Cinquefrondi (Reggio Calabria) - «Quando a marzo di quest'anno dissi che per Cinquefrondi sarebbe occorsa una lista unica ed un progetto ampio e condiviso non mi ero sbagliato. Ma la mia proposta-provocazione, che peraltro aveva l'intento di voler aprire una discussione seria sullo stato del paese e non riproporre l'ennesimo inciucio in salsa nostrana, non solo non è stata accolta, ma è stata da taluni persino derisa». Apre così il capitolo Cinquefrondi, e quindi quello dedicato alla politica locale, Michele Galimi, segretario cittadino del circolo PD nonché coordinatore dei circoli del partito per la Piana di Gioia Tauro, con una stoccata fulminea che, a poco più di sei mesi dalle prossime amministrative e con il fermento delle regionali che premono alle porte, intende pungolare gli altri attori della scena politica cinquefrondese. «Per parte nostra stiamo lavorando – prosegue – per costruire una squadra seria, forte e credibile di intelligenze diverse che sotto la bandiera del PD possa dare risposte e la scossa che serve a questa comunità. E stiamo suscitando interesse anche in chi aveva perso le speranze nella politica tanto che in molti, vecchi e nuovi, si stanno riavvicinando al partito. Insomma, stiamo riprendendo contatti cercando di riconnettere il tessuto sociale coinvolgendolo in un progetto di riscatto che finora è mancato in maniera assoluta. Lo sfasciume e l'abbandono sono più che evidenti, dal centro storico alle periferie». Cesellature ed aggiustamenti d'equilibri endogeni ed esogeni per trovare, in fondo, la quadra sui nomi e presentarsi all'elettorato mentre sull'operato di Cascarano la bocciatura è netta, anzi nettissima ed il giudizio di Galimi una stroncatura senza appello: «Questi – dice dell'attuale governance cittadina – credono davvero di vivere su Marte? Scrivono manifesti inneggiando alla città come punto di riferimento per la Piana. Ma di quale paese stanno parlando? Forse di quello dei loro sogni…». Non si vuol fare mettere l'anello al naso l'esponente piddino che riduce la corsa municipale a due competitors. «Qui c'è da prendere atto – prosegue – che la partita politica ce la giocheremo noi e Rinascita. E, si badi bene, tutto potrà accadere, perché – argomenta appellandosi all'esperienza - gli elettori per un terzo sono portati a votare secondo opinione, per un terzo il candidato a sindaco e per l'altro terzo a fare peso è la lista. E secondo queste componenti, quantomeno per Cascarano, ritengo che non ci sia nulla da fare. Le faide interne e la delusione politica delle aspettative di un intero paese hanno contribuito ad amplificare il malcontento che credo lo terrà fuori dai giochi assieme alla sua giunta». L'osservazione prende le mosse dalla strategia dell'affanno operoso, quella cioè - seguendo il ragionamento del segretario - per la quale, avendo compreso il fallimento politico gli amministratori indolenti per recuperare puntano tutto sul movimentismo solerte dell'ultimo minuto che cerca di calamitare l'attenzione sul lavorìo cantierato a scadenza di mandato, utile a gettare fumo negli occhi ai cittadini, facendo leva sull'impressionismo a scoppio ritardato per raccattare il consenso. «Ma ciò non basta – chiosa Galimi – perché una consiliatura dura cinque anni e non solo l'ultimo semestre. E l'apatia dei precedenti quattro anni e mezzo a chi va imputata? Bisogna essere onesti: ai cittadini bisogna resocontare tutto l'operato quinquennale. Certo, sempre a patto che vi sia…». E per quanto riguarda il tema candidatura si, candidatura no, Galimi – mettendo a tacere i rumors di una sua ipotetica presenza in lista per le regionali - lascia invece aperte tutte le porte per le amministrative, non mancando di tralasciare nessuna possibilità. «L'ho sempre detto e lo ripeto: io sono a disposizione del mio partito e del mio paese – conclude - ma non devo esserci per forza. Se la mia candidatura sarà utile e necessaria, sarà la base a deciderlo. Anche se, a dire il vero, i sostenitori non mancano…».
Giuseppe Campisi


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