Melito Futsal, capoclassifica del girone F di seconda categoria, grande sul campo, piccolo sui giornali. Ma i giornali 'puntano' sul San Giorgio, una squadra di centro classifica
L'INCREDIBILE ODISSEA DELLA CITTADINA DI MELITO PORTO SALVO, SNOBBATA DAI GIORNALI A TIRATURA NAZIONALE, A MENO CHE NON SI TRATTI DI CRONACA NERA, BOICOTTATA DAI QUOTIDIANI LOCALI
Domenico Salvatore
Ogni lunedì sfogliamo la pagine dei giornali che dedicano ampio spazio allo sport… Calcio, ciclismo, pugilato, pallavolo, pallacanestro, sci, atletica, calcetto ed i così detti sport minori; ma non figli di un dio minore. Talora, rimaniamo allibiti e trasecolati per i contenuti approssimativi e qualunquisti; se non fasulli e per i titoli alla sans façon. Prendono granchi, anche giornali titolati e diffusi. Leggiamo la Gazzetta del Sud, da sempre. Per tanti anni, siamo stati anche corrispondenti da Punta Pellaro a Brancaleone. Scripta manent, verba volant. Ma anche in seguito, siamo stati molto vicini alla Gazzetta del Sud. Rimarrà per sempre nel nostro cuore. Ogni mattina, affettuosamente la compriamo all'edicola. Siamo dunque fra i lettori. E Gianni Morgante, commendatore e patron, ha sempre sostenuto che i lettori siano 'sovrani'. L'anima stessa del giornale. In questa sede, non vogliamo parlare come direttore di testata. Ma come semplice lettore. Non tocca a noi, suggerire quale debba essere la linea editoriale del giornale. Per carità. E nemmeno ci sogniamo di dare suggerimenti. Abbiamo il massimo rispetto per il lavoro degli altri. Stesso discorso vale per il Quotidiano della Calabria (pardon "del Sud") del nuovo direttore Gianni Festa. Abbiamo funzionato da redattore esterno per tredici anni. Il periodo più lungo, rispetto ai sei-sette quotidiani per i quali abbiamo collaborato. Lo compriamo ogni giorno all'edicola. Dunque come lettore intendiamo dire la nostra. Ma in maniera serena. Senza invasioni di campo, né sconfinamenti. Sanno bene lor signori che la città di Tiberio Evoli, Bruno Spatolisano e Pietro Panuccio, abbia avuto la serie D di calcio a 11, con il nome di Valle Grecanica, frutto di una fusione Melitese-Vallata Bagaladi San Lorenzo: due squadre di Eccellenza scomparse per sempre dalla geografia calabrese del calcio dilettantistico. Ma c'è anche la serie A di calcio femminile e la serie B di calcetto. Sebbene siano costrette ad emigrare al Botteghelle di Reggio Calabria. Ma questo è un altro paio di maniche.
Premesso che non siamo stati sollecitati da nessuno ad intervenire, vorremmo sapere quandoooooo verrà dato il giusto spazio ad una cittadina di quindicimila abitanti. Il più grosso centro fra Reggio Calabria e Locri, sulla Costa Jonica reggina. Non solo nei titoli, ma nemmeno nel corpo degli articoli si parla della capolista solitaria Futsal Melito, che ha battuto una delle due battistrada, il Ravagnese gbi (2-1). Si legge sul volto dei dirigenti della società melitese, tutta l'amarezza e la delusione. Un paio di tifosi ci hanno pure apostrofato…"Ma Domenico, non scrivi nulla tu sullo strano comportamento della stampa cartacea? Quali colpe dobbiamo pagare? Lo condividi?". Il cronista, non può rimanere inerte ed impassibile di fronte a tanto grido di dolore degli aficionados. Ma è anche vero che non possiamo mettere il naso nelle faccende della Gazzetta del Sud e del Quotidiano della Calabria; però, possiamo esprimere la nostra opinione come lettori. Non siamo d'accordo, chiaramente. Giornale principe è la Gazzetta. Questo è lapalissiano, ma anche il Quotidiano ha le sue vendite. Non condividiamo, embeh! Chissenefregaaaaa? Un attempato tifoso ci stuzzica:"Quando scrivevi tuuuu…" E che c'entra? I giornali, hanno bravi corrispondenti. Non mettiamo difetti. Non siamo riusciti a strappare nemmeno un comento ai dirigenti, che rimangono abbottonati. La stampa va bene; è necessaria, ma loro hanno un'idea progettuale e vanno avanti nel percorso tracciato: togliere i ragazzi dalle tentazioni della strada; assicurare un ambiente sano a misura di ragazzo; immerso nel verde, nella natura e nell'ossigeno; garantire spazi efficaci per la dialettica, il dialogo, il confronto delle idee. Giocare per divertirsi e mantenere il corpo sano dentro la mente sana, come sostenevano i Latini.
Altro discorso è quello della stampa nazionale. Ma anche lì, non possiamo sforare più di tanto. Ogni giornale, ha la sua linea editoriale e va rispettata. Sebbene, abbiano, chi più e chi meno uno spazio dedicato ai lettori. C'è una stampa nordica e nordista, diceva l'altra sera a Bova Marina, Piero Sansonetti, alla presentazione del libro di Ilario Ammendolia. E, diciamo noi, sempre pronta a gettare palate di fango in faccia ai Calabresi, al Mezzogiorno d'Italia, Pater dimitte illis quia nesciunt quid faciunt. Quanti giornali siano 'veramente' liberi in Italia, questo, ognuno può capirlo da sé. Per non dire quanti giornalisti possano dirsi indipendenti. "Appena dici una sola "scomoda" verità, sosteneva un cittadino al convegno,sei sulla strada a calci in c…".Senza nulla togliere i giornali liberi; ai giornalisti indipendenti, che pure ci sono. Questa è una verità "vera", dimostrabile e dimostrata. Non è nel nostro stile di fare di tutte le erbe un fascio; né di gettare l'acqua sporca con il bambino dentro. O peggio, lanciare sassi in piccionaia. Va da sé, che non sia sempre agevole, separare il grano dal loglio. La nostra opinione sulla stampa e sui giornalisti è nota. L'abbiamo sempre sciorinata ai quattro venti. I nostri lettori sovrani, che ci seguono, la conoscono. Ma, non è questa la sede per tornarci sull'argomento. Un altro tifoso sibila…"Non è possibile che ci abbiano abbandonati tutti. Pure la stampa. Che tempi! Le squadre ci temevano e ci rispettavano. Ma oggi siamo caduti in disgrazia. Dobbiamo risalire, la china; recuperare il tempo e lo spazio perduto; rinverdire gli allori; almeno in Promozione. Non sopporto queste umiliazioni"
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