Lo riporta il New York Yimes citando fonti di intelligence
NEW YORK, 2 settembre 2014 - Il reporter americano Steven Sotloff potrebbe essere stato ucciso lo stesso giorno di James Foley, l'altro giornalista americano decapitato in Siria dai jihadisti. Lo affermano - secondo il New York Times - alcuni membri dell'intelligence Usa.
Lo Stato Islamico ha rilasciato un video con la decapitazione di un altro reporter, il giornalista americano Steven Sotloff. Nel filmato di 2'46'' - dal titolo "Un secondo messaggio all'America - viene mostrata l'esecuzione del 31enne statunitense, rapito in Siria nell'agosto del 2013. La notizia è stata rilanciata dal New York Times che ha citato il SITE Intelligence Group (sito che abitualmente monitora il mondo jihadisti). A parlare è ancora una volta il boia soprannominato John il britannico: "Sono tornato Obama, sono tornato per la tua politica estera arrogante verso lo Stato Islamico", afferma.
EST SAM ME03 SOTLOFF'S KILLER BRITISH ACCENTED, POSSIBLY SAME AS FOLEY'S 'Ìm back, Obama", he says in video; Sotloff 'paying the price"- WASHINGTON, SEPTEMBER 2 - The executioner who allegedly beheaded the US journalist Steven Sotloff is thought to be the same as the one who recently killed his fellow US reporter James Foley, reports CNN. The same masked man who appeared in the video of Mr. Foley's beheading is seen next to Mr. Sotloff, saying: «Ìm back, Obama» and «get out of Iraq». «Ìm back because of your arrogant foreign policy towards the Islamic State,» the man states in the video, reports the New York Times. The reference is to Foley's killing. «Just as your missiles continue to strike our people, our knife will continue to strike the necks of your people,» the executioner states, addressing the US president. Mr. Sotloff describes himself as «paying the price» in the video for the Obama administration's decision to strike ISIS targets in Iraq, reports the NYT.
"Pago il prezzo" per la decisione dell'amministrazione Obama di attaccare obiettivi dell'Is in Iraq. Sono queste le parole pronunciate da Sotloff nell'apertura del video.
Il giornalista freelance era stato mostrato al termine del filmato di James Foley, il giornalista di cui era stata diffusa la decapitazione il 19 agosto. L'Is aveva minacciato gli Usa che Sotloff sarebbe stato il prossimo ostaggio a morire se non fossero cessati i raid sul nord dell'Iraq. I suoi familiari avevano aperto una petizione sul sito della Casa Bianca chiedendo al presidente di salvargli la vita. E proprio una settimana fa anche la madre del reporter aveva lanciato un appello all'Is per la sua liberazione. "La famiglia sa del video ed è in lutto", ha fatto sapere un portavoce.
Non è ancora chiaro né dove, né quando sia stato girato il video. La Casa Bianca non è in grado al momento di confermarne l'autenticità. Lo afferma il portavoce Josh Earnest, sottolineando che l'informazione data dal New York Times non può essere al momento verificata. Un atto terrificante": così la portavoce del Dipartimento di Stato Usa, Jennifer Psaki, ha commentato comunque la notizia. 'E' disgustoso e spregevole", le parole del premier britannico David Cameron. "Di fronte a un atto tanto raccapricciante, ci è sempre più chiaro quale sia la frontiera, quella della democrazia contro la barbarie", sottolinea Matteo Renzi nella sua qualità di presidente di turno dell'Unione europea.
Minacce a un terzo giornalista e agli alleati degli Usa. Oltre alla rivendicazione dell'uccisione del secondo reporter, nel filmato odierno l'Is minaccia anche di uccidere un ostaggio britannico che è nelle sue mani, David Cawthorne Haines. Infine l'avvertimento agli alleati dell'America: "Prendiamo questa opportunità per avvertire i governi che entrano nella malvagia alleanza con l'America contro lo Stato Islamico: si tirino indietro e lascino il nostro popolo in pace".
Sotloff, originario della Florida, lavorava anche per la rivista Time. In grado di parlare correntemente l'arabo, per anni ha seguito gli avvenimenti in Medio Oriente, entrando ripetutamente nelle più pericolose zone di conflitto.
