SICILIA: PD E UDC ESULTANO, ALFANO INCASSA IL COLPO MA RILANCIA CON PRIMARIE/IL PUNTO
BERSANI, COSE DA PAZZI, ABBIAMO VINTO - SEGRETARIO PDL, MODERATI
DIVISI Palermo, 29 ottobre 2012 - Rosario Crocetta si aggiudica la
vittoria in Sicilia in un'elezione dal forte impatto nazionale, che
segna anche un'astensione record e l'affermazione del Movimento cique
stelle come il partito piu' votato. Esultano Pd e Udc per l'asse che
si e' affermato nell'Isola, anche se Pier Luigi Bersani e Pier
Ferdinando Casini ne traggono motivo per scambiarsi colpi di fioretto
sul piano delle alleanze in vista delle politiche.
Sul fronte Pdl il risultato di Nello Musumeci viene addebitato
dal segretario Angelino Alfano in gran parte all'operazione "riuscita"
di dividere il centrodestra, anche se il 25% dei consensi e'
"straordinariamente positivo". Alfano comunque, va avanti: primarie
del Pdl il 16 novembre, e lui sara' candidato premier.
"Vi do una bella notizia per riscaldarvi: abbiamo vinto in
Sicilia, cose da pazzi". E' il commento entustiastico del segretario
Pd Pier Luigi Bersani, che vede in questo risultato "la possibilita'
di un cambiamento vero", ha aggiunto il leader democratico" visto che
"e' la prima volta dal dopoguerra che c'e' la possibilita' di una
svolta vera in Sicilia". Preoccupa l'astensionismo, "ma i dati che
vengono fuori dimostrano che c'e' certamente la forza della nostra
proposta di cambiamento e delle nostre candidature".
CASINI AL SEGRETARIO PD, RAPPORTO TRA MODERATI E PROGRESSISTI INELUDIBILE - A stretto giro arriva la riflessione di Pier Ferdinando Casini: "Se fossi in lui -dice il leader Udc riferendosi a Bersani- qualche somma la tirerei e vorrei dirgli che non e' piu' tempo di sommatorie, che non danno sempre buoni risultati ma a volte danno risultati pessimi e indeboloscono". Per Casini "la Sicilia ha sempre anticipato le scelte delle politiche nazionali" e i risultati ottenuti oggi "mostrano che l'unico antidoto valido all'antipolitica e' il rapporto tra progressisti e moderati, ineludibile". Un'alleanza "che mette al bando estremismi e populismi come quelli di Idv e Sel". L'ex presidente della Camera trova anche il modo per lanciare un segnale ai moderati del Pdl: "Alfano -afferma- non e' un mio alleato politico, ma voglio dire che l'accanimento contro di lui in queste ore e' qualcosa di vergognoso. Solo una persona troppo perbene puo' accettare questo trattamento. E' una cosa indecente indicarlo come capro espiatorio di problemi che non sono certo generati da lui". Quanto all'ipotesi di una possibile alleanze con Micciche', "non vogliamo anticipare scelte che saranno di Crocetta - taglia corto Casini - non e' da Roma che possiamo decidere quello che si fa in Sicilia". "Se i toni sono quelli di Berlusconi, ogni ipotesi di un'alleanza" con il Pdl "appare ridicola". Un si' convinto all'alleanza progressisti-moderati viene dal leader del Psi Riccardo Nencini che dice: "Casini dovrei denunciarlo per plagio, sono tre anni che parlo di un'alleanza" di quel tipo.
