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TONY BOEMI, DIECI ANNI DOPO IL RICORDO E’ SEMPRE VIVO.

Dieci anni fa il 3 settembre 2004 moriva a Cap Martin il più importante editore delle televisioni calabresi Tony Boemi, in tanti lo ripiangono ancora a dieci anni dalla sua scomparsa di quello che è stato un editore, un tecnico, un giornalista, un conduttore televisivo e un amico di tutti i calabresi. Tony Boemi, nato a Catania nel 1931, aveva frequentato la scuola salesiana aretina conseguendo, ancora giovanissimo, le qualifiche di radiotecnico e radiotelefonista. Ventenne, si era trasferito in Calabria, a Catanzaro, dove aveva creato la "Tony Boemi Costruzioni Elettroniche". Con questo marchio costruì la sua prima radio portatile, subito dopo la sua prima fonovaligia. L'elettronica suo grande amore, lo portò a costruire nel profondo sud, laboratori linguistici innovativi e d'avanguardia, diffusi poi nelle scuole di mezzo mondo. Nei primi anni '70 il grande passo. 

L'immenso bagaglio professionale ed umano lo portò, tra i primi in Italia, ad operare in un settore fino a quel momento totalmente inesplorato, quello dell'etere. Creò la prima radio libera del Mezzogiorno e poi la televisione RTC fondata con alcuni soci (Zoccardi, Speciali ed altri imprenditori): “L' unico senza soldi ero io, che essendo però il solo tecnico divenni socio senza sborsare una lira. Costruii questa prima televisione a colori quando ancora la Rai trasmetteva in bianco e nero. Allora si poteva trasmettere solo via cavo: feci arrivare un camion di cavi per collegare tutta la città. Ma appena arrivato questo camion, la Corte Costituzionale nel 1976 disse che trasmettere segnali televisivi non era più reato. Quindi rimandai indietro tutto e comprammo un trasmettitore da 100 dalla Irte. Nel 1972 si decise di fare il processo Valpreda, a Catanzaro. Il Presidente del Tribunale mi chiamò per fare un impianto tv a circuito chiuso; comprai una telecamera e un videoregistratore, dei monitor e feci là questo piccolo sistema di ripresa. e quindi nel 1978 la nascita di Telespazio, network televisivo prima locale, poi regionale e quindi interregionale, noleggia film dalle suore della San Paolo a 5000 lire e li proietta, dopo aver opportunamente modificato il proiettore da 16 fps a 24 fps. Allorquando le suore non forniscono più film a Boemi poiché una volta trasmessi in tv non avevano più mercato, 

Boemi si rivolge al noleggiatore napoletano Sepe: “mandavo il mio furgone e caricavo cento film per viaggio, a 2000 lire cadauno. Un giorno bussò alla mia porta Fulvio Magliocco della Mondadori di Formenton. Mi disse che il gruppo stava strutturando una divisione televisiva e che volevano trasmettere sul territorio nazionale appoggiandosi a varie Tv locali. Lì si fece un primo salto di qualità. E quando arrivò il primo cartone di Candy Candy, per il quale i bambini andavano matti ed io ebbi l'idea di una trasmissione collegata, mandai in tilt la posta di Catanzaro. Magliocco mi ricontattò e mi offrì un pacchetto di programmi che allora costava 50 milioni. Ma io non me la sentivo di investire così tanto. Magliocco si consultò con Formenton, che gli disse di darmi ugualmente il pacchetto e che fino a cinquanta milioni avrebbe incassato lui il guadagno degli introiti delle pianificazioni pubblicitarie; oltre sarebbe stato tutto mio. Trasmisi questo pacchetto ed incassai dalla vendita della pubblicità 120 milioni. Mi diedero la differenza di 70 milioni. Da quel momento, era il 1978 appunto, la mia televisione decollò e gli diedi il nome di Radio Telespazio Calabria. La Mondadori, nel frattempo, voleva entrare nella mia società al 40%; rifiutai, perchè sono contrario alle società. Un giorno Galliani, che era il vice-presidente del Monza, si presentò e mi disse che a giorni avrebbe fatto un grosso business con un certo Berlusconi che aveva una televisione, Tele Milano, e che quindi aveva bisogno di me. Definimmo dei contratti di affitto delle mie postazioni e racimolai un pò di milioni. Poi, un giorno Galliani mi disse che la Fininvest stava trattando l'acquisizione di Rete 4, ma quando arrivò il turno della Calabria, Galliani disse che non c'era bisogno di comprare, perchè qui aveva un amico e così Telespazio continuò a trasmettere Rete 4.” Per molti anni anche Rete 4 fu diffusa in Calabria mediante una rete di Telespazio; costante il lavoro di manutenzione e cura nel capo dell'alta frequenza per le reti nazionali in Calabria (Fininvest soprattutto). Nel 1987 venne costruita in due anni su un area agricola (sita in Viale de Filippis) la nuova sede di Telespazio con l'aiuto di Paolo Romani (allora legato a Peruzzo) viene sistemato l’arredamento grazie a Giorgio Aiazzone: "ero molto legato ad Aiazzone che investiva 15 milioni al mese su Telespazio, andai a Biella e gli dissi che volevo arredate gli studi, non c’è problema disse, possiamo fare un cambio con il costo mensile della pubblicità." 

