OPERAZIONE “SAGGIO COMPAGNO”
1.
L’operazione
“SAGGIO COMPAGNO” è stata così denominata in quanto trae
origine dall’appellativo con cui il principale indagato, LADINI Giuseppe, si rivolgeva al suo più fidato sodale, TIGANI
Leonardo.
L’indagine è stata avviata nel novembre
2013 dalla Compagnia Carabinieri di Taurianova, sulla base di alcuni sviluppi dell’operazione “Vittorio Veneto” (conclusa nell’estate dello stesso anno), che già
a suo tempo aveva permesso di trarre in arresto in Cinquefrondi 8 persone
responsabili di associazione a delinquere finalizzata al traffico di
stupefacenti e violazioni in materia di armi.
Tra questi
figurava infatti anche IERANÒ Rocco Francesco cl. ‘72, personaggio di indiscussa
valenza nell’ambito della ‘ndrangheta
cinquefrondese (cui era attribuita la carica
del “Vangelo”), che dopo aver inizialmente tentato invano di sottrarsi alla cattura
nell’estate 2013, aveva poi intrapreso anche un percorso di collaborazione con
la giustizia.
2.
L’attività investigativa ha quindi consentito di:
— ricostruire e
disarticolare la composizione (anche nella sua evoluzione a seguito della
menzionata operazione di p.g.) della “locale”
di Cinquefrondi, che storicamente imperversa nell’omonimo centro ed in quello
limitrofo di Anoia (RC);
— riscontrare
le attività illecite del sodalizio che, dopo l’arresto di IERANÒ, faceva capo a
LADINI Giuseppe cl. ’78, già noto per i suoi precedenti penali e di polizia
per associazione a delinquere di tipo mafioso, associazione a delinquere
finalizzata al traffico di stupefacenti, ricettazione e riciclaggio.
3.
Primi riscontri della presente indagine erano già stati, tra
marzo ed aprile 2014:
— l’arresto di
complessive 8 persone (BRUZZESE
Antonella cl. ’82, moglie di LADINI Giuseppe, BRUZZESE Lorenzo cl. ‘82, PAPALUCA
Emanuele cl. ’91, TIGANI Leonardo
cl. ‘83, RACO Antonio cl. ’86 e VALERIOTI Antonio cl. ’64), a carico
delle quali erano già emersi evidenti responsabilità in merito al traffico di
armi: tra questi vi erano infatti anche lo stesso LADINI Giuseppe, che aveva manifestato la propria intenzione di
rendersi irreperibile per il sospetto di essere monitorato dalle Forze di
Polizia, oltre che CREA Ettore cl. ‘72,
personaggio contiguo all’omonima cosca di ‘ndrangheta
operante a Rizziconi, che è stato trovato in possesso di un fucile
mitragliatore di provenienza illecita acquistato da LADINI Giuseppe;
— il sequestro di
numerose armi e munizioni da guerra e comuni, oltre che di un chilogrammo di
cocaina, rinvenuti in un rudere abbandonato prospiciente all’abitazione di
LADINI Giuseppe, che quest’ultimo, unitamente ai suoi sodali, utilizzava come
deposito per tutto il materiale smerciato nel corso delle sue contrattazione
illecite.
4.
Le
articolate attività tecniche compiute prima, durante e dopo i predetti arresti,
unite poi agli innumerevoli riscontri eseguiti sul territorio ed agli
approfondimenti investigativi del caso, hanno poi permesso di accertare che LADINI Giuseppe, benché sottoposto a
detenzione domiciliare anche per reati in materia di criminalità organizzata, avvalendosi
innanzitutto della stretta collaborazione morale e materiale di tutto il suo
nucleo familiare, ed in particolare della moglie BRUZZESE Antonella e del
figlio minore:
—
aveva
costituito di fatto e stava consolidando a Cinquefrondi (RC) una nuova
articolazione della ‘ndrangheta sotto
la sua guida, cui facevano capo gli appartenenti alle preesistenti cosche
“LADINI”, “PETULLÀ” e “FORIGLIO”;
—
intratteneva
presso la propria abitazione, con evidente disinvoltura e padronanza, tutta una
serie di rapporti con numerosi pregiudicati, facenti capo non solo al contesto
delinquenziale di Cinquefrondi, ma anche ad altre aree della Province di Reggio
Calabria e Vibo Valentia, dando quindi prova della sua caratura criminale e
dell’importanza del sodalizio che faceva capo alla sua persona;
—
nell’ambito
di tali rapporti, avvalendosi della forza di
intimidazione derivante dal vincolo associativo, esercitava un vero e proprio
controllo del territorio, sfruttando le risorse economiche della zona mediante
il compimento di una serie
indeterminata di delitti in materia di armi e stupefacenti,
contro il patrimonio, la vita e l’incolumità individuale, con riferimento anche
al settore degli appalti boschivi.
