IL GIORNALE - ED. MILANO pag. 1 · 16-06-2019
ASSOEDILIZIA: "DECINE DI EDIFICI A RISCHIO ESPROPRIO" di Marta Bravi
Assoedilizia: «Decine di edifici a rischio esproprio»
«Illegittima la norma
che obbliga a demolire»
L'allarme di Assoedilizia: Comune padrone
impone abbattimento ed "espropria" i titolari
Il Pgt prevede l'obbligo di abbattimento dei palazzi degradati
Marta Bravi
E Assoedilizia si prepara a dare battaglia al Comune a colpi
di ricorsi al Tribunale amministrativo.
Nel mirino dell' Associazione
milanese della proprietà
edilizia il Piano di governo del territorio, che prevede per il Comune la possibilità di
demolizione o di "esproprio" di edifici abbandonati o degradati.
Si tratta dell'articolo 11, del piano delle regole, una norma che già aveva suscitato scalpore
quando era comparsa nel
Regolamento edilizio, e che ora è rientrata nel Pgt in via di revisione. Il nuovo Pgt è stato
adottato con delibera del 4 marzo, 15 maggio; ora è il tempo delle osservazioni (il termine ultimo per presentarle è il 15 luglio) dopodichè verrà discusso, emendato in consiglio e approvato. Un iter lungo e complicato che durerà
diversi mesi. Ma come l'articolo 12 del Regolamento edilizio
era da considerarsi illegittimo, lo è allo stesso modo ora anche
se inserito nel Piano di governo del territorio. In sostanza prevede l'obbligo per i proprietari
di edifici degradati, cioè
«che comportano pericolo per la salute e la sicurezza urbana o situazioni di degrado ambientale e sociale» di recuperarli pena
la demolizione. «Agli edifici abbandonati e dismessi, così
come individuati, (in futuro) anche da determina
dirigenziale, recita l'articolo è
data facoltà di presentare proposta
di piano attuativo o idoneo titolo abilitativo finalizzato al recupero dell'immobile; i
lavori dovranno essere avviati entro 18 mesi dalla loro prima
individuazione. In alternativa è fatto obbligo di procedere
con la demolizione del manufatto: in caso di demolizione dell'edificio esistente su iniziativa
della proprietà è riconosciuta
integralmente la SL esistente. In caso di mancata demolizione
da parte della proprietà,
l'amministrazione si riserva il potere sostitutivo finalizzato
alla demolizione
dell'edificio».
Non solo il Comune si riserva di decidere sulla necessità di demolire o meno l'edificio
abbandonato da 2 anni, ma il proprietario è tenuto anche a sostenere il costi dell'abbattimento.
Peccato che l'articolo sia illeggittimo: nessuna legge regionale
o nazionale lo prevede.
Questo articolo, che non è sostenuto da leggi, stride con il diritto di proprietà e impone
azioni minacciando sanzioni, come la perdita del diritto volumetrico.
«In altri termini si tratta
di una disciplina che comprime il diritto di proprietà, avendo
contenuti di tipo espropriativo
spiega il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici-.
La norma, però, non rientra, sulla base non solo delle nostre leggi, ma anche dei principi
dettati dalle normative
dell'Unione Europea, nella competenza del Comune.
Non solo, così l'amministrazione
si erge a giudice univoco,
stilando la lista degli edifici abbandonati,
che comunichera' poi a
Questura e Prefettura, senza doverla nemmeno comunicare ai proprietari degli stessi edifici.
Così è arbitrario anche il
concetto di «degrado ambientale sociale o disagio per il decoro
e la sicurezza urbana» che non viene in alcun modo declinato.
«In due articoli, questo e
quello sulla certificazione di idoneità statica degli immobili traspare la chiara volontà
dell'amministrazione di mettere sotto pressione la proprietà privata» la conclusione di Colombo
Clerici. Enorme l'impatto
che la norma ha sul mercato immobiliare che viene paralizzato
per l'incertezza appunto
delle mosse del Comune che a sua discrezione, può decidere se un palazzo merita di essere
demolito . Non solo, «qui si preme sul piano economico degli
imprenditori, in piena crisi».
Marta Bravi

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