CartaStraccia.News

“Carta Straccia”, nel nome la provocazione, nel contenuto la sostanza. Leggetelo. Non per abitudine, ma per scelta.

Editors Choice

3/recent/post-list

Calcio, Montolivo: "Il Barcellona, avversario non impossibile".

Riccardo Montolivo.
CALCIO: MILAN; MONTOLIVO 'BARCA COME SPAGNA, MA NOI CI SIAMO' AVVERSARIO CHAMPIONS NON IMPOSSIBILE:'E VOGLIO UN GOL NEL DERBY'.

CARNAGO (VARESE), 26 DIC - «Il Barcellona sta alle squadre di club come la Spagna alle nazionali, in più ha Messi». Così Riccardo Montolivo inquadra il prossimo avversario del Milan in Champions League, ma non considerà gli ottavi di finale un ostacolo invalicabile. «Sulla carta partiamo sfavoriti, però - ha spiegato il centrocampista in un' intervista all'ANSA - questo è uno stimolo: dovremo affrontarli consapevoli che possiamo passare il turno. Ma nei prossimi mesi dobbiamo crescere ancora e diventare ancora più squadra». Pensando al campionato, Montolivo ha notato che «la classifica non è lunga, possiamo avvicinarci alle prime tre posizioni». Che ora sarebbero più vicine senza sconfitte come quella nel derby. Brucia ancora quel gol annullato? «Meritavamo di vincere. Sarebbe stato bello avere il ricordo del primo gol rossonero in un derby, ed era di pregevole fattura. Cercherò di farne uno al ritorno», ha promesso il rossonero, che nel suo 2012 «ricco di emozioni» il 25 novembre con la Juventus ha indossato la fascia di capitano per volere del presidente Silvio Berlusconi. «Una sorpresa inaspettata - ha raccontato -, l'ho vissuta come un premio per quello che sto facendo dentro e fuori dal campo. In spogliatoio mi ha detto: 'Oggi indosserai la fascià. Sono rimasto di ghiaccio. Ero stupito, felice. Ho cercato di portarla con onore e responsabilità».


CALCIO: DEL PIERO 'MI TROVO BENE AL SYDNEY, VOGLIO RESTARÈ EX JUVENTINO SMENTISCE VOCI ADDIO:'IO AL SERVIZIO DELLA SQUADRÀ.

 SYDNEY, 26 DIC - Alex del Piero resta al Sydney. È lo stesso ex attaccante della Juventus e della nazionale italiana a chiarire le sue intenzioni, smentendo notizie di stampa in Australia secondo cui il 38/enne campione stia pensando alla risoluzione del contratto che lo lega alla squadra del Sydney per questa stagione. «Tutto è chiaro per me e per il club» ha dichiarato alla stampa locale Del Piero, riferendosi al rinnovo contrattuale per la prossima stagione, aggiungendo poi che il fratello-manager si sta occupando della trattativa con la società. «Mi trovo bene qui al Sydney -ha spiegato il calciatore- e voglio mettere tutta la mia esperienza e la mia passione al servizio della squadra».


CALCIO:ROMA; BRADLEY 'TANTA PRESSIONE,CHE ONORE STARE QUÌ GIOCATORE USA AL NEW YORK TIMES: 'NEI GRANDI CLUB SI CRESCÈ.


