Vendita immobile a Roma del Consiglio regionale
L’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale, ha deliberato, all’unanimità dei suoi componenti, la vendita dell’immobile di sua proprietà sito in via dei Bergamaschi n. 58 a Roma e destinato, originariamente, ad ospitare gli Uffici della delegazione romana. La decisione rientra – hanno spiegato il presidente Francesco Talarico, i vicepresidenti Alessandro Nicolò e Piero Amato ed i Segretari-questori Giovanni Nucera e Francesco Sulla - nel quadro più generale dei tagli ai costi della politica e di ottimizzazione delle risorse a disposizione dell’Assemblea legislativa regionale, anche al fine di salvaguardare l’efficienza e l’efficacia dell’ azione istituzionale ed amministrativa. Inoltre – hanno aggiunto i membri dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale – la decisione assunta è pienamente coerente con l’idea di realizzare nella capitale un'unica sede che ospiti gli uffici della Giunta e quelli del Consiglio, con evidenti benefici sia in termini di economicità che di funzionalità organica dell’Ente Regione. Con la stessa deliberazione, l’Ufficio di Presidenza ha, nello stabilire l’alienazione dell’immobile, dato incarico ai vertici amministrativi “di seguire con la massima attenzione, puntualità e celerità l’iter tecnico-gestionale della relativa vendita, assumendo tutti i provvedimenti necessari al buon esito della vicenda”.Interrogazione consigliere Giordano (Idv) su sussidi a percettori di ammortizzatori sociali in deroga
Il consigliere regionale Giuseppe Giordano (Idv) ha presentato un’interrogazione a risposta immediata per sapere “qual è lo stato dei pagamenti dei sussidi in favore dei lavoratori percettori di ammortizzatori sociali in deroga e se, le somme garantite dall’INPS, siano state erogate, ed ancora, quali ulteriori risorse necessitano per coprire tutta l’annualità 2012 nonché i tempi di erogazione delle stesse”. Nell’interrogazione, Giordano chiede inoltre di sapere se “effettivamente, come si paventa negli ambienti ministeriali, le risorse stanziate dal governo nazionale per l’anno 2013 andranno incontro ad una pesante decurtazione e quali iniziative la Regione intende intraprendere, anche con l’utilizzo di risorse proprie, per garantire per l’annualità 2013 le risorse necessarie a coprire il fabbisogno finanziario dei lavoratori percettori di ammortizzatori sociali in deroga, tenuto conto, altresì, della grave crisi economica destinata ad un ulteriore peggioramento”. Prosegue l’esponente di Idv: “Circa 20 mila lavoratori calabresi percettori di ammortizzatori sociali in deroga vivono da diversi mesi una situazione difficile e i fondi stanziati non basteranno alla copertura totale dei pagamenti fino a dicembre prossimo. Ancor più preoccupanti - conclude Giordano - sono le prospettive future in materia, tenuto conto che, per quanto appreso da fonti ministeriali, per l’anno 2013 le risorse disponibili su base nazionale, ammonterebbero ad appena 1 miliardo di euro e per l’annualità 2014 saranno ulteriormente ridimensionate”. Dichiarazione presidente gruppo Idv De Masi su lavori quarta commissione
Dichiarazione del presidente del gruppo consiliare di IdV, Emilio De Masi, a conclusione dei lavori della quarta Commissione.
