Polistena (Reggio Calabria) – La sfida politica si è trasferita quasi interamente sul terreno del diritto, ricorrendo ai giudici ed alla magistratura chiamati a dirimere la pugnace controversia per stabilire la fondatezza e le ragioni degli esposti prodotti nonché determinare le eventuali consecutive responsabilità. La poderosa linea del Piave della moral suasion e del bon ton politici sono andati via via deteriorandosi fino a tracimare, esondando nel campo della infeconda conflittualità soggettiva sull'Aventino degli schieramenti contrapposti. Ed è questa la sintesi della conferenza stampa fiume tenuta a porte aperte da Michele Spanò, Salvino Galluzzo e Francesco Formica di “Progetto Polistena”. Un incontro che ha preso le mosse dalla necessità di chiarire, secondo i tre, gli aspetti salienti di una vicenda che si è rincorsa dai muri della città fino alle aule dei tribunali e che ha modificato la sua genesi - nel corso della consiliatura retta da Michele Tripodi – evolvendola da politico-amministrativa a parzialmente giudiziaria. Così sono stati esposti i principali argomenti che hanno indotto a ricorrere tanto in giudizio quanto ad adire ad una interrogazione parlamentare (cui si attendono ancora, di entrambe le iniziative, gli esiti, ndr): l’insediamento della dottoressa Carmela Raineri, le short list, la commissione edilizia. «Si è aperta una guerra di nervi nella quale dovranno trionfare la giustizia e la democrazia», ha esordito Michele Spanò. «La nostra è una battaglia politica tesa a ripristinare unicamente la verità. Il ricorso all’interrogazione parlamentare ed agli altri strumenti, come l’esposto alla Prefettura, hanno solo questo obiettivo».
Ed è stato l’articolato intervento di Salvino Galluzzo – uomo dal lungo corso politico ed ora componente apicale dell’associazione Progetto Polistena, nonché noto legale - ad illustrare doviziosamente, carte alla mano, la questione: «Abbiamo chiesto di sapere in merito alla nomina di un funzionario pubblico, peraltro dirigente e compagna di partito del sindaco. Si tratta di una istanza che perdura da circa tre anni. Abbiamo inteso appurare a favore dei cittadini se questa professionista, contro cui non abbiamo nulla di personale, sia ben chiaro, avesse le qualifiche per ricoprire quel ruolo. E ci siamo dovuti sorbire le grida e le denunce del sindaco, pur avendo esposto un problema serio di legittimità i cui fatti dimostrano darci ragione. La Raineri non risulta iscritta (fino a maggio 2014, ndr) a nessun ordine degli avvocati, tantomeno ad alcuna sezione speciale dell’albo. Ergo, la sua presenza in pianta organica ed il suo stesso operato, secondo quanto disposto dal regolamento comunale all’art. 27, è improprio, non potendo neanche patrocinare legalmente per conto del Comune. Di più ancora: ella continua a ricoprire un ruolo, quello di capo ripartizione, ed essere pagata con soldi pubblici, ingiustificatamente. Quando il sindaco cita poi, replicando all’interpellanza della minoranza in consiglio, la nomina dell’architetto Cannatà del 2007 - osserva Salvino Galluzzo - omette di dire che non solo l’ex sindaco Laruffa, checché se ne possa dire, si servì dell’operato di un noto professionista in possesso di tutti i titoli ma persino organico ad un partito politico lontano dal suo (il Pdci, mentre quello di Laruffa era il PD, ndr) quindi sodale partitico, paradossalmente, proprio di Michele Tripodi, allora all’opposizione».
E Galluzzo, rompendo gli argini, rincara la dose anche sulle gare d’appalto «che peraltro - rimarca il civilista - non possono più essere svolte in presenza di adesione alla S.U.A. (Stazione Unica Appaltante)»indette per le cooperative sociali cui, dice dubbioso, essere state «vinte sistematicamente dalle stesse cooperative sfornite di personale per attuare i servizi a cui erano chiamate per consentire il successivo impiego discrezionale di personale dalle short list, create ad hoc, e senza graduatoria alcuna».
E Galluzzo, rompendo gli argini, rincara la dose anche sulle gare d’appalto «che peraltro - rimarca il civilista - non possono più essere svolte in presenza di adesione alla S.U.A. (Stazione Unica Appaltante)»indette per le cooperative sociali cui, dice dubbioso, essere state «vinte sistematicamente dalle stesse cooperative sfornite di personale per attuare i servizi a cui erano chiamate per consentire il successivo impiego discrezionale di personale dalle short list, create ad hoc, e senza graduatoria alcuna».
