CartaStraccia.News

“Carta Straccia”, nel nome la provocazione, nel contenuto la sostanza. Leggetelo. Non per abitudine, ma per scelta.

Editors Choice

3/recent/post-list

San Giorgio Morgeto. La deputazione di storia patria per raccontarne la storia

San Giorgio Morgeto (Reggio Calabria) – Ricorrendo il 150° anniversario del cambio di denominazione del paese si è tenuto a San Giorgio Morgeto un interessante incontro pubblico con lo scopo di illustrarne fasi e  motivazioni. 

Alla presenza del sindaco Carlo Cleri, che ha fatto gli onori di casa, si sono alternati i qualificati relatori, già deputati di storia patria, professoressa Francesca Martorano, il dottor Giovanni Quaranta e l’esperto studioso Giovanni Russo. Si è chiarito che nel 1864 il consiglio comunale pro tempore, su disposizione governativa come avvenne per altri comuni (Laureana, Terranova, ndr), ebbe a deliberare la modifica dell’appellazione del paese certamente per evitare confusione con altri comuni del contesto post-risorgimentale che si era venuto a creare nel solco del particolare momento storico vissuto dalla riunificazione nazionale. Si aggiunse così, per chiare reminiscenze storiche, il suffisso Morgeto con il voluto richiamo tardogreco delle leggende tramandate sulla dominazione di questa plaga. 

Nel corso delle relazioni si è evinto che lo sviluppo dell’area abitata è certamente da ricondursi in stretta connessione con la fortificazione pre-medievale (poi divenuto castello) di probabile impianto bizantino già presente in quei luoghi conosciuti come Altanum (quindi San Giorgio, a partire dagli anni 1108/1109 circa come “Castrum San Giorgi”) ed a cui faceva da corollario una cinta muraria di rilevante entità (circa 3 km di perimetro che racchiudeva  un’area territoriale complessiva di circa 300 ettari). 

Scarse purtroppo le fonti che possano permettere la ricostruzione cronologica e storico-antropologica del sito che richiamano ai lavori del Cangemi e del Valensise che di ciò si occuparono in anni relativamente più recenti. Importante è stato rilevare come la location del futuro paese di San Giorgio fosse strategicamente collocata su un crinale di valico tra i due mari, lo jonio ed il tirreno per mezzo del passaggio naturale verso le coste costituito dalla risalita della fiumara Vacale, segno dell’attenzione militare che insisteva su quelle zone tanto da modificarne allo scopo ed in varie fasi costruttive, il castello, edificato sulle sporgenze di un massiccio roccioso dai normanni che praticarono queste zone e seguentemente più volte modificato dai vari passaggi feudali di proprietà. 

Un lavoro di ricostruzione difficile basato sulla non copiosa realtà documentale ma che è riuscito tra l’altro ad individuare con sufficiente certezza due momenti edilizi ben definiti: la costruzione del castello e la cinta muraria (di cui oggi rimangono visibili il mastio e pochi ruderi) ed il successivo sviluppo del tessuto socio-urbano con l’edificazione delle abitazioni, delle chiese e delle strutture conventizie (su tutte il complesso dedicato a San Domenico pure praticato dal grande filosofo stilese Tommaso Campanella, ndr). 

In chiusura è stata data lettura di un atto inedito del 1669 a sfondo prevalentemente rendicontistico redatto dall’economo Antonio Sabatino e rintracciato – dopo un faticoso lavoro di ricerca presso gli archivi della Deputazione e quelli di Stato - da Giovanni Russo, che ha potuto restituire, altresì, più certe notizie su San Giorgio e sulla composizione del complesso delle strutture sociali e patrimoniali del tempo.



Giuseppe Campisi   

Posta un commento

0 Commenti

Trovaci su Google