NEW YORK, 2 settembre 2014 - Il reporter americano Steven Sotloff potrebbe essere stato ucciso lo stesso giorno di James Foley, l'altro giornalista americano decapitato in Siria dai jihadisti. Lo affermano - secondo il New York Times - alcuni membri dell'intelligence Usa.
Lo Stato Islamico ha rilasciato un video con la decapitazione di un altro reporter, il giornalista americano Steven Sotloff. Nel filmato di 2'46'' - dal titolo "Un secondo messaggio all'America - viene mostrata l'esecuzione del 31enne statunitense, rapito in Siria nell'agosto del 2013. La notizia è stata rilanciata dal New York Times che ha citato il SITE Intelligence Group (sito che abitualmente monitora il mondo jihadisti). A parlare è ancora una volta il boia soprannominato John il britannico: "Sono tornato Obama, sono tornato per la tua politica estera arrogante verso lo Stato Islamico", afferma.
EST SAM ME03 SOTLOFF'S KILLER BRITISH ACCENTED, POSSIBLY SAME AS FOLEY'S 'Ìm back, Obama", he says in video; Sotloff 'paying the price"- WASHINGTON, SEPTEMBER 2 - The executioner who allegedly beheaded the US journalist Steven Sotloff is thought to be the same as the one who recently killed his fellow US reporter James Foley, reports CNN. The same masked man who appeared in the video of Mr. Foley's beheading is seen next to Mr. Sotloff, saying: «Ìm back, Obama» and «get out of Iraq». «Ìm back because of your arrogant foreign policy towards the Islamic State,» the man states in the video, reports the New York Times. The reference is to Foley's killing. «Just as your missiles continue to strike our people, our knife will continue to strike the necks of your people,» the executioner states, addressing the US president. Mr. Sotloff describes himself as «paying the price» in the video for the Obama administration's decision to strike ISIS targets in Iraq, reports the NYT.
"Pago il prezzo" per la decisione dell'amministrazione Obama di attaccare obiettivi dell'Is in Iraq. Sono queste le parole pronunciate da Sotloff nell'apertura del video.
Il giornalista freelance era stato mostrato al termine del filmato di James Foley, il giornalista di cui era stata diffusa la decapitazione il 19 agosto. L'Is aveva minacciato gli Usa che Sotloff sarebbe stato il prossimo ostaggio a morire se non fossero cessati i raid sul nord dell'Iraq. I suoi familiari avevano aperto una petizione sul sito della Casa Bianca chiedendo al presidente di salvargli la vita. E proprio una settimana fa anche la madre del reporter aveva lanciato un appello all'Is per la sua liberazione. "La famiglia sa del video ed è in lutto", ha fatto sapere un portavoce.
Non è ancora chiaro né dove, né quando sia stato girato il video. La Casa Bianca non è in grado al momento di confermarne l'autenticità. Lo afferma il portavoce Josh Earnest, sottolineando che l'informazione data dal New York Times non può essere al momento verificata. Un atto terrificante": così la portavoce del Dipartimento di Stato Usa, Jennifer Psaki, ha commentato comunque la notizia. 'E' disgustoso e spregevole", le parole del premier britannico David Cameron. "Di fronte a un atto tanto raccapricciante, ci è sempre più chiaro quale sia la frontiera, quella della democrazia contro la barbarie", sottolinea Matteo Renzi nella sua qualità di presidente di turno dell'Unione europea.
Minacce a un terzo giornalista e agli alleati degli Usa. Oltre alla rivendicazione dell'uccisione del secondo reporter, nel filmato odierno l'Is minaccia anche di uccidere un ostaggio britannico che è nelle sue mani, David Cawthorne Haines. Infine l'avvertimento agli alleati dell'America: "Prendiamo questa opportunità per avvertire i governi che entrano nella malvagia alleanza con l'America contro lo Stato Islamico: si tirino indietro e lascino il nostro popolo in pace".
Sotloff, originario della Florida, lavorava anche per la rivista Time. In grado di parlare correntemente l'arabo, per anni ha seguito gli avvenimenti in Medio Oriente, entrando ripetutamente nelle più pericolose zone di conflitto.

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