Vanno avanti senza sosta, le ricerche di Giuseppe Pilato, l'uomo che a Monasterace, ha ucciso la moglie Mary Cirillo, con un colpo di pistola alla testa. Alle ricerche, stamani stanno partecipando anche due speciali unità cinofile giunte dal gruppo di Firenze. I controlli sono stati portati nei pressi della stazione ferroviaria di Guardavalle Marina, nel catanzarese, dove è stata trovata l'automobile abbandonata dall'uomo con all'interno le chiavi, il bancomat e le carte di credito. I cani stanno concentrando la loro attenzione lungo i binari ferroviari. Nella zona è confluito anche un elicottero ed un consistente numero di carabinieri. Le ricerche di Giuseppe Pilato sono state estese a tutto il territorio ma al momento l'uomo sembra scomparso nel nulla. Gli investigatori non escludono nessuna ipotesi, anche quella che, nella disperazione per quanto commesso, si sia tolto la vita. Ieri alcuni familiari gli hanno rivolto l'invito a costituirsi.MONASTERACE (RC), DELITTO CIRILLO, IL MARITO DELLA DONNA, GIUSEPPE PILATO, RICERCATO DA POLIZIA, CARABINIIERI, GUARDIA DI FINANZA, CFS E POLIZIA PENITENZIARIA, CON L’AIUTO ANCHE DI CANI-POLIZIOTTO E DI ELICOTTERI. POTREBBE AVER COMPIUTO UN GESTO INSANO, SEBBENE GL’INQUIRENTI MANTENGANO IL MASSIMO RISERBO. IL SINDACO CESARE DE LEO HA DICHIARATO IL LUTTO CITTADINO
Domenico Salvatore
La psichiatria moderna, più o meno condivisibile, arriva a dire, che il raptus emotivo violento, non possa essere un atto premeditato. Anzi l’obiettivo principale è lo scarico e la liberazione di violenza ed aggressività. Ma il dramma di Monasterace assomiglia ad una tragedia annunciata! I dati statistici, freddi, asettici ed impersonali, a parte un secolo di studi scientifici e di ricerche, dicono che nella maggior parte dei casi, i delitti siano preceduti da liti furibonde, divergenze, dissidi, alterchi, dispute e battibecchi; e senza soluzione di continuità. L’assassino in fuga, ha lasciato gli effetti personali sul sedile della Multipla.Se sia un depistaggio, presto si avranno notizie sue. Di Giuseppe Pilato, il commerciante di Monasterace, che lunedì 16 agosto 2014, ha ucciso la moglie, Mary Cirillo, madre di quattro figli, a colpi di pistola, dentro casa, si sono perse le tracce. Nonostante l’affannosa e pignolesca ricerca in ogni dove. Uomini in divisa, ma anche volontari e parenti. Ed elicotteri, cani poliziotto, mezzi e strumenti, per assicurare alla Giustizia, possibilmente vivo, l’assassino di Ferragosto. Come la pentola a pressione con l’aumento progressivo ed incessante della temperatura, senza valvole di sfogo, prima o poi esplode; così, anche la mente umana con l’aumento progressivo ed incessante delle emozioni, e delle frustrazioni ed insoddisfazioni represse, ma non chiamateli raptus, che non prevede una partecipazione razionale e cosciente della mente, senza valvole di sfogo, prima o poi esploderà. Dov’è andato a finire, che fine ha fatto? Se lo chiede anche il redattore dell’Ansa, Alessandro Sgherri…” Sembra svanito nel nulla Giuseppe Pilato, il trentunenne che lunedì pomeriggio, al culmine di una lite, ha esploso un colpo di pistola calibro 7.65 contro la moglie Mary Cirillo, centrandola alla fronte ed uccidendola. Un delitto a cui potrebbe avere assistito il più piccolo dei quattro figli della coppia, di due anni, presente in casa al momento del delitto. Per rintracciare Pilato i carabinieri hanno diramato un avviso di ricerca in tutta Italia, ma hanno anche organizzato una battuta nella zona cui partecipano unità cinofile, un elicottero e lo squadrone "cacciatori". Tra l'altro c'è pure il timore che l'uomo possa suicidarsi, visto che è ancora armato. Le