Nel corso della mattinata
odierna, il Ministro dell’Interno, On. Angelino Alfano, ha presieduto, nella
“Sala Conferenze” di Palazzo Viminale, alla presentazione del rapporto annuale della Direzione
Investigativa Antimafia da parte del Direttore
della D.I.A., Nunzio Antonio Ferla,
tenutasi alla presenza delle massime Autorità politiche, giurisdizionali e
militari.
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Nella circostanza, il Ministro ha manifestato il proprio plauso per l’operato svolto dalla
D.I.A. nell’arco dell’ultimo anno, esaltando
il valore di una struttura in cui
l’integrazione tra le varie Forze di polizia costituisce il valore aggiunto
delle attività condotte a contrasto di tutte le mafie.
Analoghe considerazioni sono
state espresse dal Vice Capo della Polizia, Prefetto Matteo
Piantedosi, dal Procuratore Nazionale
Antimafia e Antiterrorismo, Dott. Franco Roberti, e dal Presidente della Commissione Parlamentare
Antimafia, On. Rosy Bindi, che, intervenendo nel corso della cerimonia,
hanno inoltre ribadito il ruolo di
centralità della D.I.A. nella lotta alla criminalità organizzata.
PRESENTAZIONE DEL RAPPORTO ANNUALE DELLA D.I.A.:
IL MINISTRO DELL’INTERNO EVIDENZIA LA BONTÀ DELL’ATTUALE MODELLO
ORGANIZZATIVO ANTIMAFIA.
Il Ministro dell’Interno, On. Angelino Alfano, e il Direttore della D.I.A., Nunzio Antonio
Ferla, in occasione della presentazione del “rapporto annuale”, hanno richiamato la bontà del “modello organizzativo antimafia”, voluto
dal Legislatore del ’92, attraverso la creazione, sul fronte investigativo,
della D.I.A., su quello politico – amministrativo, del Consiglio Generale e su
quello giudiziario, della D.N.A..
Un’architettura basata sul
principio fondamentale della “circolarità delle informazioni”. Un
modello complesso, certamente attuale, indispensabile per affrontare un nemico
così potente e mutante come la mafia in tutte le sue declinazioni.
PRESENTAZIONE DEL RAPPORTO ANNUALE DELLA D.I.A.:
IL DIRETTORE DELLA D.I.A. TRACCIA I PROFILI EVOLUTIVI DELLE MAFIE.
Il Direttore della D.I.A., Nunzio
Antonio Ferla, ha delineato i profili
evolutivi delle mafie, fornendo, al contempo, una chiave interpretativa dei
processi criminali in atto i cui effetti si riverberano nel tessuto sociale,
economico e produttivo del Paese. La lettura attuale dei fenomeni dimostra come
sempre più le mafie tradizionali, pur mantenendo ciascuna caratteristiche
endogene ben precise e perdurando in una serie di costanti “patologiche”,
privilegino la corruzione alla violenza, scegliendo una strategia di
sommersione.
Oltre alla capacità di
accumulare capitali, poi, viene sempre più in evidenza la capacità di reperire
e impiegare “capitale sociale” ovvero di manipolare e utilizzare relazioni
sociali, combinando legami forti (che assicurano lealtà e senso di
appartenenza) con legami flessibili e aperti verso soggetti esterni all’organizzazione
mafiosa e appartenenti al mondo politico, imprenditoriale e istituzionale,
garantendo così ai clan un ampio ed eterogeneo serbatoio di risorse
relazionali.
Le analisi svolte dalla
Direzione Investigativa Antimafia fanno rilevare come le organizzazioni criminali, che manifestano
sempre più una forza espansiva che travalica i confini nazionali, siano
straordinariamente abili ad adattarsi ai vari ambiti territoriali e sociali, sfruttando tutte le opportunità offerte
dalle differenti discipline legislative preferendo Stati non cooperativi in cui
le “maglie larghe” dei sistemi
normativi agevolano le attività di penetrazione e di reinvestimento.
PRESENTAZIONE DEL RAPPORTO ANNUALE DELLA D.I.A.:
APPALTI PUBBLICI. ESEGUITI CIRCA 5.000 MONITORAGGI AD IMPRESE E
ACCERTAMENTI SU OLTRE 40.000 SOGGETTI
Nel settore
del controllo degli appalti pubblici la D.I.A. ha effettuato 4.997
monitoraggi nei confronti di altrettante imprese ed eseguiti accertamenti
di oltre 40.289 persone fisiche ad
esse collegate.
Inoltre, dei 139 accessi ai cantieri operati, si è
proceduto al controllo di 4.408 soggetti,
1.243 imprese e 2.623 mezzi.
La direttrice seguita nel
presente anno è stata quella di potenziare l’azione di prevenzione in senso
stretto, facendo tesoro della positiva esperienza maturata per EXPO 2015.
Nello specifico, tracciando un
bilancio dell’evento, il Direttore della
D.I.A. ha precisato che le 5.216
istanze di accertamento, pervenute complessivamente dalla Prefettura di
Milano, sono state tutte evase, comportando
uno screening
informativo su 6.566 imprese e 75.535
persone fisiche.
I controlli di pertinenza della
D.I.A. e del Gruppo Interforze si sono esplicati in un totale di 111 accesi ai cantieri, che hanno
portato al controllo “in loco” di 1.065
imprese, 3.470 persone e 1.557 mezzi. Le imprese verificate sono state 8.759.
Tale attività ispettiva si è
conclusa con l’emanazione di 133 misure
interdittive antimafia da parte della Prefettura
di Milano.
Roma,
15 dicembre 2015

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