“La quarta Commissione consiliare nel corso dei lavori odierni, si è occupata, tra l’altro, di esaminare un progetto di legge finalizzato a favorire la realizzazione del catasto stradale di ogni singola provincia. Il catasto – sottolinea il presidente del gruppo consiliare di IdV, Emilio De Masi - è strumento fondamentale per la conoscenza dello stato effettivo in cui versa la rete viaria, presupposto per l’individuazione di tutti gli interventi utili a promuovere sicurezza. Rispetto a tale proposta di legge – prosegue De Masi – avevo depositato alcuni emendamenti tendenti a valorizzare nella pianificazione dei suddetti strumenti, l’esperienza maturata in seno alla provincia di Crotone da parte dell’apposito Ufficio di sicurezza stradale. Ed inoltre, per mezzo di ulteriori emendamenti, si puntava a realizzare una integrazione del dispositivo normativo di modo che fosse compresa la facoltà di realizzare su scala regionale il Centro di monitoraggio sulla sicurezza stradale previsto per legge. Anche in tal senso – sottolinea De Masi - gli emendamenti miravano alla valorizzazione del citato Centro crotonese. Gli uffici del Consiglio preposti, allo scopo interpellati, hanno per; manifestato qualche perplessità sulla conciliabilità procedurale dei miei emendamenti rispetto al senso originario dei contenuti della legge in discussione. Sulla scorta di tale pronunciamento – dice Emilio De Masi – ho richiamato la giacenza presso la stessa Commissione da quasi due anni di una proposta di legge, da me sottoscritta insieme agli altri rappresentanti regionali del territorio, con cui si proponeva la realizzazione Centro di monitoraggio della sicurezza stradale regionale. Tale proposta prevedeva, per via dei titoli conseguiti anche in campo internazionale dal Centro crotonese, che la sede del Centro regionale risiedesse, appunto, a Crotone. Mi sono comunque premurato di precisare il valore premiale delle specifiche conoscenze di cui è portatore il Centro crotonese, piuttosto che gli aspetti legati alla logistica del Centro. In definitiva, però, ho accolto la proposta del presidente Dattolo di porre all’ordine del giorno della prossima seduta della Commissione la valutazione di questa legge, alla quale si è concordato di garantire preventivamente un riconoscimento di attendibilità normativa da parte degli Uffici preposti, proposta, questa, condivisa dagli altri membri della Commissione. Infine, sulla legge inerente il Catasto stradale, si è recepito unanimemente un emendamento dell’on. Orsomarso, con il quale si individua il Centro per la sicurezza stradale della Provincia di Crotone come entità di cui avvalersi per l’avvio della realizzazione dei Catastati stradali di tutte le province calabresi”.
Lavori quarta Commission e
Tre le proposte di legge che hanno ottenuto il placet della quarta Commissione “Assetto e utilizzazione del territorio - Protezione dell’ambiente”, presieduta dal consigliere Alfonso Dattolo.
Ad ottenere il pronunciamento positivo all’unanimità è stata, in primis, la proposta di legge n. 386 dal titolo “Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 16 aprile 2002, n. 19 e s. m. i. (Norme per la tutela, governo ed uso del territorio - Legge Urbanistica della Calabria)”.
Tale provvedimento - d’iniziativa del presidente dell’organismo - innova l’art. 65 della legge Urbanistica, stabilendo la proroga di un anno dei termini perentori stabiliti dalla legge regionale per l’approvazione degli strumenti di pianificazione da parte dei Comuni, fissando così la scadenza al 19 giugno 2013. “Una proroga necessaria - ha spiegato Dattolo - affinché, ai Comuni che abbiano già avviato la procedura di adozione del PSC (Piano strutturale comunale), non si applichi la decadenza delle previsioni del Piano regolatore generale successivamente alla scadenza del termine attualmente previsto. Un differimento - ha sottolineato - che è poi logicamente connesso alle ragioni della pianificazione regionale: considerata l’imminente approvazione del QTR (Quadro territoriale di riferimento regionale) - che sarà discusso nella prossima seduta di Commissione - nonché la definizione dei PTCP (Piani territoriali di coordinamento provinciale), i Comuni avrebbero la possibilità così di adeguare i loro strumenti urbanistici a quelli