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Napoli. Conclusa la seduta del Consiglio

Approvata una mozione sul dissesto idrogeologico e concluso il dibattito sulla riforma del Regolamento, il Consiglio ha aggiornato i propri lavori ad una prossima seduta

 

Il Consiglio comunale ha proseguito i propri lavori con l'esame della mozione presentata dal gruppo del Nuovo Centro Destra ed illustrata dal consigliere Palmieri. Il documento, già approvato dai Consigli comunali di Milano e Roma, riprende un'analoga mozione dell'Assise cittadina di Genova in materia di contrasto al dissesto idrogeologico, e richiede l'impegno al Sindaco e all'Assessore competente di farsi promotori presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti al fine di ottenere, in sede di approvazione della legge di stabilità, la totale esclusione dai vincoli del patto dei fondi relativi diretti a prevenire dissesti idrogeologici.

Nel corso del successivo dibattito sono intervenuti il consigliere Antonio Borriello (PD) e l'Assessore all'Ambiente Sodano. Quest'ultimo ha detto di condividere i contenuti della mozione facendo appello anche ad una maggiore attenzione ai temi della sicurezza abitativa e degli edifici scolastici. La mozione è stata approvata a maggioranza con l'astensione del consigliere Rinaldi (Sinistra in Movimento).

Il successivo punto, la deliberazione d'iniziativa consiliare sulla revoca del vigente regolamento del Consiglio e di approvazione di nuove regole sul funzionamento del Consiglio comunale, è stata preceduta dalla discussione sulla questione pregiudiziale presentata ai sensi dell'art. 41 del Regolamento interno dai consiglieri Molisso e Iannello, che ne ha illustrato i contenuti. La pregiudiziale proponeva di sospendere l'esame della delibera in discussione in quanto potenzialmente in contrasto su alcuni punti con lo Statuto, demandando alla competente commissione consiliare il compito di rendere compatibile il nuovo regolamento interno con le norme statutarie. Il Presidente Pasquino ha informato che la discussione sul punto era già stata svolta nella Conferenza dei Capigruppo con l'impegno di incardinare la discussione e poi sospendere i lavori del Consiglio per discutere le modifiche necessarie a rendere compatibili il regolamento e lo Statuto.

Sulla questione pregiudiziale è intervenuto il consigliere Gennaro Esposito per pronunciarsi in senso contrario e ricordare come i motivi di contrasto tra Regolamento e Statuto, e in particolare i punti riguardanti i gruppi e la salvaguardia di diritti quesiti, fossero già stati approfonditi nella competente commissione consiliare. Sono poi intervenuti sull'ordine dei lavori i consiglieri Fiola e Antonio Borriello del PD, Santoro di NCD, Molisso di RD sulla necessità di intervenire con le dovute modifiche allo Statuto prima di affrontare l'approvazione del Regolamento. Il consigliere Attanasio (Gruppo misto – Federazione dei Verdi), sempre sull'ordine dei lavori, ha chiesto che l'Aula non rinvii ulteriormente la necessaria modifica del Regolamento, Moretto, Zimbaldi (Gruppo misto), Crocetta. La pregiudiziale è stata quindi respinta a maggioranza, mentre la proposta di sospensione dei lavori dopo il dibattito per un esame degli emendamenti è stata approvata a maggioranza con l'astensione del consigliere Russo (Sinistra in Movimento).

Il Presidente Pasquino ha introdotto la proposta di revisione del regolamento attuale sottolineando che è un atto importantissimo e delicato, necessario per armonizzare l'attuale regolamentazione con le mutate, nel frattempo, norme in materia di enti locali, mentre fino ad ora ci si è affidati alla prassi e all'applicazione diretta di norme statutarie. Un delicato lavoro di redazione delle nuove norme è stato svolto in molti mesi di lavoro dalla competente commissione consiliare in collaborazione con gli uffici e con il coordinamento dell'ex Vice Presidente Coccia.

Il presidente della commissione competente Affari Istituzionali, Troncone, ha detto che il lavoro di modifica costituisce un atto storico che va a cambiare regole di funzionamento scritte nel 1974. La commissione, con un lavoro iniziato in collaborazione con gli uffici e svolta sempre con la partecipazione di un'ampia rappresentanza di tutte le forze politiche, è iniziato all'indomani dell'insediamento ed è durato 11 mesi. La commissione, ha detto Troncone, si è soffermata su una serie di aspetti fondamentali quali il contingentamento dei tempi degli interventi dei consiglieri ai sensi dell'art. 37, la diminuzione della durata di quelli svolti durante i dibattiti, l'introduzione della possibilità di replica agli interventi svolti per questioni urgenti e il numero dei gruppi, che diminuirebbero di numero con la previsione della tutela dei diritti quesiti solo per i gruppi costituiti all'atto dell'insediamento del Consiglio. Su questo punto particolare, il presidente Troncone ha fatto appello al senso di responsabilità dell'Aula, in quanto si tratta di una norma necessaria a garantire un effettivo risparmio di risorse.

