A Vincenzo Nibali mancano cinquantaquattro km più il vernissage di Parigi per essere incoronato imperatore del Tour. Ieri, tra Maqubourguet e Bergerac, terzultima frazione del Giro non ci sarebbero dovuti essere rischi. Invece, complice la pioggia, un brivido è corso sulla schiena del siciliano quando a 3 km dall'arrivo una caduta ha mandato gambe all'aria un nutrito numero di corridori impegnati nell'inseguimento al lituano Nauardauskas che ha vinto in volata la frazione prendendo in contropiede tutto il gruppo. Attardati anche gli ultimi velocisti in gara segno che il gruppo è stanco e non è riuscito a riprendere la fuga del lituano.
Per Nibali solo corsa nelle retrovie del gruppo "per non disturbare i velocisti e per essere al sicuro dai rischi. Abbiamo visto la caduta ma fortunatamente eravamo in controllo" racconta a fine gara. Il Tour è nelle sue mani.
Oggi la crono di 54 km lo consegna con un cospicuo vantaggio da difendere. Alle sue spalle, infatti, la classifica generale recita Pinot (a 7'10"), Peraud (7'23"), Valverde (7'25") e Bardet (9'27"). Tutto finito? Neanche per sogno. "Domani (oggi ndr) - spiega Nibali - farò la ricognizione del tracciato. Mi sembra una cosa normale sia per me che per la squadra. Serve, è importante".
Il pubblico lo acclama, l'Equipe lo celebra. "Si - dice - ho visto la foto di quando avevo cinque anni. Da allora di tempo ne è passato. Dalle prime società in Sicilia a quelle in Toscana al passaggio nel mondo del professionismo. Io leggenda? Ma non scherziamo. Mi limito a far divertire la gente. Non penso di essere un grande campione. Sono così come mi vedete".
Oggi l'ultima frazione realmente pericolosa. La crono che definirà gli assetti del podio. Poi domenica sarà solo trionfo con l'arrivo all'ombra della torre Eiffel.
Per Nibali solo corsa nelle retrovie del gruppo "per non disturbare i velocisti e per essere al sicuro dai rischi. Abbiamo visto la caduta ma fortunatamente eravamo in controllo" racconta a fine gara. Il Tour è nelle sue mani.
Oggi la crono di 54 km lo consegna con un cospicuo vantaggio da difendere. Alle sue spalle, infatti, la classifica generale recita Pinot (a 7'10"), Peraud (7'23"), Valverde (7'25") e Bardet (9'27"). Tutto finito? Neanche per sogno. "Domani (oggi ndr) - spiega Nibali - farò la ricognizione del tracciato. Mi sembra una cosa normale sia per me che per la squadra. Serve, è importante".
Il pubblico lo acclama, l'Equipe lo celebra. "Si - dice - ho visto la foto di quando avevo cinque anni. Da allora di tempo ne è passato. Dalle prime società in Sicilia a quelle in Toscana al passaggio nel mondo del professionismo. Io leggenda? Ma non scherziamo. Mi limito a far divertire la gente. Non penso di essere un grande campione. Sono così come mi vedete".
Oggi l'ultima frazione realmente pericolosa. La crono che definirà gli assetti del podio. Poi domenica sarà solo trionfo con l'arrivo all'ombra della torre Eiffel.

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