte dell'incasso del supermercato denominato CRAI TROV AUTTO sito in
Delianuova via Carmelia, 193, sottraendo la allo STRANO ed ai suoi famigliari che la detenevano
nella cassa dell'esercizio commerciale dandosi poi a repentina fuga a bordo di una FIAT Uno di
colore blu (guidata da NAPOLI Giuliano) provento di furto
Con le aggravanti di aver commesso il fatto con armi (segnatamente una pistola calibro 7,65 con
matricola punzonata) travisati (mediante dei collant calati sul viso) con più persone riunite
. (precisamente almeno quattro) e, l'omicidio, con l'aggravante di averlo commesso al fine di
conseguire il profitto della rapina.
Fatto commesso il 7.4.20102 in Delianuova
***
OSSERVA
•
all'indomani della tragica rapina a mano armata, avvenuta m data 07.04.2012 all'interno del
Supermercato CRAI TROVATUTTO di Ddianuova, all'esito della quale si è registrato non solo
l'omicidio di uno dei titolmi di quell'esercizio commerciale, a nome STRANO Giuseppantonio, ma
anche quello di uno dei rapinatori, nella persona di NAPOLI Luigi, che è stato ucciso per eccessq
doloso in legittima difesa ad opera di S, trano Michele, fratello della vittima, che, per rabbia, nonché
sconvolto per quanto era appena avvenuto, ha esploso più colpi di arma da fuoco contro il giovane
rapinatore, uno dei quali lo ha colpito alla spalle, mentre quello fuggiva.
I
La novità di quanto sarà a breve rappresentato nel corpo di questa ordinanza, è legata alla tenaci~
con cui Pubblica Accusa, dmldo dimostrazione di spiccato intuito investigativo, non si è limitata
solo a raccogliere le prime, pur ragguardevoli, conclusioni dell'indagine - che è stata definita nelle
sue linee essenziali nel giro di pochi giorni, con la cattura e la successiva confe~sione dei due
rapinatori che erano riusciti a fuggire ( nelle persone di FESTA Antonino 'e di NAPOLI Giuliano)ma
ha continuato ad esplorare alcune zone d'ombra di quel tragico fatto di-cronaca, riuscen, do anche
ad individuare il " basista" di quella rapina ed individuandolo nella persona dell'odierncl indagato,
PAPALIA Giuseppe, che, in quanto residente in Delianuova e, quiIìd~, a piena conoscenza dello
stato dei luoghi, è stato in grado di fornire ai rapinatori indicazioni utilLsu come eseguire il colpo e
ha dato loro informazioni non meno deternlinanti sulla via di fì.tga da seguire, per potersi disperdere
in breve tempo, facendo perdere le loro tracce.
E, soprattutto, si è rivelato come un conCOlTente prezioso allorchè quel colpo non è 1i'ndato per il
verso giusto, così come da loro sperato ( essendosi concluso con la uccisione del gestore di quel
supermercato, oltre che con la morte di un appartenente al gruppo dei rapinatori): ebbene, mlche in
quel caso, il Papalia è riuscito ad essere decisivo per i rapinatori superstiti, posto che è stato lui -'
per come si vedrà- a dare le direttive salienti in merito all'abbandono del corpo del povero Napoli
Luigi e ad indicare agli altri complici la via più efficace per allontffi1arsi da quei luoghi, senza
essere rintracciati. '
AI fine di fornire lm'iIIustrazione ordinata sullo sviluppo delle indagini che hrumo portato
a1l'individuazione del "basista", di cui si diceva, si ritiene opportuno riprodulTe integralmente le
risultffi1Ze investigative contenute nella richiesta cautelare del P.M., riservffi1dosi questo Giudice le
sue valutazioni finali 'al termine di questa esposizione.