Quindi, riassume: «Non solo la Raineri non può stare li a fare le gare, ma le gare in questo contesto non si possono proprio fare». Ed anche sulla commissione edilizia – presieduta da Tripodi con il consigliere di maggioranza Francesco Mammola - Galluzzo è tranchant: «un organo che è stato abolito nel 2005 e reintrodotto nel 2010, che non solo comporta rallentamenti e maggiori burocrazie, ma che non può essere composto da organi politici così come disposto dal Consiglio di Stato (parere n. 2447/03, ndr) che recita non essere consentite “dall’assetto normativo attuale e comunque se previste dai regolamenti comunali, questi ultimi dovranno provvedere alle necessarie modifiche”. Ma –prosegue nel suo ragionamento Galluzzo - è il come il sindaco gestisce quest’organo che è scandaloso politicamente. C’è da pensare che la commissione esiti in maniera differente le pratiche, dando semaforo rosso o semaforo verde, a seconda che si vada o meno a bussare alla porta del sindaco?» La questione – ad avviso dei relatori - atterrebbe a come Tripodi ha inteso governare la cosa pubblica: «Il sindaco non può affermare pubblicamente: così è se vi pare! pensando di in tal modo di tacciare tutti. Siamo in presenza di un giovane amministratore che forse – seguita ironicamente Galluzzo – non ha avuto abbastanza giochi da piccolo ed ora si diverte con l’istituzione comunale. Ma qui non c’è niente di personale: parliamo di fatti pubblici e di comportamenti amministrativi deviati. Queste sono vere e proprie porcate politiche».
Francesco Formica, avallando le parole del collega, nel suo intervento ha aggiunto: «Le questioni ormai sono chiare. Ci troviamo di fronte a due modi opposti di fare politica: il nostro che intende la politica come servizio e quello del sindaco che fa politica per mestiere. Egli è talmente angosciato dall’ansia di essere rieletto che utilizza come mezzi la legalità di facciata e la logica del nemico. Ma legalità – osserva Formica – non è solo inveire dai palchi contro la mafia ma anche osservare e rispettare le regole nel quotidiano. Regole che qui sono sistematicamente modificate al solo scopo di acquisire consenso. Ed il fatto che egli dimostri protervia, supponenza e persino disprezzo per la diversità di pensiero la dice lunga sulla questione della logica della contrapposizione. Il sindaco intende usare la parodia della legalità perseguitando chiunque ostacoli il suo disegno di essere rieletto, abbaiando dai palchi». Una partita aperta che starebbe per volgere al termine, sia per la scadenza naturale della consiliatura sia anche perché i procedimenti giudiziari imbastiti pare siano essere in dirittura d’arrivo. «La Prefettura sollecitata sulla questione ha glissato – conferma Galluzzo – riferendo, a gennaio scorso, di non avere il controllo sugli atti. Ma ciò è stato sempre chiaro: la richiesta era quella di una verifica sulla legittimità degli organi amministrativi, non sugli atti. Ecco perché abbiamo promosso una interrogazione parlamentare al ministro, da cui attendiamo una risposta proprio dietro relazione prefettizia. La Raineri farebbe bene a dimettersi o ci penserà comunque la legge. Ed anche per il sindaco il minimo sarebbe rassegnare le dimissioni che sappiamo, però, non perverranno mai in quanto significherebbe perdere lo stipendio. Ma a dimissionarlo ci penseranno i cittadini di Polistena, perché è chiaro oramai a tutti che dietro una parvenza di legalità si sta consumando la peggiore illegalità. Tripodi – ha concluso Galluzzo - ha da sempre vessato polemicamente la figura di “fratel Silvio” (Silvio Laruffa, fratello dell’ex sindaco Giovanni di cui è stato portavoce, ndr): ma oggi alla luce dei fatti possiamo dire, benché l’ex sindaco Giovanni Laruffa sia un personaggio politico senza futuro a Polistena, cento volte meglio quel fratel Silvio di allora, figura opinabile ma ad incarico gratuito, che la Raineri di oggi, che non solo non può fare ciò che fa, e che, seppure strumento inconsapevole nelle mani del sindaco, unica attenuate che ci sentiamo di accordargli - chiosa Galluzzo - è, per giunta, una funzionaria operativa illegittima pagata dai cittadini!».
Giuseppe Campisi



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