sovraordinati”.Dopo un lungo confronto e a conclusione dell’esame dei relativi articoli ed emendamenti, la Commissione ha licenziato all’unanimità anche la proposta normativa di iniziativa dei consiglieri Dattolo, Morrone, Franchino, Orsomarso, Giordano, Guccione, sull’istituzione del Catasto delle strade, (adempimento obbligatorio per i proprietari delle strade): si tratta di un inventario delle strade di uso pubblico che andrà a comporre l’archivio nazionale delle strade tenuto presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. “Introdurre, promuovere e coltivare il principio del decoro urbano”, questo, invece, l’obiettivo della proposta di legge n. 213 di cui si sono fatti promotori il presidente Dattolo e i consiglieri Magno e Caputo e che (su suggerimento dell’architetto Paolo Galletta, dirigente di servizio “Coordinamento dei programmi e dei progetti”, ascoltato oggi), sarà ulteriormente approfondita dal Dipartimento competente per essere sottoposta all’esame della Commissione nella seduta del 15 novembre prossimo. Via libera anche al progetto di legge (a firma dei consiglieri Franchino, Dattolo, Gallo e Scalzo), emendamento interamente sostitutivo al progetto di legge originario n. 322 del consigliere Franchino che punta alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio geologico e speleologico, “quale elemento fondamentale della paesaggio regionale, ma anche risorsa naturale e culturale”. “I siti individuati, tutti di notevole interesse scientifico - ha detto Dattolo - esprimono la straordinaria diversificazione geologica che caratterizza il territorio calabrese, definibile attraverso il concetto di ‘geodiversità’, sulla quale si basa proprio la ricchezza di ambienti naturali e habitat”. Il progetto istituisce il catasto regionale dei geositi e ne definisce i contenuti e le modalità di realizzazione, aggiornamento e approvazione, allo scopo di classificare scientificamente le emergenze geologiche, paleontologiche e idrogeologiche e individuarne le forme di tutela. L’art. 4 istituisce presso il dipartimento dell’Ambiente il Catasto regionale delle grotte e ne definisce i contenuti e le modalità di realizzazione e approvazione, nonché l’aggiornamento, da realizzarsi eventualmente in convenzione con i gruppi speleologici presenti in Calabria, allo scopo di individuarne le forme di tutela.
Nella seduta odierna, la Commissione ha altresì preso atto del progetto di legge d’istituzione del Parco regionale delle Valli Cupe che sarà trasmesso all’attenzione dell’istituendo Comitato tecnico-scientifico previsto dalla legge n. 10 del 2003. “L’auspicio - ha affermato Dattolo - è che insieme a questo progetto di legge vengano esaminati, e ci auguriamo approvati, gli altri progetti di istituzione di Parchi regionali che potrebbero dare un notevole impulso alla tutela dei siti di interesse con ricadute positive sia dal punto di vista turistico che da quello economico- sociale”. Prima di concludere i lavori, il presidente della quarta Commissione ha deciso di trasmettere la proposta di legge n. 347 “Prevenzione e salvaguardia dal rischio gas radon”, (da lui stesso presentata assieme al consigliere Mimmo Talarico), alla terza Commissione “affinché quest’ultima possa esprimersi sul provvedimento per la parte di sua competenza”. Hanno preso parte alla seduta i consiglieri Mario Magno (Pdl), Ennio Morrone (Pdl), Emilio De Masi (Idv), Fausto Orsomarso (Pdl), Candeloro Imbalzano (Scopelliti Presidente), Mario Franchino (Pd) e Carlo Guccione (Pd).
Crisi dei trasporti in Calabria- Commento dell'on.Giovanni Nucera
NUCERA (Pdl): “Calabria sempre più periferica a causa delle Fs”
Reggio Calabria 6 novembre 2012 - “Il quadro generale dei trasporti ferroviari in Calabria è ormai al collasso ed il Governo nazionale risponde con un ulteriore taglio ai finanziamenti riguardanti i collegamenti locali, in specialmodo sulla tratta ionica Una situazione intollerabile sulla quale la Regione deve far sentire forte la sua voce al Governo.
E’ quanto afferma l’on. Giovanni Nucera, Segretario Questore del Consiglio regionale della Calabria. “Le denunce pubbliche dei sindacati, riportate in questi giorni dalla stampa locale, rappresentano l’ultima chiamata di quella che è diventata ormai una vera e propria emergenza”.
