SCUOLA – Arrivano 33.380 assunzioni, ma
rimane l’emergenza Ata: tanti istituti a rischio assistenza e
sorveglianza
L’amministrazione continua ad immettere in ruolo col contagocce - appena
4.599 gli amministrativi, tecnici e ausiliari, a fronte di quasi 18mila posti
liberi - e mantiene inalterato l’organico, malgrado negli ultimi tre anni gli
alunni siano aumentati di oltre 90mila unità (34mila rispetto al 2013/14). Sono
destinati quindi a riproporsi i disservizi che a
gennaio hanno portato alla chiusura di diversi istituti a causa della troppa
sporcizia. E siccome l’utenza aumenta, si farà sempre più sentire la carenza di
personale nelle uffici e la mancanza di tecnici per i laboratori informatici di
primaria e medie. Per non parlare dei concorsi mai banditi per la categoria.
Marcello Pacifico (Anief-Confedir): non dimentichiamo che nell’ultimo
triennio sono tagliati 47mila posti e sono stati dimezzati i fondi per le cooperative
di pulizia esterne. Col risultato che sempre più plessi scolastici non riescono
nemmeno a coprire la presenza del personale nelle ore di didattica.
Stamattina i dirigenti del Ministero
dell’Istruzione comunicheranno ai sindacati la ripartizione provinciale delle
33.380 immissioni in ruolo da attuare entro la fine del mese: si tratta di
28.781 nuovi docenti, di cui 15.439 su posto comune e 13.342 su sostegno, più
4.599 di personale Ata. Dopo aver appurato che si tratta di numeri complessivi
fortemente sottodimensionati, perché i posti vacanti utili per le assunzioni a
tempo indeterminato sono almeno 60mila, Anief reputa grave che l’amministrazione abbia deciso di stabilizzare una
quantità di personale non docente per coprire solo il turn over: nei prossimi
giorni verrà assunta in ruolo la stessa quota di lavoratori che andrà in
pensione dal 1° settembre.
Tra il personale Ata, rimangono però liberi oltre
12mila posti: si tratta di 2.692 assistenti
amministrativi, 1.032 assistenti tecnici, 8.172 collaboratori scolastici, 126
cuochi, 104 collaboratori scolastici tecnici, 111 guardarobieri, 36 infermieri.
Non si comprende per quale motivo verranno assegnati a supplenza. In tal modo,
assumendo nemmeno su un terzo dei posti liberi, l’amministrazione ignora anche
la norma che impone l’assunzione di un contingente pari al 50% dei posti messi
a disposizione per la mobilità (trasferimenti, utilizzazioni, assegnazioni
provvisorie, comandi, distacchi, ecc.).
Ma i problemi per la sorveglianza e
per l’assistenza delle scuole non finiscono qui: come anticipato in queste ore dalla stampa, il Miur sta preparando una nota per i direttori generali
attraverso cui si impone loro di lasciare inalterato il contingente del
personale Ata. L’organico di “fatto”, quello risultante dalla formazione di
nuove classi ed iscritti, dovrà essere complessivamente uguale a quello di
“diritto” presentato in primavera. In tal modo, il Ministero sta di fatto
creando i presupposti per il ripetersi dei disservizi dell’anno scolastico
2013/14, quando la riduzione dei fondi destinate alle cooperative esterne ha
prodotto la chiusura di diversi istituti a causa della troppa sporcizia.
“Dopo quanto
accaduto a gennaio – spiega Marcello Pacifico, presidente Anief e
segretario organizzativo Confedir – come
sindacato reputiamo grottesco che il Ministero abbia deciso di organizzare
l’anno scolastico che verrà senza incrementare l’organico di nemmeno un posto.
Anche perché rispetto al 2011, quando lo stanziamento pubblico per le ditte di pulizie esterne ammontava a 600
milioni annui, oggi quell’impegno economico si è dimezzato.
Se consideriamo che a partire dal 2011 sono stati anche cancellati 47mila amministrativi, tecnici, ausiliari e Dsga,
che corrispondono ad un quinto del totale dei non docenti, ci possiamo rendere
conto di come si sia messo in ginocchio l’apparato organizzativo e di supporto
della didattica che si svolge nelle nostre scuole. In loro soccorso potrebbe
comunque arrivare, in autunno, la Corte di Giustizia europea
con una sentenza storica di assorbimento di tutto il precariato storico”.
A tal proposito, Anief torna a chiedere il ripristino degli organici sul
dimensionamento scolastico, con i numeri precedenti alla Legge n. 111/2011: tutti gli istituti che in questi
ultimi tre anni sono stati cancellati o accorpati devono riavere la
propria autonomia. Come tutti i Dsga e Ata che sono stati sollevati
dall’incarico a seguito dell’applicazione di quella legge illegittima contro
cui il sindacato ha fatto ricorso.
“Bisogna
ricordare – continua Pacifico - che
tra il
2012 e il 2014 il numero di alunni è aumentato di quasi 90mila unità, 34mila
solo nell’ultimo anno. Con una evidente ricaduta di impegni per le scuole. Solo
per le nostre amministrazioni, ad iniziare dal Mef, sembra accadere il
contrario: così siriduce il numero di insegnanti di oltre 1.400 posti e si lascia
inalterato quello degli Ata. Questa decisione porterà conseguenze, perché dalle
nostre sedi provinciali continuano a giungere denunce, soprattutto dagli
istituti comprensivi che hanno più sedi scolastiche e plessi: in diversi casi,
la carenza di collaboratori scolastici è tale da non garantire nemmeno la
presenza di una unità per la durata delle attività didattiche”.
Anche l’amministrazione degli istituti,
i servizi di didattica e di gestione del personale, che con l’autonomia
scolastica hanno assunto oneri maggiori rispetto a quelli di pochi anni fa,
deve fare i conti con la penuria di personale. Per non parlare della mancanza
di assistenti tecnici in tutte le scuole del primo ciclo e medie di primo
grado, con i dirigenti costretti sempre più spesso a spendere preziosi fondi
rivolgendosi a ditte esterne per mantenere in vita i laboratori informatici. Ma
siccome rispetto al 2011 il Mof, il fondo destinato anche a questo genere di
impellenze, si è ridotto di due terzi e molte scuole hanno sempre meno soldi,
il risultato è che oggi sono davvero tanti gli istituti con hanno laboratori
non funzionanti e uffici non manutenzionati a dovere. Con immaginabili effetti
negativi del servizio sull’utenza.
Il personale rimane poi sempre in
attesa dell’inserimento della figura di Coordinatore Amministrativo e Tecnico:
nelle scuole dovrebbe esistere già da molti anni, per contratto, ma per loro
non sono mai stati indetti i concorsi. Gli stessi che si attendono per
selezionare i nuovi Direttori dei servizi generali e amministrativi, i
responsabili del personale Ata: quasi un anno fa, il 3 settembre 2013, la stampa specializzata riportava la seguente notizia: “Il MIUR pronto a bando per
450 posti DSGA, dopo il via della Corte dei Conti (…): si tratta di un concorso
atteso che porrebbe fine alla sostituzione da parte degli assistenti
amministrativi dei posti vacanti”. Quel concorso non è stato mai bandito.
Per approfondimenti:

Social Plugin