Reggio Calabria 25 ottobre 2014 - Un tour de force che si è concluso stanotte a mezzanotte. Adesso cala il silenzio e domani si vota. I reggini tornano al voto dopo due anni drammatici di Commissariamento. Drammatici e per certi versi "pedagogico". Oltre 900 i candidati e 9 i candidati a sindaco attenderanno per lunedì 28 i risultati. E comunque andrà la città avrà un nuovo sindaco (entro il 10 novembre qualora si andasse al ballottaggio).
Una città "orfana" dell'Amministrazione e del suo primo cittadino in due anni di commissariamento è sprofondata come forse mai nella sua storia. Disoccupazione, degrado, tasse, sfiducia ai massimi storici.
Abbiamo incontrato centinaia di persone, moltissimi candidati, abbiamo parlato ogni sera, discusso, fatto previsioni. La città ha iniziato a manifestare, a volersi esprimere. Reagisce. Non vuole soccombere.
Tante sono le aspettative che il nuovo sindaco dovrà "soddisfare" .
Il voto del 27 ottobre 2014 sarà un punto di partenza. Dubitiamo che la gente andrà al voto "libera" da condizionamenti di amici, parenti, compari e/o altro.
Purtroppo alla fine la logica acquisita prevale sulla voglia di opinione e si finisce con l'accontentare un pò tutti.
Probabilmente questa forma di democrazia e di voto non servono più o quantomeno bisogna pensare ad un nuovo modo di "espressione popolare". Un nuovo modo di esprimere democraticamente il proprio voto. Ma questa è un'altra storia che vi racconteremo.
Paradossalmente il bisogno e la difficoltà hanno rafforzato coloro i quali ancora godono di un minimo di credibilità. L'abitudine ad aggrapparsi all'ultima speranza condiziona non solo l'agire quotidiano.
Nonostante tutto c'è ancora chi crede che "l'amico" possa darti una mano e per questo lo vota.
Non è stato così e non sarà così. Basta guardarsi indietro. E allora davvero crediamo che chi ci andrà a rappresentare sarà all'altezza? Anteporrà il bene comune agli interessi personali e di "famiglia"?
Da inguaribili ottimisti ci vogliamo credere e "stracciamo" un'altra pagina del libro della nostra vita. Ricordiamoci che le pagine rimaste sono sempre meno e che se davvero vogliamo essere una collettività, una città, per prima cosa dobbiamo unire i puntini della nostra vita quotidiana. Solo così avremo contezza del risultato finale.
Uniamo i puntini ed esprimiamo la nostra opinione. Quella vera. Che viene dal cuore. Il resto è solo carta straccia di un libro non più nostro.
Insieme senza una visione si rimane da soli, senza sogni; e ...senza sogni si muore.
Luigi Palamara
Una città "orfana" dell'Amministrazione e del suo primo cittadino in due anni di commissariamento è sprofondata come forse mai nella sua storia. Disoccupazione, degrado, tasse, sfiducia ai massimi storici.
Abbiamo incontrato centinaia di persone, moltissimi candidati, abbiamo parlato ogni sera, discusso, fatto previsioni. La città ha iniziato a manifestare, a volersi esprimere. Reagisce. Non vuole soccombere.
Tante sono le aspettative che il nuovo sindaco dovrà "soddisfare" .
Il voto del 27 ottobre 2014 sarà un punto di partenza. Dubitiamo che la gente andrà al voto "libera" da condizionamenti di amici, parenti, compari e/o altro.
Purtroppo alla fine la logica acquisita prevale sulla voglia di opinione e si finisce con l'accontentare un pò tutti.
Probabilmente questa forma di democrazia e di voto non servono più o quantomeno bisogna pensare ad un nuovo modo di "espressione popolare". Un nuovo modo di esprimere democraticamente il proprio voto. Ma questa è un'altra storia che vi racconteremo.
Paradossalmente il bisogno e la difficoltà hanno rafforzato coloro i quali ancora godono di un minimo di credibilità. L'abitudine ad aggrapparsi all'ultima speranza condiziona non solo l'agire quotidiano.
Nonostante tutto c'è ancora chi crede che "l'amico" possa darti una mano e per questo lo vota.
Non è stato così e non sarà così. Basta guardarsi indietro. E allora davvero crediamo che chi ci andrà a rappresentare sarà all'altezza? Anteporrà il bene comune agli interessi personali e di "famiglia"?
Da inguaribili ottimisti ci vogliamo credere e "stracciamo" un'altra pagina del libro della nostra vita. Ricordiamoci che le pagine rimaste sono sempre meno e che se davvero vogliamo essere una collettività, una città, per prima cosa dobbiamo unire i puntini della nostra vita quotidiana. Solo così avremo contezza del risultato finale.
Uniamo i puntini ed esprimiamo la nostra opinione. Quella vera. Che viene dal cuore. Il resto è solo carta straccia di un libro non più nostro.
Insieme senza una visione si rimane da soli, senza sogni; e ...senza sogni si muore.
Luigi Palamara


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