5.
A conclusione della predetta attività, alla prime luci
dell’alba di oggi, in questa Provincia ed in quelle di Roma, Verbania e Vibo Valentia, i Carabinieri del
Comando Provinciale CC di Reggio Calabria, con l’ausilio di personale dello
Squadrone Eliportato Cacciatori, hanno quindi dato esecuzione ad un decreto di
fermo di indiziato di delitto emesso dalla Direzione Distrettuale Antimafia di
Reggio Calabria, nell’ambito del quale sono state:
— tratte in arresto 36 persone ritenute
responsabili,
a vario titolo, di associazione per delinquere di tipo mafioso, porto e
detenzione di armi da guerra e comuni da sparo, ricettazione, rivelazione ed
utilizzazione di segreti d’ufficio, favoreggiamento personale, traffico
e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti o psicotrope, estorsione, furto,
spendita e introduzione nello Stato, previo concerto, di monete falsificate,
danneggiamento seguito da incendio, tutti aggravati dal metodo mafioso (TRIPODI
Costantino
cl. ‘45, già capo della locale di
Cinquefrondi, IERACE Michele cl. ’58, PETULLÀ Antonio cl. ‘49, NAPOLI Antonio cl.
‘57, NAPOLI Saverio cl. ’64, IANNIZZI Rocco cl. ‘71, ZANGARI Vincenzo cl. ‘73, IERACE Orazio cl. ‘78, IERACE Michele cl. ’91, BRUZZESE Raffaele cl. ‘52, LADINI Domenico cl. ‘55, FONTI Renato cl. ‘64, IERACE Fabio cl.
‘68, PRIMERANO Girolamo cl. ‘74,
MIGLIACCIO Gaetano cl. ‘77, PORCARO Fabio cl. ‘76, MONTELEONE
Maurizio cl. ‘74, PETULLÀ
Rocco cl. ‘66, PETULLÀ Angelo cl.
‘89, PETULLÀ Raffaele cl. ‘92, BRUZZESE Maria Polsina cl. ‘93, FORIGLIO Saverio cl. ‘63, FORIGLIO Rocco cl. ‘95, CUTURELLO Salvatore cl. ‘70, GIORGI Attilio cl. ‘84, GIORGI Francesco cl. ‘75, IANNONE
Renato cl. ‘70, LAMARI Nicodemo cl.
‘58, LONGORDO Francesco cl. ‘79,
NAPOLI Saverio cl. ‘85, PAPALUCA Fabio cl. ‘86, PRONESTÌ Maurizio cl. ‘75, VARACALLI Rocco cl. ‘87, VIGLIANTE
Giuseppe cl. ‘86, VOMERA Michele cl.
‘91, ZAITA Pasquale cl. ‘91;
— deferire
ulteriori 41 persone, in
stato di libertà o comunque già detenute a seguito delle pregresse risultanze
investigative;
— sono stati sottoposti a sequestro un’impresa
di rifornimento carburanti, un ristorante, otto beni immobili, tra terreni e
fabbricati, ventuno tra conti correnti e rapporti bancari ed una quota
societaria, relativa ad un’azienda di trasporti, riconducibili ad alcuni degli
indagati per un valore stimato di oltre cinquecento mila euro;
— effettuate ulteriori 10 perquisizioni
domiciliari nei confronti di altrettanti indagati nel medesimo procedimento.
Nella
circostanza sono state rinvenute e sottoposte a sequestro 3 pistole, 2 fucili e
218 cartucce di vari calibri.


































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