Bruciata viva.
Il mio sorriso spento. Sbattuta e bruciata viva dentro una macchina percorro la strada dell'orrore. La luce del fuoco che mi avvolge mi fa sprofondare nel buio più profondo. È un viaggio della disperazione, non so cosa mi aspetta.
Sono solo una donna.
Indifesa nelle mani di un bruto, di un mostro senza cuore e senza anima che oramai mi terrorizza.
Lo scenario è di quello da film dell'orrore. Surreale. Brutto. Da paura. Io piango, ma le mie lacrime non commuovono nessuno. È solo un singhiozzare nel buio della notte della mia vita da donna. Sono solo una mamma.
Nessun ripensamento, nessuna considerazione da un uomo proteso solo verso un desiderio possessivo perverso con una violenza bestiale e inumana. Senza pietà.
La sua cattiveria mi inorridisce, mi spaventa, mi terrorizza. Un incubo.
Le mie urla rimangono inascoltate. Sono sola e indifesa in balia di un mostro. Il suo puzzo e il suo sudore sporcano la mia innocenza. È un putrido, appiccicaticcio. Un verme strisciante e ansimante.
La paura è più forte del dolore. È terrore.
Tutta la mia vita è lì strappata dalla violenza e dall'egoismo di un uomo, se questo è un uomo, a rappresentare quel barlume di coscienza umana che rimane.
Strappata, lacerata, bruciata, bagnata solo dal mio pianto irrefrenabile. Con esso cerco di ricoprire il mio corpo bruciato, usato, usurpato.
La bestia rabbiosa sevizia il mio corpo, ma non la mia anima di donna che nonostante tutto vuole vivere.
La paura. La disperazione. E lui rimane indifferente.
Non c'è limite all'egoismo di un uomo e all'avidità di chi vuole solo possedere senza condividere. So solo che non doveva andar così.
Luigi Palamara
Dedicata a Maria Antonietta Rositani

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