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Reggio Calabria, Operazione Rifiuti SpA 2, i penalisti denunciano aggressione mediatica

 'NDRANGHETA: ARRESTI DISCARICHE; PENALISTI, AGGRESSIONE MEDIA Camera Reggio Calabria, indebita pubblicazione atti indagine  - 

REGGIO CALABRIA, 24 LUG - «In occasione della recente operazione di polizia che ha visto destinatari di provvedimenti cautelari alcuni professionisti, tra i quali gli avvocati penalisti Giulia Dieni e Giuseppe Putortì, ancora una volta si ripropone il triste clichè dell'aggressione mediatica già in altre occasioni stigmatizzato». È quanto sostiene, in una nota, il direttivo della Camera penale «Gaetano Sardiello» di Reggio Calabria in relazione all'operazione condotta due giorni fa dai carabinieri contro presunti affiliati alla cosca Alampi nell'ambito della quale i due legali sono stati arrestati con l'accusa di avere portato fuori dal carcere gli ordini del boss per gli affiliati. 

«Innanzitutto - prosegue il direttivo della Camera penale - vi è da rimarcare con viva disapprovazione l'indebita pubblicazione, penalmente rilevante, di atti di indagine preliminare particolarmente invasivi quali videoregistrazioni e intercettazioni di conversazioni, a poche ore dall'esecuzione delle misure custodiali, addirittura prima dello svolgimento dell'interrogatorio di garanzia; prima, cioè, che gli indagati si siano potuti difendere di fronte al giudice che ha emesso l'ordinanza. Senza peraltro rappresentare alla pubblica opinione che si tratta di atti unilateralmente formati e raccolti e non ancora sottoposti al vaglio processuale nel contraddittorio tra le parti». 

«Un processo mediatico - sostiene la Camera penale - che si risolve in poche ore senza contraddittorio, rispetto al quale anche la eventuale futura assoluzione, magari intervenuta a distanza di qualche anno, non avrà alcuna portata restauratrice della lesione della immagine dell'indagato. È necessario comprendere a quale idea di giustizia si voglia accedere e se la deprecabile pubblicazione di atti in assenza di un minimo di contraddittorio, non ancora instaurato, sia compatibile con uno Stato che si definisce democratico ed ispirato a principi liberali. Non può a questo punto prescindersi da interventi legislativi, ma anche da una rivalutazione di prassi giudiziarie che vanno modificate»

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