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GAY: BARZELLETTE SU RIVISTA; CIRCOLO MIELI, SALTO INDIETRO

La copertina del libro “Le migliori barzellette gay”
ROMA, 18 agosto 2014- «Troviamo di pessimo gusto e offensiva verso tutte le persone lgbt (lesbiche, gay, bisessuali e transgender) che subiscono vessazioni, violenze e discriminazioni la scelta di allegare un libro omofobo che ci riporta indietro di decenni»: è il commento di Andrea Maccarrone, presidente del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, alla pubblicazione come allegato al settimanale Visto di un libretto di barzellette sui gay. «Accogliamo le scuse arrivate ieri dal direttore Roberto Alessi - prosegue Maccarrone - ma riteniamo piuttosto singolare che il responsabile di un settimanale possa dichiararsi del tutto estraneo a quanto allegato al giornale da lui diretto. Purtroppo di ben altro tenore son state le parole di Federico Silvestri, direttore generale dell'editore Prs, che ha rivendicato e difeso la scelta di pubblicare un volume che nulla ha a che fare con la comicità e la satira. Il libro perpetra invece pregiudizi e stereotipi che fanno balzare indietro l'Italia in un'epoca in cui gay e lesbiche erano obbligati a nascondersi o oggetto di violenze e derisione, lanciando messaggi pericolosissimi, specie per i più giovani, in un Paese che fatica ancora a mettere a punto una strategia nazionale di lotta all'omofobia e alla transfobia». Il Circolo Mieli rilancia pertanto l'invito a esprimere la propria indignazione e a chiedere il ritiro del volume inviando una e-mail al direttore Roberto Alessi.

GAY: BARZELLETTE SU RIVISTA; ARCIGAY, BIECA OPERAZIONE "Si fa cassa su stereotipo vecchio per rilanciare vendite" - «Non dovrebbe nemmeno sorprenderci la messa in distribuzione di un libretto di barzellette sui gay in un paese in cui le persone gay, lesbiche e trans sono ignorate totalmente dalla legge e trasformate dai mass media in bersagli di dileggio o di disprezzo»: Flavio Romani, presidente di Arcigay, interviene sulla polemica suscitata dal settimanale Visto, uscito in edicola con un allegato dedicato alle barzellette sui gay. «Se le leggi fanno cultura - argomenta Romani - l'assenza di leggi produce inevitabilmente incultura. Incultura cieca, tra l'altro, perchè se avesse un minimo di contatto con la realtà distribuirebbe barzellette sui parlamentari, non sui gay. Invece si cerca di far cassa su uno stereotipo vecchio di decenni, un 'usato garantitò che furbamente il periodico sfoggia per rilanciare le vendite dopo il passaggio di proprietà. E il balletto di scaricabarile tra direttore e editore, da questo punto di vista, non è altro che l'ennesimo atto ipocrita di un'operazione che proprio attraverso l'ipocrisia vuole fare profitto. Lo fa distribuendo un vademecum per bulli, uno strumento che gli aguzzini potranno trasformare facilmente da 'libro di barzellette sui gay' a 'libro di torture per un gay', quello che avranno eletto a loro bersaglio». «A tutelarci da queste derive dovrebbe esserci un ministro alle Pari Opportunità (che però il premier Renzi non ha ritenuto utile nominare) o l'Ordine dei Giornalisti, che però non sembra intenzionato, in questo come in tanti altri casi, a far valere le proprie carte deontologiche nè ad applicare sanzioni, trascinandoci così tutti in una melma che infanga la rispettabilità oggi degli omosessuali, domani delle transessuali, poi delle donne, degli stranieri. Ma anche del Paese e della professione giornalistica» conclude Romani.

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