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Scuola, la riforma pubblicata in Rete

Roma - È stato pubblicato la mattina del 3 settembre 2014 sul nuovo sito governativo “passodopopasso” il documento“La buona scuola”, che contiene le Linee guida per un restyling dell’istruzione .
Nelle linee guida un piano straordinario per assumere150mila docenti a settembre 2015, e dal 2016 si diventerà prof di ruolo solo per concorso. Stop alle supplenze: si prevede di garantire un team stabile per coprire cattedre vacanti. E scatti in base al merito: «Assumiamo precari ma i prof si facciano valutare», dice Renzi, che sollecita l’insegnamento dell’ inglese come lingua madre «per evitare di parlarlo come lo parlo io». E alternanza Scuola-Lavoro obbligatoria negli ultimi 3 anni degli istituti tecnici e professionali.
Per assumere 148.100 nuovi docenti saranno necessaricirca 3 miliardi di euro. Per l’esercizio finanziario 2015, primo anno di attuazione del piano, sarà quindi necessario impegnare 1 miliardo da settembre a dicembre.
La presentazione della riforma
«Noi diciamo basta ai precari e alla supplentite, dobbiamo avere il coraggio di dire che si devono giudicare gli insegnanti e gli scatti devono essere sulla base del merito e non sulla base dell’anzianità», dice il premier Matteo Renzi nella presentazione sul sito del Governo.
«Vi propongo un patto educativo, non l’ennesima riforma, non il solito discorso che propongono tutti i politici, una cosa diversa. Abbiamo un anno di tempo per rivoluzionare la scuola italiana», continua.
«Sarà bellissimo ascoltare la voce di tutti, perché la scuola non è del ministro né del Presidente del Consiglio», ha aggiunto, annunciando, sul sito del Governo «passodopopasso», una campagna di ascolto sulle linee guida della scuola dal 15 settembre al 15 novembre.
«Vi chiedo una mano: i giorni che ci aspettano sono giorni meravigliosi, non buttiamoli via. Abbiamo il coraggio di provare insieme a disegnare la scuola che verrà e forse anche così l’Italia tornerà a essere custode della straordinaria bellezza che ha», ha continuato Renzi.
«Dal 15 settembre al 15 novembre andremo scuola per scuola, aula per aula a raccogliere le vostre opinioni. Scriveteci, criticateci, diteci la vostra. Coinvolgetevi. Sono anni che fanno le riforme passando sopra la vostra testa. Stavolta, no. Vogliamo affrontare questa sfida insieme». Noi, ha detto il premier, «vi proponiamo dodici punti: mai più precari, dal 2016 solo concorsi, basta supplenze, la scuola fa carriera, la scuola si aggiorna, scuola di vetro, sblocca scuola, scuola digitale, cultura in corpore sano, le nuove alfabetizzazioni, fondata sul lavoro, la scuola per tutti tutti per la scuola. Trovate i singoli punti nel documento allegato. Leggetelo, approfonditelo, discutetelo. Poi nella legge di stabilità entro l’anno mettiamo i soldi che servono, per questo progetto e per l’edilizia scolastica. Da gennaio i testi di legge. Il 2015 - dopo una lunga discussione - diventa l’anno della sfida».
Noi, puntualizza, «sul tavolo mettiamo le idee che vedete e tutto il coraggio che abbiamo, per evitare il coro di lamentela dei rassegnati e dei cinici che già dicono: “Tanto non cambia mai nulla”. A voi chiedo di essere protagonisti e non spettatori. Chi vuole bene all’Italia vuole bene alla scuola. Renderla più giusta e più rispettata è il nostro obiettivo. Lo facciamo insieme?».
Le anticipazioni
Questa mattina, Renzi aveva dato alcune anticipazioni durante un’intervista a Rtl 102.5: «Tutti coloro che stanno dentro alle graduatorie a esaurimento devono essere assunti dalla scuola, perché hanno un diritto nei confronti dello Stato. - ha detto - In cambio chiediamo di cambiare le regole del gioco: più disponibilità degli insegnanti a essere valutati e possibilità ai presidi di scegliersi gli insegnanti che ritengono più adatti» rendendo anche chi non ha una cattedra parte di un «organico funzionale» che fa le supplenze ma non solo: «la squadra del preside».
«Ci vuole l’insegnamento dell’inglese come lingua madre per evitare di parlarlo come lo parlo io: è un “globish” più che un english», ha aggiunto. «Ascolteremo i ragazzi e i genitori sulle materie» di studio «per due mesi. Io sono per più storia dell’arte, più musica, più educazione motoria e fisica. E più investimento nelle nuove tecnologie».
«Propongo che per un anno tutta Italia - destra, sinistra, nord, sud - discuta di come insieme vogliamo rifare la scuola, perché non la può rifare Renzi o il ministro: o la rifà una comunità o sarà l’ennesima riforma calata dall’alto», ha continuato. «Non facciamo come gli altri che hanno annunciato la riforma della riforma della controriforma e siamo tutti usciti matti - ha sottolineato Renzi - Con linguaggio semplice e tranquillo diciamo che la scuola è il valore più importante di un Paese. Ed è anche il fattore di crescita dell’Italia, che tra vent’anni sarà competitiva se garantiremo dignità e stima agli insegnanti, tranquillità e tregua educativa ai genitori e protagonismo ai ragazzi». «Proponiamo un percorso di ascolto sul territorio e ci apriamo al confronto con gli insegnanti perché non devono vivere» le proposte sul merito «come punitive: i tanti insegnanti bravi vengono premiati, al meno bravo diciamo devi impegnarti di più», ha spiegato.




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