Quelle che seguono sono quindi le argomentazioni sostenute dalla Pubblica Accusa in ordine ai
nuovi fatti di causa:
LA RAPINA ED IL DUPLICE OMICIDIO - LE PRIME INDAGINI
In data 07.04.2012, alle ore 19:45 circa, in Delianuova (Re), alla Via Carmelia 193, tre
sconosciuti con volto travisato da calze in nylon, con lo scopo di perpetrare una rapina
all'interno del supermercato "CRAI TROVATUTTO", irrompevano all'interno dello stesso,
di proprietà di Strano Giuseppantonio nato Delianuova (RC) il 16.06.1964, ivi residente
alla via Gramsci s.n.c., coniugato, censurato, il quale, nel corso degli eventi, opponeva
resistenza ed ingaggiava una colluttazione con i malviventi, i quali gli esplodevano contro
diversi colpi pistola.
Da una prima ricostruzione dei fatti, in particolare da quanto nell'immediatezza dei fatti
riferiva il fratello della vittima, STRANO Michele nato a Delianuova (RC) il 02/01/1968,
prima di spirare, Giuseppantonio era riuscito a disarmare, durante la colluttazione, uno dei
malviventi, facendo quindi fuoco cgn la medesima arma all'indirizzo del rapinatore a cui /1' l'aveva &att'ratta: _ ., - -' - " - '.' . (
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Dalle indagini compiute emergeva che i malviventi si erano dileguati a bordo di una
autovettura per le strade limitrofe alla predetta via Carmelia, per poi abbandonare, in via
Gramsci, il corpo esanime del malvivente mortalmente ferito, successivamente identificato
nel giovane Napoli Luigi nato Cinquefrondi (RC) il 27.03.1993 ivi residente in contrada·
Grecà nr. 50, censurato, disoccupato; la foto del cadavere del NAPOLI veniva inviata ai
vari Comandi Arma insistenti sul territorio della piana di Gioia Tauro e sulla fascia preaspromontana,
venendo riconosciuto nello specifico dal Comandante della Stazione
Carabinieri di Polistena. Successivamente l'ipotesi veniva confermata dalle risLltanzedattiloscopiche
acquisite tramite banca dati AFIS.
Escussa a s.i. la figlia della vittima, STRANO Domenica, la stessa riferiva d'aver notato
all'ora dell'azione omicidiaria arrivare un'autovettura marca F(at di colore scuro, forse una
UNO oppure una TIPO, con a bordo tre persone di normale statura:corporatura esile e di
giovane età, di cui uno con gli occhi di colore azzurro. '
I.--
Ovviamente il rinvenimento del cadavere di NAPOLI Luigi permetteva alla! P.G. di . I
comporre un quadro di possibile coinvolgimento nei fatti di soggetti notoriamente gravitanti
nell'entourage del rapinatore deceduto tra i quali, in primis, i cugini NAPOLI Francesco,
nato a Cinquefrondi il 03/08/1987 (censurato per rapina) e NAPOLI Giuliano nato a
Cinquefrondi il 05/10/1988 (censurato per reati contro il patrimonio, la persona, truffa,
ricettazione, armi e violazione artt. 73 e 74 DPR 309/90), nonché di FESTA Antonino
nato a Reggio Calabria il 19 febbraio 1993 e residente a Cinquefrondi in via Ins:llpendenza
nr. 6, tratto in arresto in data 09/01/2012 per furto di autovettura proprio insieme a NAPOLI
Luigi, il rapinatore rimasto ucciso.
Gli accertamenfi esperiti attraverso la consultazione della banca dati delle FF.PP. e le.
informazioni reperite da questa P.G. nell'immediatezza dei fatti per le vie brevi dai
Comandi Arma di Polistena e Cinquefrondi, confermavano che i predetti soggetti erano
soliti frequentarsi ,e compiere insieme reati contro il patrimonio (peraltro NAPOLI Giuliano
è risultato essere il cugiri~;del giovane rapinatore deceduto a Delianuova).
Atteso ciò, si provvedeva a disporre dei servizi volti al rintraccio dei predetti e
soprattutto a verificare la loro presenza presso le proprie dimore.
Alle ore 05:20, gli qperatori di P.G. si portavano in Polistena alla Via Pitagora 24, presso
l'abitazione dei fratelli NAPOLI Giuliano e Francesco; sul luogo, i militari apprendevano da.