“Non possiamo tollerare oltre una divisione dell’Italia, basata su servizi ferroviari indecenti da una parte, e sfarzosi dall’altra, e soprattutto “a due velocità”. La mancanza di investimenti in questo settore, il mancato ricambio del materiale rotabile sono ormai una costante di questa Regione. Il risultato – commenta Nucera – sta nel sempre più pesante isolamento cui sono costretti i nostri concittadini. Ultima. In ordine di tempo, la decisione di sopprimere, sostituendoli con altrettanti collegamenti gommati, i treni in transito sulla tratta Taranto-Sibari. Un’assurdità, che chiude definitivamente la ‘porta’ nord-orientale della nostra Regione, in un’area a forte vocazione turistica ed agricola. Mi chiedo – argomenta Nucera – quali logiche perverse guidino queste decisioni, che risultano devastanti sul piano economico e su quello sociale. Non è più possibile sopportare oltre. Il Gruppo FS ha ormai da tempo avviato in Calabria un processo di smantellamento silenzioso: soppressione di treni, chiusura di stazioni, abbandono di intere tratta, come oggi la Taranto-Sibari”.
“Non parliamo poi dei servizi attorno all’area dello Stretto, dove sta per essere cancellato il servizio di “Metromare” tra i porti di Reggio Calabria-Villa San Giovanni e Messina”, mentre un altro efficace collegamento del cosidettto “tamburello” tra Melito Porto Salvo-Reggio Calabria-Villa San Giovanni e Gioia Tauro, che doveva alleviare i disagi dei grandi cantieri e delle strozzature sulla A3, è stato abolito da tempo”.
“Se il Governo ha deciso di spendere meno, a causa della crisi e dei tagli alle spese di funzionamento dello Stato – afferma Nucera - i risparmi vanno “spalmati” sull’intero Paese e non fatti pesare sulle zone più periferiche e meno attrezzare della nazione”.
“La Calabria non può risolvere tutto. Nelle prossime settimane le Ferrovie della Calabria diventeranno totalmente regionali. Le gestiremo noi, per rilanciarle e per assicurare un servizio che il vecchio Ente gestore, il Ministero dei Trasporti, aveva deciso di abbandonare. Per questo – conclude Nucera – abbiamo il dovere di fare sentire forte la nostra voce ai tavoli romani, sia del Governo, che del Gruppo Fs, per impedire il definitivo isolamento della Calabria, e contrastare una deriva che sta fortemente condizionando anche ogni timido tentativo di sviluppo della nostra regione”.-
Reggio Calabria 6 novembre 2012
gn
Dichiarazione segretario questore Giovanni Nucera su centro Afa di BIanco
“Considero gravissimo ed inaccettabile che il centro terapeutico Afa - Reul di Bianco sia costretto a chiudere i battenti dopo tantissimi anni di attività a sostegno delle famiglie con persone del nucleo diversamente abili”.
Lo afferma il segretario-questore del Consiglio regionale, Giovanni Nucera.
“Dallo scorso 1 novembre - sottolinea Nucera – il centro ha infatti chiuso le proprie attività assistenziali con conseguenze nefaste rispetto alla continuità assistenziale di bambini che, invece, hanno necessità di avere cure ed assistenza continue, pena, altrimenti, la perdita di ogni effetto terapeutico. E’ necessario che questa situazione sia urgentemente valutata dagli organi di amministrazione dell’Asp con l’obiettivo di far riprendere da subito le attività di sostegno all’Afa di Bianco. Peraltro, le richieste accorate di tutte le famiglie interessate e della comunità del Medio Ionio reggino, che io condivido totalmente, dimostrano l’estremo disagio sociale derivante dalla chiusura della struttura, con l’aggravante che ci ritroveremo a fronteggiare una situazione insostenibile anche sotto l’aspetto della perdita di posti di lavoro. Un duplice danno, quindi – afferma Giovanni Nucera - che al più presto deve essere riparato rivedendo decisioni insopportabili e che ricadono sulle spalle su chi, finora, ha già pagato un prezzo altissimo alla propria qualità esistenziale, senza, da qualche giorno, ricevere sostegno e solidarietà da parte delle istituzioni pubbliche”.
