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SVIZZERA: STRANGOLÒ LA FIGLIA 22ENNE, ITALIANO A PROCESSO

Lachen, 4 settembre 2014 - Un cittadino italiano di 54 anni che nel luglio dell'anno scorso strangolò la figlia 22enne a Lachen, nel Canton Svitto in Svizzera, oggi è davanti al tribunale di Svitto. La procura accusa l'uomo di assassinio, eventualmente di omicidio intenzionale con particolare mancanza di scrupoli. I fatti erano avvenuti la mattina del 29 luglio del 2013. Il padre aveva aggredito la giovane nell'appartamento di famiglia, probabilmente alla presenza della moglie e di altri due figli. L'uomo aveva stretto la gola alla figlia, fino a farle perdere coscienza. La ragazza era deceduta il giorno dopo in ospedale. La polizia e la Procura cantonale non hanno fornito molte precisazioni sui moventi e sulla dinamica esatta dei fatti, dicendo comunque che non sono state usate armi.

Un portavoce della polizia cantonale il giorno del delitto aveva pure confermato un'informazione dell'edizione online del «Blick» secondo cui i fatti erano avvenuti nell'appartamento della famiglia quando c'erano anche altri parenti. Secondo il Blick, il padre ha aggredito la figlia alla presenza della moglie e di altri due figli, di 15 e 17 anni. Una vicina, citata dallo stesso giornale, ha affermato che a quanto pare è scoppiata una lite dopo che la ragazza è rincasata il mattino, e non la sera precedente come convenuto. Ma al riguardo non ci sono conferme. L'aggressore, che secondo alcune informazioni era rimasto disoccupato, è stato arrestato sul luogo dei fatti. La vittima è stata dapprima rianimata dai soccorritori e quindi trasportata in ospedale da un elicottero della Rega, la Guardia aerea svizzera di soccorso.

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