ricerche hanno portato al ritrovamento della vettura di Pilato. Era parcheggiata vicino alla stazione ferroviaria di Guardavalle Marina, a soli 7 chilometri da Monasterace. Dentro, le chiavi inserite nel quadro ed il portafogli con bancomat e carte di credito. L'uomo, dunque, potrebbe avere già lasciato la Calabria in treno diretto chissà dove. Oppure, è una delle ipotesi prese in considerazione dai carabinieri del Gruppo di Locri e della Compagnia di Roccella Ionica, potrebbe trattarsi di un tentativo di depistaggio per fare credere di essere fuggito e cercare rifugio da qualche conoscente. Ma potrebbe anche essere semplicemente il gesto di un uomo disperato che ha abbandonato l'auto dove è capitato per poi allontanarsi a piedi nelle campagne.Gli investigatori comunque non lasciano niente al caso e continuano le ricerche, mentre uno zio di Pilato, in televisione, gli ha rivolto l'invito a costituirsi. Tra marito e moglie, da tempo, i rapporti erano tesi. Lei pare volesse il divorzio. Lui non ne voleva sapere, anche se da alcuni mesi era andato a vivere con i genitori, in una villetta poco distante dall'appartamento della coppia. E così liti a ritmo continuo. L'ultima delle quali lunedì pomeriggio. Pilato è andato a casa della moglie, dove c'era solo il figlio di 2 anni, ed è scoppiata l'ennesima lite culminata con l'omicidio. Quindi ha preso il bambino e l'ha portato a casa dei genitori, dicendo alla madre che Mary non era in casa. Una frase che ha allarmato i familiari che, non avendo risposte dalla donna, hanno telefonato ai carabinieri segnalandone la scomparsa, ma dopo un'ora circa al 112 è giunta un'altra telefonata. Una vicina di casa della coppia segnalava una lite in famiglia. Ma quando i carabinieri sono arrivati, si sono resi conto che le grida erano della figlia più grande della coppia, di soli 10 anni, che aveva trovato il cadavere della madre riverso in una pozza di sangue. Oltre a problemi familiari, secondo le indagini, Pilato, negli ultimi tempi avrebbe avuto anche difficoltà economiche. Sta di fatto che già nel marzo dello scorso anno postava sul suo profilo Facebook frasi che suonano adesso come premonitrici della tragedia come: "Nessuno nasce cattivo... La vita ti porta ad esserlo!". Intanto il sindaco di Monasterace Cesare De Leo, ha proclamato il lutto cittadino. Oggi l’autopsia e domani quando la salma verrà restituita ai parenti e familiari, si procederà con la cerimonia dei funerali. Questo non è un delitto di mafia ed il questore di Reggio Calabria, Guido Nicolò Longo, non li vieterà. I commenti della gente sono tutti per i quattro bambini, vittime innocenti. Due dei quali, potrebbero essere stati presenti in quei maledetti, disgraziati attimi di follìa. Lui, lei, i bambini, i genitori materni a cui sono stati affidati temporaneamente i minori.Sembravano una famiglia così detta ‘normale’, ma non era così. Tutto apparenza. Nella sostanza, in realtà, le liti furibonde erano la costante. Mancava l’armonia. Non c’era pace sotto gli ulivi, ma guerra di nervi, trenta giorni al mese. Si tengono pronti anche i sommozzatori a dragare il fondo marino, ma si ha la percezione, che il Pilato, sia ancora vivo e si trovi in zona; a ridosso dei due comuni di Monasterace e Guardavalle. Ben difficilmente potrebbe fallire il fiuto di ‘Golf e Gorge’, i due cani molecolari, che lo stanno cercando. Tanto ottimismo, autorizza la speranza della resa o dell’arresto dell’assassino. I controlli sono pressanti; a tappeto. Si controllano pure i canneti, i torrenti e le fiumare, se non la spiaggia ed i binari della ferrovia.
Domenico Salvatore



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