Polistena (Reggio Calabria) – Un comizio di chiusura della “Festa Rossa” che ha avuto come punti di riferimento, a livello nazionale, il deciso smarcamento con conseguente bocciatura dalle politiche del governo Renzi, definito «la nuova illusione», e a livello locale il resoconto della gestione amministrativa con annessa reprimenda per gli avversari politici additati come perdenti «la battaglia dei contenuti politici». Sul palco si sono alternati Fabio Russo, della segreteria dei giovani comunisti, Fabio Racobaldo, segretario della locale sezione, ed il sindaco Michele Tripodi.
E mentre Russo non ha esitato a chiamare a raccolta i giovani ad unirsi ed a fare politica in senso attivo con i comunisti «perché - ha riferito – il futuro è nelle mani dei giovani senza deleghe ad altri», Racobaldo ha attaccato il premier definendolo «uno che in Calabria fa solo passerelle» nel contempo confermando la candidatura a sindaco per il 2015 di Michele Tripodi definito «il miglior sindaco possibile» per la città. Le conclusioni sono state affidate allo stesso sindaco che, nel corso del suo intervento, ha puntualizzato non solo che «senza i comunisti nelle istituzioni, si sta peggio» ma anche che gli attuali governanti nazionali hanno in progetto solo di stravolgere la carta costituzionale derubricando diritti.
Ma Tripodi, restringendo il campo, ha avuto parole di fuoco anche per gli amministratori della struttura regionale che hanno saputo solo «saccheggiare la Calabria» mortificandone i contenuti a sfavore della gente. «Vogliamo la svolta – ha tuonato Tripodi – e per le prossime regionali dobbiamo dire la nostra!» evidenziando altresì i successi della gestione della cosa pubblica nella città di Polistena ottenuti dalla sua amministrazione che «gode il sostegno della gente» affermando che «dove governano i comunisti i risultati si vedono».
Nel suo ragionamento una stoccata è stata riservata ai contestati proprietari di palazzo Avati - all’interno del quale si trova la magnifica opera della “Fortuna” dello scultore polistenese Giuseppe Renda - intimando una possibile azione di rivalsa per espropriare «un’opera, patrimonio comune, che appartiene alla città a cui va restituita». Immancabili poi i riferimenti all’ex sindaco Giovanni Laruffa «già pensionato dai cittadini ed ora anche dalla scuola» invitato a rimanere fuori dalla vita politica cittadina perché «potrebbe fare ancora danni» ed all’associazione Progetto Polistena «tra i cui componenti figurano proprietari di giornali utilizzati contro i magistrati e l’amministrazione comunale – e definiti - portatori particolari di interessi che ambiscono solo al potere».
Giuseppe Campisi
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