TIGANI Maria, madre dei ragazzi, che Giuliano, alle ore 14:00, era uscito di casa
unitamente al cugino FORIGLIO Giuseppe, non avendo poi più sue notizie, mentre
Francesco era uscito poco dopo. La donna aggiungeva che verso le ore 20:00 circa,
Francesco le aveva telefonato dicendole che non sarebbe rientrato a casa per la notte ed
alla sua domanda circa il fatto se avesse visto o sentito Giuliano, il ragazzo rispondeva
negativamente.
Atteso quanto riferito dalla TIGANI, i militari operanti, alle ore 06:10 ed alle ore 06:30, si
portavano in Cinquefrondi dapprima presso l'abitazione genitoriale di FORIGLIO Giuseppe
e poi presso quella della nonna paterna dello stesso, PETULLA' Annunziata, ma del
giovane non c'era traccia e nessuno dei parenti era in grado di riferire dove fosse; va
specificato che FORIGLIO Giuseppe appartiene all'omonima 'ndrina dominante in
Cinquefrondi.
Anche le ricerche di FESTA Antonino davano sito negativo, il giovane, appositamente
ricercato, non veniva rintracciato presso i domicili di interesse.
Le assenze ingiustificate.dei soggetti riconducibili "aUa cerchia" d,i NAE'OLJ. I"L\igi, ,con. /].
partréblare riguardo al fattO. che i èorigiunti deogli stessi non'sapéssero foroiiefrJdicazfdnisur ~,Jj
. "'--\-/
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dove si trovassero in orari notturni, davano una prima conferma ai sospetti che gli stessi
potessero aver preso parte alla rapina insieme al giovane poi rimasto ucciso.
I FERMI DI FESTA ANTONINO E NAPOLI GIULIANO
La definitiva conferma del coinvolgimento di FESTA e NAPOLI giungeva nella tarda
mattinata del 08.04.2012, quando una pattuglia della Stazione Carabinieri di Ca"tellace.
di Oppido Mamertina, sulla SP2bis in località Maddalena, notavano camminare lungo il
bordo della strada due persone che alla vista dei militari, dopo essersi guardati
nervosamente intorno, si davano alla fuga. •
Mentre uno dei due giovani riusciva a dileguarsi nelle campagne circostanti, l'altro
veniva fermato ed identificato in FESTA Antonino, già sopra ,generalizzato, il quale
veniva immediatamente perquisito ed indosso gli veniva trovata' la somma di 615,00€
poi posta sotto sequestro con atto a parte. . I
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A seguito di tale identificazione, il FESTA veniva accompagnato presso questo
Comando dove veniva escusso a sommarie informazioni, la !stesura del cui verbale
doveva però essere interrotta poco dopo poiché il giovane rivelava di aver preso parte
alla rapina presso il supermercato di STRANO Giuseppantonio dalla qUifle erano
scaturiti gli omicidi del proprietario dell'esercizio commerciale e di NAPOLI Luigi.
Alla luce di ciò, come noto, FESTA Antonino veniva sottoposto ad interrogatorio da
parte dello scrivente P.M. alla presenza del difensore di fiducia, e in questa sede, oltre a
fornire la propria versione dei fatti, confermava la partecipazione alla rapina anche di
NAPOLI Giuliano in qualità di autista.
Alle ore 14,00 circa deIl'08.04.2012 si presentava spontaneamente presso la Casa
Circondarialè di'Palmi &.qche NAPOLI Giuliano.
Interrogato da questo P.M. il NAPOLI negava tuttavia di aver preso parte alla rapina,
sostenendo di essersi presentato in carcere solo in quanto riteneva di poter forse
essere attinto da ùn ordine di carcerazione per fatti diversi.
Suddetta inverosimile ricostruzione dei fatti veniva, tuttavia, superata dallo stesso
NAPOLI nel corso dell'interrogatorio di garanzia effettuato successivamente al suo
fermo.
Davanti al G.I.P: di Palmi, infatti, il NAPOLI dopo aver avuto modo di leggere il
provvedimento di fermo ed aver quindi appreso gli elementi a suo carico decideva di
confessare, ammettendo di aver preso parte alla rapina, in qualità di autista del veicolo
FIAT UNO utilizzata per il delitto e subito dopo abbandonato nelle campagne non
troppo distanti.
LE SUCCESSIVE INDAGINI

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