CartaStraccia.News

“Carta Straccia”, nel nome la provocazione, nel contenuto la sostanza. Leggetelo. Non per abitudine, ma per scelta.

Editors Choice

3/recent/post-list

Corpo Forestale dello Stato, perquisizioni e sequestri: in due distinte operazioni, due denunce per uccellagione e furto venatorio.

Continuano senza sosta i controlli da parte del Corpo Forestale dello
Stato per il contrasto all'attività venatoria illegale. Perquisizioni
e sequestri: in due distinte operazioni, due denunce per uccellagione
e furto venatorio.

Nei giorni scorsi durante i consueti controlli del territorio
effettuati dai Comandi Stazione, coordinati dal Comando Provinciale
di Reggio Calabria, mirati principalmente alla prevenzione e
repressione dell'attività venatoria illegale, il personale ha
accertato diverse infrazioni riguardante la normativa sulla caccia e
maltrattamento di animali.

Il personale del Comando Stazione di Reggio Calabria, durante
l'ordinario controllo del territorio finalizzato alla prevenzione
generale, ha sorpreso in località "La sorgente", in agro del comune di
Reggio Calabria, una persona che esercitava l'uccellagione su specie
protette, attività venatoria illegale condotta con l'impiego di reti.
L'individuo aveva già catturato e deteneva in gabbia diciotto
cardellini, mentre altri due esemplari, chiusi in altrettante gabbie,
venivano utilizzati come richiami.
Gli agenti procedevano, quindi, ad identificare il soggetto, tale
V.P. di anni 56, residente in Reggio Calabria inoltre si procedeva
alla liberazione dei volatili di cui era in possesso ed al sequestro
dell'attrezzatura utilizzata per la cattura e la detenzione degli
uccelli. Il V.P. veniva condotto presso il Comando Stazione per essere
sottoposto ad ulteriori accertamenti di polizia, dai quali si evinceva
che lo stesso aveva dei precedenti penali sempre in tema di attività
venatoria illegale. In funzione di ciò, il personale operante
procedeva ad accurata ed approfondita perquisizione presso
l'abitazione del V.P., con il supporto di altre pattuglie, al fine di
rinvenire altri elementi utili all'attività d'indagine. Nel corso di
tale attività venivano rinvenuti un'altra rete di uccellagione e
relativi accessori e, all'interno di un garage nella disponibilità
dell'indagato, venivano repertate due gabbie, delle quali una di
notevoli dimensioni, che nel gergo degli uccellatori viene definita "u
gabbiuni" (il gabbione), ed una più piccola, entrambe occultate sotto
un telo di plastica. Il tutto veniva posto sotto sequestro penale e
messo a disposizione dell'autorità giudiziaria.
A seguito dell'attività svolta, al V.P. veniva contestato, in stato di
libertà, il reato di uccellagione con l'ausilio di mezzi illegali,
ovvero le reti, ed inoltre per avere catturato e detenuto fringillidi
in numero superiore a 5 (cinque). In considerazione, infine, della
circostanza che V.P. è risultato non essere titolare di licenza di
porto di fucile per l'esercizio venatorio, è stato ipotizzato a suo
carico il reato di furto venatorio ai danni della fauna selvatica
quale patrimonio indisponibile dello Stato, per come definito da
recenti pronunciamenti della Corte di Cassazione.
In una seconda operazione, effettuata in agro del comune di Motta San
Giovanni in località "Torrente S. Vincenzo", sempre il personale del
Comando Stazione di Reggio Calabria individuava un soggetto, tale C.R.
di anni 54 residente a Motta San Giovanni, intento ad esercitare
uccellagione con la rete, utilizzando, nel contempo due richiami
elettroacustici costituiti da due lettori mp3 riproducenti il verso
dei cardellini. Sul posto venivano rinvenute e sequestrate due grandi
gabbie contenenti cinquanta cardellini appena catturati ed una gabbia
più piccola che conteneva un cardellino utilizzato come richiamo vivo.
Anche in questo caso i cardellini venivano liberati immediatamente sul
posto, in quanto risultati perfettamente in grado di volare.
A seguito di ciò, anche il C.R. veniva denunciato alla competente
Autorità Giudiziaria, in stato di libertà, per uccellagione su specie
protetta e per il reato di furto venatorio.
In entrambi i casi denunciati, l'avifauna protetta sequestrata era
sicuramente destinata al fiorente mercato clandestino che ogni anno
porta nelle tasche dei bracconieri ingenti quantità di denaro
illecito.
E' Intensa l'attività di controllo del Corpo Forestale dello Stato per
contrastare l'esercizio illegale della caccia ed il maltrattamento di
animali. Per il raggiungimento di una efficace azione di contrasto in
questi settori come in altri, risulta determinante anche il contributo
dei cittadini che, attraverso il numero di pronto intervento 1515 del
Corpo forestale dello Stato, possono segnalare comportamenti illegali
attivando, mediante la Centrale Operativa Regionale, i Comandi
Stazioni dislocati in modo capillare su tutto il territorio
provinciale.

Foto allegata: parte del materiale posto sotto sequestro.

Posta un commento

2 Commenti

  1. Complimenti ai colleghi della Forestale di Reggio Calabria.

    RispondiElimina
  2. Complimenti ai colleghi della Stazione di Reggio Calabria.

    RispondiElimina

Trovaci su Google