NAPOLITANO: ON. SCOPELLITI (NCD), "BUONA VOLONTA' DEL PRESIDENTE RISCHIA DI ESSERE TRASFORMATA IN ERRORE".
ROMA, 28 OTT 2014 - "Un giornalista francese ha scritto che l'interrogatorio di Giorgio Napolitano è una grande vittoria di Cosa Nostra, perché ottiene di trascinare il Presidente della Repubblica nello stesso processo in cui sono imputati tutti i principali esponenti della mafia, dal suo capo Totò Riina in giù. Come non condividere questa affermazione? Oggi infatti assistiamo all'indecorosa scena, che rimbalzerà, deformandosi, su tutti i media del mondo, degli avvocati dei capi della mafia siciliana che potranno interrogare, nell'interesse e per conto dei loro assistiti, addirittura il Capo dello Stato".
E' il commento in merito alla odierna udienza al Colle sulla presunta 'trattativa Stato-mafia' dell'On. Rosanna Scopelliti (Ncd) componente della Commissione parlamentare Antimafia nonché figlia del sostituto procuratore della Suprema Corte di Cassazione Antonino Scopelliti, assassinato nel 1991, a detta dei 'pentiti', su mandato della Cupola mafiosa di Cosa nostra.
"La decisione paradossale – continua, in una nota, la parlamentare - della Corte d'Assise di Palermo, che consente ai legali dei capimafia di interrogare il Capo dello Stato, ha come conseguenza, anche se certamente non era questo l'obiettivo dei giudici palermitani, di sporcare irrispettosamente l'immagine della più autorevole istituzione della nostra Repubblica. E a questo punto devo dire con molto disappunto che l'atto di apertura del Presidente Napolitano di essere sentito al Quirinale dai pubblici ministeri palermitani, forse teso ad evitare di ampliare un conflitto istituzionale già aperto con la richiesta della Procura di Palermo di utilizzare le intercettazioni telefoniche del Quirinale, rischia di essere, nonostante la sua nobile intenzione, trasformata in un errore".
"Perchè - spiega Rosanna Scopelliti - la buona volontà del Presidente Napolitano ha purtroppo aperto la strada ad una situazione imbarazzante e inconcepibile, come quella di un Capo di Stato interrogato per conto di un capo, o dell'ex capo, della mafia". "Inevitabile a questo punto – continua la deputata dell'Antimafia – che l'interrogatorio di oggi si trasformi nell'immaginario collettivo mondiale in una tragicommedia grottesca che i media internazionali non esiteranno a definire 'all'italiana'. Una vergogna per il nostro Paese, ed un'ulteriore offesa per le vittime di mafia e per chi ne custodisce il ricordo".
"E ne risentirà sicuramente anche la credibilità del processo più discusso e popolare d'Italia, quello sulla presunta 'trattativa' tra Stato e mafia nel biennio '92-'94, che a Palermo mira a dare un nome e un volto ai responsabili di uno dei periodi più neri della storia della Repubblica italiana, e per mezzo del quale - conclude la figlia del magistrato ucciso - tutti noi italiani aspettiamo che invece si possa scrivere una pagina finale di verità".
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