fd
Dichiarazione del Vicepresidente Nicolò su precari sanità
“La Calabria e, soprattutto, l’utenza sanitaria, non possono fare a meno della professionalità e dell’impegno dei giovani precari – medici, paramedici e infermieri - che finora hanno contribuito in maniera determinante ad assicurare efficaci ed efficienti servizi sanitari ed ospedalieri in tutto il territorio della regione”.
Lo afferma il Vicepresidente del Consiglio regionale, Alessandro Nicolò.
“Il confronto romano del così detto ‘Tavolo Massicci’ – prosegue Nicolò – non potrà non tenere debitamente in conto quanto di positivo è finora emerso nelle strutture sanitarie calabresi, grazie anche all’operosità di centinaia di professionisti che con il loro impegno accanto al personale strutturato hanno contribuito al raggiungimento degli obiettivi, consentendo il soddisfacente svolgimento delle normali funzioni assistenziali. Un patrimonio culturale e professionale di cui non si può fare a meno, altrimenti c’è il forte rischio di dovere diminuire drasticamente l’erogazione di delicate prestazioni, aprendo così la strada all’emigrazione sanitaria che incide enormemente sul bilancio complessivo dei servizi alla salute. E’ con questo spirito – dice ancora Alessandro Nicolò – che la classe dirigente calabrese saprà dimostrare l’effettiva necessità della permanenza in servizio del personale sanitario così detto precario, altrimenti l’alternativa porterebbe a pesantissimi condizionamenti di inefficienza a carico del sistema sanitario pubblico della nostra regione. Spicca in questo quadro di precarietà – sottolinea Alessandro Nicolò – la posizione dei circa trenta medici reggini, un terzo dei quali sta svolgendo in maniera encomiabile servizio di pronto soccorso ai ‘Riuniti’, l’unico punto di assistenza di emergenza-urgenza dell’intera nostra provincia. Senza la loro prestazione si aprirebbero scenari davvero preoccupanti sulla capacità di intervento e di risposta del nostro principale presidio ospedaliero, con conseguenze facilmente intuibili, anche sotto il profilo dell’ordine pubblico e della sicurezza. Il PdL – conclude Alessandro Nicolò – ha già avviato una intensa attività politico-istituzionale con il sen. Tonio Gentile ed il capogruppo Gianpaolo Chiappetta per uno stralcio delle disposizioni sul turn over, con l’obiettivo di aprire concretamente la strada per la soluzione delle situazioni di precariato nella sanità. E’ nostra intenzione, infatti, costruire un percorso legislativo, che sarà reso noto nei prossimi giorni, oggetto di confronto anche con la minoranza consiliare per cancellare definitivamente i disagi che derivano da una situazione di precariato ormai storicamente cronicizzata che non serve a nessuno”.
Vicepresidente Nicolò su svincolo Bagnara Calabra
“Lo svincolo della A/3 di Bagnara Calabra deve essere ripristinato perché necessario allo sviluppo dell’intera area degli ex Piani della Corona e rappresenta l’unico accesso diretto per tutti i comuni preaspromontani che altrimenti si troverebbero ulteriormente isolati dalle principali vie di comunicazione”.
Lo afferma il Vicepresidente del Consiglio regionale, Alessandro Nicolò.