ALFANO, IL 16 DICEMBRE LE PRIMARIE - MONTI? PER NOI VA AVANTI - Tutt'altra partita si gioca nel Pdl, dove il voto siciliano era 'letto' come un test di sopravvivenza per il segretario Angelino Alfano. Lui incassa il colpo di una mancata affermazione di Musumeci, ma rilancia con le primarie. Il voto in Sicilia ha dimostrato che ''l'operazione'' di dividere il centrodestra ''e' riuscita perfettamente'' e Il centrodestra diviso ''ha fatto vincere il candidato del partito democratico'', e' la riflessione del segretario nella conferenza stampa in via dell'Umilta'. Un risultato "straordinariamente positivo", alle condizioni date e' la prova che il centrodestra c'e' ed e' potenzialmente vincente", ma "bisogna unificare l'area alternativa alla sinistra e parlare a quell'elettorato che anche in Sicilia ha deciso di non andare a votare". Un'analisi, precisa, che Silvio Berlusconi condivide. Per Afano e' anche l'occasione per un rilancio dell'iniziativa politica: "Il 16 dicembre sono confermate le primarie e io mi candidero'", annuncia, specificando che il 7 novembre ci saranno le regole e il 16 novembre. dovranno essere presentate le candidature". Niente dimissioni, dunque. Non elude le questioni legate al rapporto del partito con il governo Monti, dopo le cannonate di Silvio Berlusconi: "Sul governo Monti e' stato fatto un can can mediatico superiore a quanto accaduto. Noi non abbiamo mai detto, parlando del governo tecnico, che tutto va bene, madama la marchesa... E chi vuole rappresentare un partito diviso tra montiani e antimontiani con Berlusconi a capo dei primi sbaglia. E' una rappresentazione surreale e a tratti comica...". Comunque, "per quanto ci riguarda, il governo Monti va avanti".
BONDI CONTRO LE PRIMARIE - MELONI CHIEDE DIMISSIONI DEI DIRIGENTI - Nel Pdl, pero', la tensione non cala. Il vice presidente dei deputati Massimo Corsaro sostiene che "i dati odierni confermano, ove ce ne fosse ancora bisogno, che l'appoggio al governo tecnico si e' rivelato disastroso per le famiglie, le imprese e il Pdl". Corsaro chiede il "mea culpa" da parte degli "acritici sostenitori delle larghe intese che ci hanno portati allo schianto e, a scanso di equivoci, chiedo di tacere ai vigliacchi che oggi provano a scaricare su Alfano la responsabilita' di scelte che il segretario e' stato indotto ad assumere da una minoranza di notabili". Va alla carica l'ex ministro della Gioventu', Giorgia Meloni: "Oggi -afferma- dichiariamo ufficialmente morto il partito di plastica" e chiede ad Alfano di dichiarare "finito il collaudo e costruire un nuovo Pdl". Allo scopo di rafforzare l'azione del segretario, Meloni chiede "a tutti coloro che ricoprono incarichi di responsabilita' di rimettere il mandato nelle sue mani per consentirgli di rifare il partito daccapo". Ma un primo 'niet' viene dal coordinatore Sandro Bondi, che ribadisce di concordare con l'analisi espressa da Berlusconi sulla situazione e sulle "conseguenze negative dell'azione del governo Monti" e aggiunge: "Ho il dovere anch'io, per la storia che ho avuto prima in Forza Italia e poi nel Pdl di esprimere con franchezza le mie opinioni personali: in primo luogo le primarie non sono la panacea ne' dei problemi del centrodestra ne' della crisi drammatica in cui versa l'Italia, di cui la condizione della Sicilia e' uno degli aspetti piu' visibili e piu' gravi".
CASINI AL SEGRETARIO PD, RAPPORTO TRA MODERATI E PROGRESSISTI INELUDIBILE - A stretto giro arriva la riflessione di Pier Ferdinando Casini: "Se fossi in lui -dice il leader Udc riferendosi a Bersani- qualche somma la tirerei e vorrei dirgli che non e' piu' tempo di sommatorie, che non danno sempre buoni risultati ma a volte danno risultati pessimi e indeboloscono". Per Casini "la Sicilia ha sempre anticipato le scelte delle politiche nazionali" e i risultati ottenuti oggi "mostrano che l'unico antidoto valido all'antipolitica e' il rapporto tra progressisti e moderati, ineludibile". Un'alleanza "che mette al bando estremismi e populismi come quelli di Idv e Sel". L'ex presidente della Camera trova anche il modo per lanciare un segnale ai moderati del Pdl: "Alfano -afferma- non e' un mio alleato politico, ma voglio dire che l'accanimento contro di lui in queste ore e' qualcosa di vergognoso. Solo una persona troppo perbene puo' accettare questo trattamento. E' una cosa indecente indicarlo come capro espiatorio di problemi che non sono certo generati da lui". Quanto all'ipotesi di una possibile alleanze con Micciche', "non vogliamo anticipare scelte che saranno di Crocetta - taglia corto Casini - non e' da Roma che possiamo decidere quello che si fa in Sicilia". "Se i toni sono quelli di Berlusconi, ogni ipotesi di un'alleanza" con il Pdl "appare ridicola". Un si' convinto all'alleanza progressisti-moderati viene dal leader del Psi Riccardo Nencini che dice: "Casini dovrei denunciarlo per plagio, sono tre anni che parlo di un'alleanza" di quel tipo.
