NON CI SONO MINACCE SPECIFICHE MA NELL'IS OPERANO DECINE DI CONNAZIONALI
Roma, 4 settembre 2014) - Lo Stato islamico rappresenta una minaccia per l'Europa, e i jihadisti con passaporto Ue sono un pericolo anche per l'Italia. A rimarcarlo è Marco Minniti, Autorità delegata per la Sicurezza della Repubblica, che in un'intervista al 'Messaggero", spiega: «Dietro la prospettiva del Califfato c'è un cambio di forma dell' organizzazione terroristica», anche perché «Isis tiene insieme due elementi che prima non c'erano. La capacità simmetrica, di prendere il controllo di uno spicchio non banale della Siria e dell' Iraq, con una campagna militare di stampo tradizionale. Ma contemporaneamente mantiene aperto il fronte del terrorismo». «Potenzialmente» lo Stato islamico potrebbe agire in Europa, «anche se al momento non abbiamo una minaccia specifica -sottolinea il sottosegretario con delega all'Intelligence- Isis è una vera e propria internazionale in cui c'è una componente non piccola che viene dall' Europa». «In Europa -dice ancora Minniti- i numeri sono nell' ordine di migliaia, probabilmente sotto i 5000. In Italia siamo nell'ordine delle decine, diciamo sotto i cinquanta. Queste persone possono rappresentare una nuova minaccia se decidessero di rientrare. La scelta di far eseguire le due decapitazioni ad uno che parla un corretto inglese è un messaggio, un modo per dirci 'siamo in mezzo a voi». «Questo fenomeno -rimarca- è all'attenzione dell' intelligence internazionale da parecchio tempo». La prima risposta «è di carattere preventivo, sapere quale minaccia hai di fronte, in particolare tramite la collaborazione tra intelligence e forze di polizia che in Italia, attraverso il Casa (Comitato analisi strategica antiterrorismo, ndr) è eccellente».
IL PRINCIPALE CANALE DI RECLUTAMENTO NON SONO LE PREDICHE IN MOSCHEA MA IL WEB - «Il confronto è costante anche in Europa -assicura Minniti- visto che i 'foreign fighters' sono cittadini che possono rientrare nel paese di provenienza o in altri paesi dell' Unione con il passaporto europeo. Si può dire che tra le partenze ci sono picchi particolarmente rilevanti nell' Europa del nord e nei Balcani». Il sottosegretario con delega ai Servizi, avverte: «Bisogna tener conto che il principale canale di reclutamento non sono le prediche in moschea ma il web. La predicazione estrema in moschea, che anni fa ci aveva fatto tenere sotto osservazioni alcuni predicatori nel Nord Italia, è più facilmente rilevabile, sul web il monitoraggio è più difficile, anche perché è più facile che la radicalizzazione prevalga in un piccolo gruppo»
Roma, 4 settembre 2014) - Lo Stato islamico rappresenta una minaccia per l'Europa, e i jihadisti con passaporto Ue sono un pericolo anche per l'Italia. A rimarcarlo è Marco Minniti, Autorità delegata per la Sicurezza della Repubblica, che in un'intervista al 'Messaggero", spiega: «Dietro la prospettiva del Califfato c'è un cambio di forma dell' organizzazione terroristica», anche perché «Isis tiene insieme due elementi che prima non c'erano. La capacità simmetrica, di prendere il controllo di uno spicchio non banale della Siria e dell' Iraq, con una campagna militare di stampo tradizionale. Ma contemporaneamente mantiene aperto il fronte del terrorismo». «Potenzialmente» lo Stato islamico potrebbe agire in Europa, «anche se al momento non abbiamo una minaccia specifica -sottolinea il sottosegretario con delega all'Intelligence- Isis è una vera e propria internazionale in cui c'è una componente non piccola che viene dall' Europa». «In Europa -dice ancora Minniti- i numeri sono nell' ordine di migliaia, probabilmente sotto i 5000. In Italia siamo nell'ordine delle decine, diciamo sotto i cinquanta. Queste persone possono rappresentare una nuova minaccia se decidessero di rientrare. La scelta di far eseguire le due decapitazioni ad uno che parla un corretto inglese è un messaggio, un modo per dirci 'siamo in mezzo a voi». «Questo fenomeno -rimarca- è all'attenzione dell' intelligence internazionale da parecchio tempo». La prima risposta «è di carattere preventivo, sapere quale minaccia hai di fronte, in particolare tramite la collaborazione tra intelligence e forze di polizia che in Italia, attraverso il Casa (Comitato analisi strategica antiterrorismo, ndr) è eccellente».
IL PRINCIPALE CANALE DI RECLUTAMENTO NON SONO LE PREDICHE IN MOSCHEA MA IL WEB - «Il confronto è costante anche in Europa -assicura Minniti- visto che i 'foreign fighters' sono cittadini che possono rientrare nel paese di provenienza o in altri paesi dell' Unione con il passaporto europeo. Si può dire che tra le partenze ci sono picchi particolarmente rilevanti nell' Europa del nord e nei Balcani». Il sottosegretario con delega ai Servizi, avverte: «Bisogna tener conto che il principale canale di reclutamento non sono le prediche in moschea ma il web. La predicazione estrema in moschea, che anni fa ci aveva fatto tenere sotto osservazioni alcuni predicatori nel Nord Italia, è più facilmente rilevabile, sul web il monitoraggio è più difficile, anche perché è più facile che la radicalizzazione prevalga in un piccolo gruppo»

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