Alla fine degli anni ’80 Boemi aveva creato ben sette differenti emittenti (in cui vengono ospitati i più prestigiosi circuiti nazionali come Euro TV, TivuItalia, Rete A, Italia 7 e Supersix), Nel 1990 la legge Mammì non permette più a TeleSpazio di essere affiliata alla Fininvest pertanto Boemi cede a tale gruppo alcune frequenze mentre su altre trasmette autonomamente i programmi di Tele Spazio Calabria che diventa emittente leader nella propria regione con sbordamenti in Sicilia. Con l'inizio degli anni '90 si ha un riassetto delle reti di Boemi, dopo avere ceduto alcune frequenze a Rete4, altre vengono cedute a Tele+, si giunge a creare due reti Telespazio e Telespazio2. Editore e giornalista, con i suoi dipendenti, col suo avanguardistico centro di produzione, Tony Boemi è stato un prototipo della nuova imprenditorialità, riferimento positivo di una regione in cerca di riscatto. Ma Boemi è stato anche, per molti anni, un volto Tv popolarissimo in Calabria, grazie alla conduzione della rubrica quotidiana "Filo diretto". Nel '93, a New York, alla Columbia University, gli venne conferita la laurea H. C. in ingegneria elettronica. Nel '94, il momento più brutto, venne accusato di far parte di un'associazione a delinquere. Ne uscì a testa alta, assolto con formula piena e con il riconoscimento di un risarcimento per ingiusta detenzione, ma anche profondamente segnato nell'animo, tanto da autoesiliarsi per qualche tempo in Francia, soprattutto a Montecarlo. Boemi è stato un grande editore che ha vinto tantissime sfide, soprattutto con altri imprenditori che volevano imitarlo, nel 1981 nascevano due emittenti regionali a Crotone Video Calabria dell’ imprenditore di moda Elio Riga (oggi ancora viva) e a Siderno Teleradio Sud dell’ imprenditore oleario Domenico Archinà (poi affondata dopo anche le tragiche del suo editore), sempre nel 1981 Giuseppe Soluri fece nascere Quarto Canale di unione di alcune emittenti calabresi e si affilia a EuroTv di Callisto Tanzi e che poi diveterà Videosera (poi affondata e rinata con il nome di RTC Telecalabria), nel 1984 nasceva a Lamezia Terme Teleradio Elle dall’ imprenditore Pietro Misuraca che un giorno acquistò i diritti in esclusiva del Catanzaro in serie B soffiandoli proprio a Boemi e a Telespazio (poi negli anni ’90 venderà tutto a Retemia), nel 1985 a Gioia Tauro per opera della famiglia Sorrenti nasceva TVesse che poi affonderà con l’ affiliazione a TV7 Pathè di Paretti e nel 1986 a Lamezia Terme un imprenditore Francesco Grandinetti fece unire alcune tv locali per fondare Vuellesette che poi si affilerà a Cinquestelle e terrà testa alla Telespazio di Boemi, ma che poi fallirà nel 2002. 

Oggi tutte le emittenti regionali che volevano far togliere le scarpe a Boemi sono fallite in poco tempo, e Boemi ha avuto ragione, la sua Telespazio Calabria è stata credibile a fino quando dopo la sua morte nel 2004 (nel 2005 ci fu un tentativo di rilancio da parte di sua figlia Terri), arrivò dall’ America Tony Boemi Jr. e in poco tempo distrusse l’ azienda licenziando dipendenti e collaboratori e distruggendo l’archivio di cassette, attrezzature e altro e come atto finale si accorda per le gestione con l’ Adn Italia decretando la fine di Telespazio a Catanzaro. Oggi c’è un emittente di Lamezia Terme che trasmette con il marchio di Telespazio. E la sede di Telespazio a Catanzaro da cui Pippo Baudo voleva fare un programma proprio lì, oggi è una struttura abbandonata a se stessà. Proprio Tony Boemi da lassù sarebbe amareggiato per la brutta fine della sua creatura. 

 Vincenzo Romaniello

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