La
devozione si vive anche in silenzio
ma
con la presenza e mai con la assenza
di
Pierfranco Bruni
Il
tempo cammina dentro la storia, perché la storia decifra gli accadimenti, gli
eventi, le nobiltà e le miserie. Il tempo cammina tra la singolarità dei
simboli e i simboli sempre si dichiarano. In essi c’è l’alchimia dei destini. L’alchimia
e i destini.
Il
simbolo dell’aquila mi accompagna. Ed è un parlare sottovoce tra i vicoli di un paese che hanno segnato i miei passi e spesso penso a
mio padre che ha stretto le mie mani sino ad una sera prima e poi le sue mani
erano senza più attesa.
È
come rivederlo, quando ritorno ad osservare le piante del suo giardino. È
rivederlo quando osservo tutto ciò che ha lasciato. Lì, come lo ha lasciato.
Con la polvere che ruga ogni oggetto.
Ho
ritrovato addirittura le sue pagelle scolastiche. Lui ha frequentato la scuola
del Fascismo. Pagelle che sembravano fogli immensi. Dentro le sue pagelle, per
classe, aveva inserito le mie pagelline verdognole delle Elementari. Ogni
virgola al punto giusto. Ordine e disciplina, diceva. Ordine, disciplina,
dignità e orgoglio di vivere una nobiltà di idee, di comportamenti, di stile e
di devozione sempre alla famiglia.
La
devozione si vive anche in silenzio, ma con la presenza e mai con la assenza,
diceva mio padre. Ma questa è la storia della famiglia Bruni – Gaudinieri –
Guaglianone.
È
unitile negarlo: quando la vita diventa stile è stile ed ha la sua
rappresentazione proprio quando il richiamo alla pietà diventa una religiosità
del cuore.
Il
colonnello Gaudinieri ha combattuto nella Grande Guerra ed ha lasciato segni di
eleganza nelle sue gesta. Si ricorda la sua eleganza e il suo vissuto.
Don
Ferdinando Guaglianone, il gesuita morto nel 1927, ha frequentato i
salotti napoletani e con il suo essere filo borbonico non ha mai rinnegato e
non conosce il tradimento.
Don Ferdinando aveva stile nel linguaggio ma
saggezza nel suo essere presente tra la gente. Il suo culto mariano è una
costante frequentazione alla tradizione.
I
cinque fratelli sono stati gli eredi di queste generazioni passate che hanno
fatto la storia vivendo la vita con il coraggio della nobiltà e con la nobiltà
delle idee. Le parole non hanno mai avuto senso se mancano le azioni, i gesti,
gli incontri.
Agostino
Gaudinieri ha vissuto l’onore della Patria testimoniandosi sempre e non
negandosi mai. Come la sorella Giulia.
Don
Ferdinando Guaglianone, nel Regno di Napoli, era diventato il protagonista di
una teologia della tradizione in una
cattolicità che cominciava ad innovarsi, ma egli fedele sempre ad un pensiero
dell’abitare il senso del suo tempo nel tempo della cristianità ha scritto una
delle pagine importanti su Maria ed è stato un riferimento, in tempi non più
vicini, per “Civiltà Cattolica”.
È
vero che il tempo è un trascinamento di altro tempo e di ti altri tempi, ma
anche vero che nulla dovrebbe essere dimenticato.
Chi
dimentica è perduto e chi si perde e non ha il coraggio di urlare di essersi
perduto diventa soltanto una maschera triste. Neppure tragica, il senso del
tragico è nella nobiltà dell’ironia.
I
cinque fratelli ben conoscevano l’ironia e ben conoscevano il filo del tragico
che si lega al coraggio della dignità e della parole che è la sfida nel vivere
con la lealtà degli orizzonti che cadono sul limitare della linea sul mare e
tracciano crepuscoli.
Mio
padre coltiva ancora le rose e il roseto che circonda le aiuole del nostro
giardino è nato da un seme che l’aquila ha depositato in una zolla di terra tra
la palma e le orchidee.
Zio
Pietro naviga tra il mare di Sardegna ed ha compreso che l’isola custodisce il
mistero dell’aquila.
Zio
Gino ha abbandonato i suoi atti amministrativi e legge poesie che parlano di
tramonti rossi.
Zio
Adolfo conosce la storia e appunta il vissuto su cartigli che permettono di
ricostruire un viaggio tra la cronaca e l’antico.
Zio
Mariano si è stancato di annotare equazioni sui libretti notes e osserva la
pioggia battere sulla vetrata della sua casa di Cosenza, in quel balcone che
era un giardino pensile e dove da ragazzo più volte, con Pina, ho giocato con
il mio vestitino da festa con i pantaloncini corti.
Siamo
questi perché siamo stati questi, sempre.
Giulia
Gaudinieri aveva nel sangue i Guaglianone. Ermete Francesco Bruni sposandola ha
disegnato un destino in generazioni che continuano a vivere l’ironia e la
nobiltà.
Ma
la vita ha le sue rappresentazioni. Ha il suo teatro oltre ad essere teatro.
Quel
giorno mio padre, stringendo la mia testa alla sua, mi ha semplicemente detto:
“Mai, mai, mai… non dimenticare il nome che porti… Dammi i tuoi pensieri ed io
ti darò i miei pensieri…”.
Sono
giorni di nostalgie.
Mentre
scrivo ascolto voci, cerco voci che mi giungono da lontano. E queste voci sono
destino.
I
cinque fratelli non smetteranno di raccontare e di trasmette ricordi. il tempo
cammina dentro la storia, ma la storia non può fare a meno di camminare nei
nostri vissuti e nel nostro essere.
Aspetto
sempre l’alba e l’alba ha la sua luce la sua grazia il suo chiaro dopo la
notte. L’aquila ha il suo senso. San Francesco di Paola è un cammino tra la
storie, tra le storie…
Pierfranco
e Pina Bruni, Colonnello Gaudinieri e Donna Ada, Frontespizio pagella Virgilio Bruni,
statuetta di San Francesco di Paola, con delle rose rosse tra le mani e il bastone.
trovato nella “nicchia” sopra il cancello della proprietà di Giulia Gaudinieri
– Virgilio Bruni -
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