“Le recenti civili proteste da parte di amministratori e della popolazione interessata sono comprensibili e condivisibili, pertanto l’Anas ed il Governo devono farsi assolutamente carico di tale questione decidendo in tempi brevissimi la ricostruzione dello svincolo. Voglio ricordare – aggiunge Alessandro Nicolò – che quell’innesto con la A/3 rappresentò una straordinaria occasione per togliere dall’isolamento intere comunità, permettendo così un più efficace collegamento con più importanti infrastrutture civili e culturali, come le scuole e gli ospedali. Chiudere lo svincolo di Bagnara Calabra – sottolinea ancora Nicolò – è una scelta miope e riporta indietro, negli anni ’50, un sistema di mobilità che era finora servito a tenere in rete gruppi consistenti di popolazione altrimenti sacrificati, soprattutto nei periodi invernali, da condizioni di collegamento medievali. Per questo ritengo opportuno e necessario sostenere le ragioni di Bagnara Calabra e dei comuni limitrofi poiché, altrimenti, sarebbero ingiustamente condannati a pagare un tributo altissimo in termini di sviluppo sociale, civile ed economico, un sacrificio inaccettabile che può e deve essere evitato”.
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Imbalzano (Scopelliti Presidente) su precariato della sanità e sui Lea
“La ormai prossima riunione romana del ‘Tavolo Massicci’ assume un significato eccezionale per la sanità calabrese, fino ad oggi tenuta in piedi grazie anche al prezioso apporto degli oltre 1500 precari, tra medici e paramedici, il cui lavoro e la cui professionalità sono stati spesso determinanti per l’erogazione di servizi essenziali ed il funzionamento minimale di numerose unità operative delle Aziende Ospedaliere e Territoriali della nostra regione”.
E’ quanto afferma il consigliere Candeloro Imbalzano, Presidente della Commissione “Bilancio, Programmazione Economica ed Attività Produttive” del Consiglio regionale, nonché presentatore della Mozione n. 40850 del 24/09/2012, per la proroga di tutti i contratti in essere, discussa e votata all’unanimità dal Consiglio nella seduta dello scorso 9 Ottobre.
“In tutte le Province e particolarmente in quella reggina, si è creato un forte allarmismo ed una legittima preoccupazione, anche per alcune, comprensibili ma troppo frettolose, iniziative assunte in ‘autotutela’, laddove forse sarebbero stati necessari ulteriori approfondimenti, soprattutto per situazioni consolidate che con il precariato non hanno nulla a che vedere” - evidenzia Imbalzano.
“Emblematica - ma non è solo certo questa - è la vicenda dei 28 medici, tra cui ben 11 nel solo Pronto Soccorso Reggino, vincitori di un concorso bandito ai sensi del 2° comma dell’Art. 6 della L.R. 1/2009, per nulla inficiato dalla nota pronuncia n. 123/2011 della Suprema Corte, che si era abbattuta ‘solo’ sul comma 1 dello stesso articolo”, aggiunge il consigliere Imbalzano”.
“Mi chiedo, sottolinea Candeloro Imbalzano, come potrà il ‘Tavolo Massicci’ ignorare la difficile realtà di tutti gli Ospedali dell’intera provincia, ove si pensi che solo a Reggio operano 36 Medici a tempo determinato con contratto annuale e in scadenza, nonché 70 Infermieri assunti a tempo indeterminato con regolare concorso interno e che già svolgono servizio in parte dal 2009 ed in parte dal 2010”.
“Né certo diversa, ed in taluni veramente al limite della totale emergenza, è la situazione degli Ospedali di Locri, di Melito e della Piana, che, in assenza di un atto di vera responsabilità, rischia di compromettere i miglioramenti registrati in questi ultimi anni, sia pure in un quadro assai precario del ‘pianeta’ sanità”.
“Sono certo - conclude Candeloro Imbalzano - che il Presidente Scopelliti - che in queste settimane ha assunto tutte le iniziative necessarie per delineare un quadro sufficientemente chiaro delle diverse realtà territoriali - farà di tutto per convincere gli interlocutori romani, che la sanità calabrese non è solo equilibrio finanziario, pure importante, ma è soprattutto rispetto della dignità del malato e di quanti, medici e paramedici, si prodigano quotidianamente per assicurare livelli di assistenza degni di un Paese civile”.
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