ROMA, 26 DIC - La pressione quotidiana per conquistarsi la maglia da titolare, a volte solo per giocare uno spezzone di gara. Si cresce anche, o forse soprattutto così in campo, e lo ha imparato Michael Bradley che a 25 anni si gode il salto nella Roma di Zeman: il giocatore americano, sbarcato in giallorosso dopo una stagione al Chievo e i passaggi in Europa con il Borussia Monchengladbach e all'Aston Villa, guarda più all'anno che verrà che al 2012 ormai alle battute finali. «Adesso è tutto diverso - confessa il centrocampista in un'intervista al New York Times - Il primo anno con il Chievo mi ha aiutato a crescere come giocatore e come persona. Quando sono arrivato a Roma, non ci è voluto molto per capire che è un altro mondo. Mi sto godendo ogni attimo qui. Ti accorgi di quanto sia grande il club, speciali i tifosi e di come la gente ami questa squadra. Per me è un grande onore essere qui. Sto migliorando e abbiamo la squadra per continuare a migliorare». Nella gara con il Milan, vinta 4-2 dalla Roma - che dal 28 sarà ad Orlando, in Florida, per una parentesi di allenamenti americani - Bradley ha giocato dal primo minuto: un obiettivo che nella squadra di Zeman non è scontato per nessuno. Ed è questo 'agonè interno che garantisce un valore aggiunto. «In un grande club c'è solo da imparare - sottolinea lo statunitense - Ma fino a quando non giochi in una squadra come questa, non c'è possibilità di provare certe cose. L'idea di scendere in campo con la pressione di dover vincere, indipendentemente dalla squadra che affronti o dal fatto che si giochi in casa o in trasferta. La pressione c'èsempre. C'è una competizione vera per giocare, con due o tre giocatori per ogni ruolo. Ti puoi allenare al meglio ogni giorno ma anche così le decisioni possono non essere a tuo favore. Devi essere pronto ogni volta ci sia bisogno di te, magari nell'ultima mezz'ora di gara oppure come titolare nella partita successiva. Devi fare i conti con il fatto che una squadra ha tanti giocatori: per capire devi stare qui e vivere la quotidianità». Bradley sapeva che per farsi le ossa da giocatore doveva emigrare nel Vecchio Continente: «Ho cominciato nei MetroStars a New York, ma ho sempre saputo che per fare un'ottima carriera mi sarei dovuto trasferire in Europa. Per metterti alla prova, devi venire in Europa. La prima opportunità fu in Olanda. Bisogna poi migliorare e crescere, giocando nei migliori club, facendo la Champions e i mondiali». E con la maglia della nazionale - che è stata allenata da suo padre, Bob - punta alle qualificazioni ai mondiali di Brasile 2014. «Io lavoro duramente e cerco di dare il massimo - sottolinea Bradley -. Il 2013 sarà molto importante: ci aspettano dieci partite con le sei nazionali più forti della Concacaf. C'è poco spazio per gli errori. Dobbiamo vincere e qualificarci per i mondiali. È una grande sfida, ma questo è l'aspetto più stimolante». Bradley guarda avanti e punta in alto, Roma e usa nel cuore.


CALCIO: INTER; NAGATOMO, VITTORIA SU JUVE MOMENTO PIÙ BELLO BIANCONERI SONO COMPATTI E MOLTO BRAVI IN GARE 'FACILÌ.


APPIANO GENTILE (COMO), 26 DIC – «Credo che la Juventus sia molto brava nell'affrontare le partite più facili, noi in certe sfide abbiamo perso qualche punto. Siamo ancora un gruppo con i lavori in corso, ma abbiamo maggiori margini di miglioramento in prospettiva». È il pensiero di Yuto Nagatomo, che si racconta in un'intervista all'ANSA toccando tutte le tappe della sua carriera italiana. Dall'ambientamento a Cesena all'arrivo a Milano, dall' amicizia con Cassano («Non ho mai incontrato uno come lui») alla particolare esultanza con Zanetti dopo ogni gol. Fino ai recenti successi e alle emozioni più grandi della parentesi aperta all'Inter: «Quando ho sentito dell'interessamento dei nerazzurri un anno e mezzo fa sono rimasto molto sorpreso e allo stesso tempo ero felicissimo. Senza dubbio l'ultima sfida contro la Juventus, vinta a Torino, è stato il momento più emozionante da allora». Il tutto con l'appoggio di Alberto Zaccheroni, commissario tecnico italiano della nazionale giapponese. «È stato lui a dirmi che potevo farcela anche in Serie A», dice Nagatomo, le cui prestazioni saranno premiate con un imminente rinnovo di contratto, per cui si attende a giorni l'annuncio della società nerazzurra.

Posta un commento

0 Commenti

Trovaci su Google