La consigliera Coccia (Federazione della Sinistra), ha chiarito come l'attività di redazione della proposta di modifica regolamentare sia stata svolta con grande senso di responsabilità e nella direzione di scelta di un metodo che scongiurasse il rischio di una semplificazione a tutti i costi e di un'eccessiva rapidità a scapito del rispetto della partecipazione democratica. Sono intervenuti il consigliere Moretto (Fratelli d'Italia), per richiamare l'esigenza di una modifica che vada nel senso di miglioramento della qualità della partecipazione e che non insista a tutti i costi sull'aspetto del contenimento dei tempi, elemento che diventa secondario rispetto a quello di una vera partecipazione. Il consigliere Gennaro Esposito (Ricostruzione Democratica) è intervenuto per manifestare, pur definendo un buon lavoro quello svolto dalla Commissione competente sulla riforma del Regolamento, l'opinione che la valutazione della proposta debba essere fatta con riguardo al ruolo dei consiglieri comunali, il cui lavoro complesso non va considerato secondo un'ottica populistica – un rischio di taglio alla democrazia - ma incentivando i momenti di trasparenza e partecipazione. Il consigliere Crocetta (Iniziativa Riformista) ha definito sterile la polemica sulla durata degli interventi e sulla sua riduzione nel nuovo Regolamento, che invece allinea l'assemblea di Napoli a quelle di altre città, mentre sul tema della costituzione dei gruppi ha definito giusta e opportuna la pianificazione del numero dei gruppi anche per affrontare il tema della spesa, che il proliferare dei gruppi fa aumentare, sottraendo tra l'altro dipendenti comunali agli altri uffici. Il consigliere Rinaldi (Sinistra in Movimento), premesso che occorra spersonalizzare la discussione sul Regolamento in quanto le regole fissate incideranno sui futuri attori politici della città, ha rilevato un deficit di lavoro della intera Commissione, cioè un'incapacità a consentire che effettivamente i gruppi consiliari nel loro insieme fossero investiti della discussione stessa, e una non adeguatezza del dibattito in corso rispetto all'importanza dell'argomento che riguarda le regole del Consiglio della terza città d'Italia e l'esercizio, necessariamente lento e complesso, delle regole della democrazia.

Intervenuto sull'ordine di lavori, il consigliere Attanasio ha richiesto una maggiore presenza in Aula dei consiglieri, in particolare del presidente della Commissione competente. Il dibattito è continuato con l'intervento del consigliere Iannello (Ricostruzione Democratica) che ha sostenuto che, se la tecnocrazia ha vinto in Europa, le Aule consiliari possono essere il luogo di una politica antagonista ad autorità costituite sul solo potere del mercato, e si è soffermato su due aspetti in particolare, cioè sulla reale eliminazione degli sprechi che allontanano i cittadini dalla politica e sulla necessità di non comprimere l'agibilità politica del Consiglio, nell'ambito di una emarginazione delle assemblee elettive conseguente alla personalizzazione della politica e alla crisi dei partiti. Il consigliere Attanasio (Gruppo misto-Federazione dei Verdi) ha fatto riferimento alla necessità che, anche nello scrivere le regole, si guardi al senso di onestà individuale e responsabilità che sempre dovrebbe ispirare il comportamento dei singoli consiglieri nello svolgimento del proprio mandato istituzionale, costituendo, questo, il fondamento di tutte le scelte e la garanzia da comportamenti contrari al rispetto delle regole. Il consigliere Antonio Borriello (Partito Democratico) ha definito aberrante la norma sui diritti quesiti presente nello Statuto, in quanto permette la proliferazione dei gruppi consiliari, tema delicato che consente anche in questa consiliatura vere e proprie anomalie, ed ha auspicato una gestione più razionale e trasparente del Consiglio e nella modifica del Regolamento un maggiore spazio all'iniziativa dei consiglieri e consequenzialità rispetto alle decisioni assunte dall'Assemblea.

Dopo che il presidente Pasquino ha comunicato che sono stati già presentati un centinaio di emendamenti, sui quali la commissione comincerà subito a lavorare, e che sarà possibile presentare entro il prossimo Consiglio (già fissato per il 24 novembre) ulteriori emendamenti - per arrivare in Aula per l'approvazione in una prossima seduta dedicata all'argomento che la Conferenza dei Capigruppo provvederà a calendarizzare - il Consiglio ha deciso a maggioranza la sospensione della seduta.

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Luigi Palamara
Giornalista, Direttore Editoriale e Fondatore di MNews.IT
Cell.: +39 338 10 30 287
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