PA - Stipendi statali bloccati per un altro anno, ma ora il vero pericolo
è che lo stop si allunghi a fine 2017
Marcello Pacifico (Anief-Confedir): avevamo anticipato diversi mesi fa
la proroga. La ‘spia’ era stata la decisione di congelare a lungo termine l’indennità
di vacanza contrattuale. E ora, se non arrivano soldi ‘freschi’, il destino di
tre milioni di dipendenti è segnato: avranno le buste paga ferme per otto anni
consecutivi, con l’inflazione che continuerà a viaggiare ad una velocità
maggiore. Un record che impoverisce sempre più
gli statali e fa stagnare l’economia.
L’Anief lo aveva detto diversi
mesi fa: il blocco dei contratti degli statali non finirà con il 2014. A
rivelarlo, seppure non direttamente, era stato il Ministero dell’Economia, il quale commentando la Legge di Stabilità 2014, la 147/13, che
ha fissato l’indennità di vacanza contrattuale “per il triennio 2015-2017 al
livello di quella in godimento dal mese di luglio 2010”, per la scuola
addirittura al 2009, aveva di fatto ammesso la conferma della linea del blocco
stipendiale: poiché l’indennità di vacanza contrattuale non è altro che un
anticipo degli aumenti di stipendio, pareva evidente che fino al 2017 non vi
sarebbe stato alcun aumento in busta paga.
I soldi, del resto, mancano. E, visto che il
Governo non si decide a stanziarli, da questo blocco non se ne esce. Nelle ultime
ore il Ministro della Funzione Pubblica, Marianna Madia, ha spiegato che “in
questo momento le risorse per sbloccare i contratti non ci sono perché l'Italia
è ancora in una situazione di difficoltà economica", pertanto l’unico
provvedimento che il Governo è in grado di attuare è la conferma “degli 80 euro
che vengono destinati anche ai dipendenti pubblici”.
“Si mantiene così in vita – spiega Marcello
Pacifico, presidente Anief e segretario organizzativo Confedir – il‘contentino’ degli 80 euro, mentre siccome non si mettono sul piatto
altri soldi, i tre milioni di dipendenti pubblici vanno incontro a un trend segnato da tempo. Ora, se i calcoli del
sindacato non sono errati, questa situazione si protrarrà per altri tre anni,
arrivando a lasciare immobili gli stipendi degli statali per otto anni consecutivi.
Nella scuola, dove l’inflazione li ha sorpassati di 4 punti, addirittura nove: un
record della vergogna, che impoverisce e umilia i lavoratori, assieme alle loro
famiglie. E fa stagnare l’economia. Una realtà, di cui i Governi che la
reiterano si devono prendere tutta la responsabilità”.
A tal proposito, Anief ricorda che i dipendenti
della Scuola sono gli unici della P.A., sempre per
effetto dell’art.9 della Legge 122/2010, ad avere avuto il contratto fermo già
dal 2010. E con i valori stipendiali, da adeguare all’inflazione, rimasti di
fatto fermi al 2009. Ma la decisione dello stop stipendiale ha origini lontane:
ha preso il via con il D.lgs. Brunetta 150/09, è proseguita nel tempo, sino all’approvazione
da parte del Consiglio dei Ministri, ad agosto 2013, del blocco della
contrattazione per il biennio 2013-2014 di tutto il pubblico impiego.
Provvedimento confermato poi con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale n. 251 del D.P.R. 122 del 4 settembre
2013. Ora, a un anno esatto di distanza, ci dicono che non finisce qui.
I contenuti di questo triste scenario erano stati
preannunciati nell’ultimo ‘Conto annuale’, realizzato dal Dipartimento dellaRagioneria Generale dello Stato, dove è riportato che nel
2012 docenti e Ata della scuola hanno percepito in media 29.548 euro annui: un
compenso inferiore anche ai dipendenti dei ministeri, delle regioni e delle
autonomie locali. Ma anche della media nazionale: l'Ocse, attraverso il rapporto
'Taxing Wages', ha rilevato che nel 2013 gli italiani hanno guadagnato in media
29.704 euro lordi, l'1,3% in più rispetto al 2012, mentre i prezzi al consumo
sono saliti dell'1,4%, 1 decimo di punto in più. E il costo della vita
continuerà a viaggiare più veloce fino a tutto il 2015. “Se non cambia il corso
delle cose, se non arrivano soldi ‘freschi’ attraverso le Leggi di Stabilità,
si andrà avanti in questo modo sino alla fine del 2017”, conclude Pacifico.
Per approfondimenti:

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