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EMILIA ROMAGNA: PD A PROVA PRIMARIE, 5 CANDIDATI RACCOLGONO LE FIRME

RIFLETTORI PUNTATI SULLA SFIDA TRA I RENZIANI MODENESI RICHETTI E BONACCINI 

Bologna, 2 settembre 2014- Chi davvero sarà in corsa lo si saprà ufficialmente solo l'11 settembre, data entro cui i candidati alle primarie del Pd dell'Emilia Romagna dovranno presentare le firme per ufficializzare la propria discesa in campo alla consultazione che, il 28 settembre, servirà a scegliere il candidato Pd alla successione di Vasco Errani, dimessosi dalla guida della Regione per la condanna in secondo grado nell'ambito dell'inchiesta Terremerse. 


Per il momento in campo ci sono 5 nomi: il segretario regionale del Pd Emilia Romagna e responsabile degli Enti locali per la segreteria nazionale Stefano Bonaccini; il parlamentare ed ex presidente dell'Assemblea legislativa di Viale Aldo Moro Matteo Richetti; l'ex sindaco di Forlì Roberto Balzani; la presidente uscente dell'Assemblea legislativa regionale Palma Costi e Patrizio Bianchi, assessore regionale al Lavoro, Scuola, Università e Ricerca. I riflettori sono puntati però sulla sfida tra Bonaccini e Richetti, entrambi renziani, entrambi modenesi, entrambi appartenenti alla stessa generazione di Democratici emiliani ed entrambi scesi in campo, come hanno spiegato loro stessi all'apertura della Festa dell'Unità di Bologna, per la mancanza di una candidatura unitaria che mettesse insieme tutte le anime del partito. 

A fare da 'outsider' tra i due favoriti è Roberto Balzani, che fu un renziano della primissima ora come lo era stato Richetti, al fianco di Renzi per il 'Big Bang' della Leopolda 2011. Solo successivamente è giunto invece il sostegno a Renzi da parte dell'ex bersaniano Bonaccini, ora vicinissimo al premier. A rappresentare le donne, e soprattutto il territorio colpito dal sisma del 2012, è Palma Costi (di Camposanto, Comune cuore del cratere modenese) che ha fatto il suo passo avanti, accogliendo le sollecitazioni giunte dal territorio. Uomo della squadra di Errani è infine Patrizio Bianchi che, però, lo scorso fine settimana ha avuto già un confronto con Bonaccini, su alcuni punti programmatici comuni. Un faccia a faccia che portrebbe forse portare ad una convergenza di Bianchi sulla candidatura del segretario regionale. Tema che sarà, non a caso, al centro di un incontro che si terrà domani tra Bianchi ed i suoi sostenitori. Quanto al ruolo di Bonaccini nel partito locale, il segretario regionale ha già chiarito che, una volta formalizzata la sua candidatura, lascerà la guida di via Rivani ad una figura di garanzia, per concorrere alle primarie in sostanza da 'giocatore liberò. Spetterà a questa sorta di 'segretario in pectorè organizzare e arbitrare la grande consultazione del 28 settembre. I seggi aperti dalle 8 alle 20 in tutta la Regione saranno 900. Potranno votare tutti, pagando 2 euro. 

Saranno ammessi al voto anche gli stranieri, i lavoratori, gli studenti fuori sede ed i 16enni, sebbene questi non potranno poi partecipare al voto d'autunno per la scelta degli eletti. Tutte queste categorie dovranno però registrarsi fino a 3 giorni dall'apertura dei seggi delle primarie. Quanto al resto dello schieramento, si muovono in vista del voto amministrativo che dovrebbe essere intorno al 16 novembre (ma sulla data esatta manca ancora il provvedimento del governo) anche l'Idv, pronto a schierare un candidato proprio, e Sel che per voce della coordinatrice regionale Elena Tagliani ha lanciato l'apertura di un confronto da sinistra con il Pd. Sel, già in contatto stretto con la Lista Tsipras, punta comunque a sottoporre ad un referendum tra i propri elettori la scelta di aderire o meno ad una coalizione con il Pd. Un voto di consultazione che avverrà, comunque, entro la fine del mese. Intanto il Pd nazionale e il governo guidato dal segretario Matteo Renzi sfilano proprio a Bologna dove è in corso la Festa Nazionale dell'Unità. La scelta, per ora, è quella di non schierarsi. Se infatti, dal ministro delle Riforme Maria Elena Boschi è giunto ieri sera un «in bocca a lupo» trasversale a tutti i candidati attualmente in campo, il vicesegretario nazionale del partito Lorenzo Guerini si è limitato ad auspicare un confronto produttivo sui contenuti, in cui il Pd riesca a spendere le sue «figure migliori». Presentate le firme, dopo cioè l'11 semmbre, l'appuntamento sarà sul palco della festa provinciale dell'Unità di Bologna, dove entro il 22 settembre (la data è ancora da definire) i candidati si confronteranno in un dibattito pubblico davanti alla platea degli elettori al Parco Nord. 

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