Venerdì grande successo con un centinaio di studenti coinvolti alla Facoltà di Architettura
"CONFINI": L'ARTE SCENDE IN STRADA CON LA PERFORMANCE DI FERRARI E MAHDAOUI
I due artisti, tra i più quotati nel panorama dell'arte contemporanea mediterranea, sul Corso Garibaldi per realizzare un tela a quattro mani riproponendo l'esperienza iniziata a Tunisi durante la Primavera Araba
REGGIO CALABRIA – "Confini", il Festival Internazionale di Arti Visive del Mediterraneo scende in strada nella sua seconda giornata per incontrare il pubblico eterogeneo del sabato pomeriggio reggino. Lo fa, dopo l'anticipazione di venerdì alla facoltà di Architettura, con una performance artistica dal vivo di due dei più grandi interpreti del segno grafico: il pittore milanese Agostino Ferrari, uno tra i più quotati pittori astratti italiani della sua generazione, e Nja Mahdaoui, artista visivo tunisino considerato il più grande calligrafo dell'arabo e membro del comitato di giuria internazionale del Premio Unesco per la Promozione delle Arti.
Insieme, in un incontro ideale tra la sponda nord e la sponda sud del Mediterraneo che ha trovato il suo punto di intersezione sul Corso Garibaldi, davanti al Teatro Siracusa, hanno dipinto a quattro mani una tela di circa tre metri sotto lo sguardo del pubblico e dei passanti. Esperienza che rievoca quella realizzata nel febbraio 2011, sull'onda dei primi sussulti della Primavera Araba, al Musée de l'Art Vivant di Tunisi in segno di apertura, di amicizia e di omaggio alla libertà e all'autodeterminazione dei popoli della Riva Sud.
Da quell'incontro è nato "Segni d'incontro", un sodalizio artistico fortunato tra due modi diversi di intendere l'arte: uno saldamente radicato nella tradizione dell'astrazione occidentale e l'altro ispirato dalla calligrafia araba. Due universi artistici, culturali e sociali che si ritrovano sulla stessa tela senza scendere a compromessi, restando fedeli a se stessi.
"Ferrari, da allievo di di Fontana, dal 1963 si dedica ad esplorare i valori visivi, estetici ed emozionali del segno, memoria della prima traccia dell'uomo, elaborata fino a trasformarla in una vera e propria scrittura non significante. Una grafia policroma, dinamica – spiega Martina Corgnati, critico d'arte, membro del comitato scientifico della Fondazione Horcynus Orca e docente presso l'Accademia Albertina di Torino – che si sposa perfettamente con la scrittura forzata, stirata fino a diventare segno non significante di Nja Mahdaoui. Il suo lavoro è molto innovativo per come la dimensione estetica dei caratteri produce un senso poetico, fortemente ritmico, sorprendendoci con le sue ricche composizioni astratte".
Grande la sorpresa e l'interesse dei cittadini, che si sono assiepati per assistere alla realizzazione della tela, mentre gli studenti dei workshop "Cantieri d'arte" (25 studenti universitari e delle Accademie statali selezionati tramite bando pubblico) hanno seguito da vicino il lavoro dei maestri.
La performance artistica di Ferrari e Mahdaoiu è stata anticipata, in mattinata, dalla conferenza stampa internazionale di presentazione del festival in videoconferenza dal Dubai International Film Festival. All'evento, a cura del giornalista Erfan Rashid, sono intervenuti registi autori di documentari sulle primavere arabe ed è stato presentato il film "The scream" che verrà proiettato lunedì alle 22.00 , in anteprima europea, al Teatro Siracusa.
A seguire, sono cominciati i cicli di proiezioni per le scuole della Rassegna di Video Arte Mediterranea con i video degli artisti Akram Zaatari (Libano) e Aiham Dib (Siria). La rassegna proseguirà lunedì alle 21.00 con un montaggio creativo a cura di Martina Corgnati alla presenza, fra gli altri, degli artisti italiani Agnese Purgatorio e Matteo Bernardini e della libanese Marya Kazoun.
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