ALFANO, IL 16 DICEMBRE LE PRIMARIE - MONTI? PER NOI VA AVANTI - Tutt'altra partita si gioca nel Pdl, dove il voto siciliano era 'letto' come un test di sopravvivenza per il segretario Angelino Alfano. Lui incassa il colpo di una mancata affermazione di Musumeci, ma rilancia con le primarie. Il voto in Sicilia ha dimostrato che ''l'operazione'' di dividere il centrodestra ''e' riuscita perfettamente'' e Il centrodestra diviso ''ha fatto vincere il candidato del partito democratico'', e' la riflessione del segretario nella conferenza stampa in via dell'Umilta'. Un risultato "straordinariamente positivo", alle condizioni date e' la prova che il centrodestra c'e' ed e' potenzialmente vincente", ma "bisogna unificare l'area alternativa alla sinistra e parlare a quell'elettorato che anche in Sicilia ha deciso di non andare a votare". Un'analisi, precisa, che Silvio Berlusconi condivide. Per Afano e' anche l'occasione per un rilancio dell'iniziativa politica: "Il 16 dicembre sono confermate le primarie e io mi candidero'", annuncia, specificando che il 7 novembre ci saranno le regole e il 16 novembre. dovranno essere presentate le candidature". Niente dimissioni, dunque. Non elude le questioni legate al rapporto del partito con il governo Monti, dopo le cannonate di Silvio Berlusconi: "Sul governo Monti e' stato fatto un can can mediatico superiore a quanto accaduto. Noi non abbiamo mai detto, parlando del governo tecnico, che tutto va bene, madama la marchesa... E chi vuole rappresentare un partito diviso tra montiani e antimontiani con Berlusconi a capo dei primi sbaglia. E' una rappresentazione surreale e a tratti comica...". Comunque, "per quanto ci riguarda, il governo Monti va avanti".
BONDI CONTRO LE PRIMARIE - MELONI CHIEDE DIMISSIONI DEI DIRIGENTI - Nel Pdl, pero', la tensione non cala. Il vice presidente dei deputati Massimo Corsaro sostiene che "i dati odierni confermano, ove ce ne fosse ancora bisogno, che l'appoggio al governo tecnico si e' rivelato disastroso per le famiglie, le imprese e il Pdl". Corsaro chiede il "mea culpa" da parte degli "acritici sostenitori delle larghe intese che ci hanno portati allo schianto e, a scanso di equivoci, chiedo di tacere ai vigliacchi che oggi provano a scaricare su Alfano la responsabilita' di scelte che il segretario e' stato indotto ad assumere da una minoranza di notabili". Va alla carica l'ex ministro della Gioventu', Giorgia Meloni: "Oggi -afferma- dichiariamo ufficialmente morto il partito di plastica" e chiede ad Alfano di dichiarare "finito il collaudo e costruire un nuovo Pdl". Allo scopo di rafforzare l'azione del segretario, Meloni chiede "a tutti coloro che ricoprono incarichi di responsabilita' di rimettere il mandato nelle sue mani per consentirgli di rifare il partito daccapo". Ma un primo 'niet' viene dal coordinatore Sandro Bondi, che ribadisce di concordare con l'analisi espressa da Berlusconi sulla situazione e sulle "conseguenze negative dell'azione del governo Monti" e aggiunge: "Ho il dovere anch'io, per la storia che ho avuto prima in Forza Italia e poi nel Pdl di esprimere con franchezza le mie opinioni personali: in primo luogo le primarie non sono la panacea ne' dei problemi del centrodestra ne' della crisi drammatica in cui versa l'Italia, di cui la condizione della Sicilia e' uno degli aspetti piu' visibili e piu' gravi".

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